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	<title>Commenti per AzioneTradizionale</title>
	<link>http://www.azionetradizionale.com</link>
	<description>AzioneTradizionale</description>
	<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 21:06:47 +0000</pubDate>
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		<title>Commenti su Villaggio il mangiapreti di paolo</title>
		<link>http://www.azionetradizionale.com/2008/07/01/villaggio-il-mangiapreti/#comment-1162</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 11:17:56 +0000</pubDate>
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		<description>Ringrazio anch’io la redazione per il puntuale intervento chiarificatore, e mi scuso se involontariamente ho contribuito ad innescare la lunga spirale dei commenti che comunque ha portato ad un confronto interessante e ad una ottima conclusione. Ancora un saluto a tutti, grazie e a presto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio anch’io la redazione per il puntuale intervento chiarificatore, e mi scuso se involontariamente ho contribuito ad innescare la lunga spirale dei commenti che comunque ha portato ad un confronto interessante e ad una ottima conclusione. Ancora un saluto a tutti, grazie e a presto</p>
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		<title>Commenti su Prima donna, poi trans, ora incinta di AzioneTradizionale &#187; Blog Archive &#187; Il trans incinto ha partorito</title>
		<link>http://www.azionetradizionale.com/2008/03/26/prima-donna-poi-trans-ora-incinta/#comment-1161</link>
		<dc:creator>AzioneTradizionale &#187; Blog Archive &#187; Il trans incinto ha partorito</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 22:16:52 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.azionetradizionale.com/2008/03/26/prima-donna-poi-trans-ora-incinta/#comment-1161</guid>
		<description>[...] La ex donna, ora maschio (?) ha portato alla luce (o forse sarebbe il caso di dire &#8220;alle tenebre&#8221;?!) una bambina&#8230;Viva il mondo dove non sai se tua madre e&#8217; tuo padre, e dove tuo padre e&#8217; una femmina&#8230; Passato il primo momento di smarrimento e di confusione, andra&#8217; tutto bene, bambina! [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] La ex donna, ora maschio (?) ha portato alla luce (o forse sarebbe il caso di dire &#8220;alle tenebre&#8221;?!) una bambina&#8230;Viva il mondo dove non sai se tua madre e&#8217; tuo padre, e dove tuo padre e&#8217; una femmina&#8230; Passato il primo momento di smarrimento e di confusione, andra&#8217; tutto bene, bambina! [&#8230;]</p>
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		<title>Commenti su Villaggio il mangiapreti di Lorenzo</title>
		<link>http://www.azionetradizionale.com/2008/07/01/villaggio-il-mangiapreti/#comment-1160</link>
		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 20:17:41 +0000</pubDate>
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		<description>Finalmente un po di chiarezza al riguardo, mi fa piacere che raido non faccia parte dei neopaganisti del fine settimana.
Grazie per la vostra attività di chiarificazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente un po di chiarezza al riguardo, mi fa piacere che raido non faccia parte dei neopaganisti del fine settimana.<br />
Grazie per la vostra attività di chiarificazione.</p>
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		<title>Commenti su Villaggio il mangiapreti di Redazione</title>
		<link>http://www.azionetradizionale.com/2008/07/01/villaggio-il-mangiapreti/#comment-1159</link>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 20:04:04 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.azionetradizionale.com/2008/07/01/villaggio-il-mangiapreti/#comment-1159</guid>
		<description>Ricordiamo innanzitutto che questo è un blog (commenti annessi) e non un forum di discussione.
In merito alla questione sollevata, la nostra posizione - come piu' volte espresso nel corso degli anni di attività - e' in difesa dei principi di ordine sacro, espressi attraverso strutture legittime dal punto di vista tradizionale che mantengono in esse espressioni chiare sul piano rituale e liturgico.
Nella fede, nel sentiero e nell'agire cristiano, la linea legittima è rappresentata dalla Chiesa Cattolica Apostolica e Romana.
Il problema in questo caso non sono gli uomini che sono all'interno di quest'istituzione (la Chiesa, appunto), ma cio' che essa rappresenta, e che da millenni rappresenta. 
Nonostante alcuni suoi difetti ed eccellenze spirituali, essa è oggi un argine alla deriva del mondo moderno.
Per chiarire ancor meglio la posizione di Raido in merito al problema sollevato nei commenti su cristianita' e (neo)paganesimo, riportiamo di seguito un articolo di Julius Evola – che seppur non cristiano, aveva capito e chiarito quali pericoli si celano dietro forme spurie di neo-spiritualismo, che solo nella migliore delle ipotesi non portano a nulla. Ne consigliamo vivamente la lettura.
&lt;strong&gt;
L'equivoco del "nuovo paganesimo" 
di Julius Evola (Bibliografia fascista, n.2/1936)&lt;/strong&gt;

Recentemente a Vienna, in occasione di una intervista, un giornalista, cui era noto come noi già molti anni fa in Italia avemmo a difendere un "Imperialismo Pagano", ci disse che ormai la nostra ora, in un altro paese almeno, poteva dirsi venuta. Egli alludeva naturalmente alla Germania, alle corenti più o meno affiancate al nazismo, intese a creare un nuovo spirito religioso germanico e non-cristiano. Noi rispondemmo che il tempo, piuttosto, ci sembra venuto, in cui ci troviamo quasi costretti a dichiararci, se non cristiani, almeno cattolici.
In realtà, quello del "nuovo paganesimo" d'oltralpe è un grosso equivoco, chiarire il quale non può non offrire dell'interesse, sia per la cosa in sè, che, in una certa misura, appunto per un fatto personale di chi scrive. Noi infatti avemmo ad indicare il valore che la ripresa di alcune nostre grandi tradizioni precristane potrebbe avere per una ricostruzione in senso eroico, imperiale ed integralmente "romano" della nostra civiltà occidentale: ed oggi siamo ben lungi dal pensare diversamente che nel 1928, quando fra una certa sensazione uscí un nostro libro recante appunto il titolo Imperialismo Pagano. Senonché fra le idee da noi riprese, e ciò che viene oggi affermato in Germania come "nuovo paganesimo", esiste non solo una differenza, ma anche un'antitesi. Per cui - notiamolo di passata, e non senza riferimento alle dicerie di qualche interessato - se è vero che certe nostre opere trovano ora in Germania una risonanza maggiore che in Italia, altrettanto vero è però che una tale risonanza si riferisce assenzialmente ad ambienti dell'antica Germania conservatrice e per nulla alle nuove correnti pagane, con le quali insomma non abbiamo nessun rapporto, e con lo stesso fronte semi-ufficiale di Alfred Rosenberg.
Il Rosenberg tanto interesse dimostrava per noi quando credeva, per sentito dire e per l'equivoco, appunto, del termine generico "pagano", che fossimo sulla sua stessa linea, altrettanta frigidità sembra dimostrare ora che è venuto propriamente a conoscenza dei nostri veri punti di vista. I quali, se possono avere un'azione in Germania, è quella di mostrare la deformazione che molte idee, suscettibili di un significato superiore, hanno subíto in una adattazione avente per mira scopi puramente empirici e tendenziosamente politici.
Ma vediamo ora in che consiste propriamente ed oggettivamente l'equivoco del neopaganesimo nordico e proponiamoci di esaminare la quistione nel modo più impersonale: chiediamo venia a coloro che forse perferirebbero vederci usare le parole d'ordine oggi, a tale riguardo, più d'uso fra noi, ma ormai più o meno note a tutti.
Il primo punto da fissare è che la scelta del termine "pagano" per designare in genere visioni del mondo e tradizioni estranee ai quadri del cristianesimo è tutt'altro che felice, onde noi stessi ci rammarichiamo di aver precedentemente usato questa espressione. Paganus, infatti, è un termine essenzialmente dispregiativo se non ingiurioso, adoperato ad uso polemico dalla prima apologetica cristiana. Senonché non solo come termine, cioè come parola, bensí anche come contenuto e come concetto esiste un "paganesimo", che è una escogitazione polemica e che trova ben poco riscontro nel mondo pre-cristiano e non-cristiano quale veramente fu, prescindendo da periodi di palese decadenza. Per affermare e glorificare la nuova fede, una certa apologetica cristiana procedette ad una deformazione e ad una svalutazione spesso sistematica di quasi tutte le dottrine e le tradizioni precedenti, alle quali poi si fece corrispondere la designazione complessiva e dispregiativa di "paganesimo".
Orbene, noi ci troviamo di fronte più o meno al seguente paradosso: &lt;em&gt;un tale "paganesimo" mai esistito, generato polemicamente dell'apologetica cristiana militante, minaccia proprio oggi di esistere per la prima volta, appunto per opera dei neopagani e degli anticristiani della nuova Germania.&lt;/em&gt;
Quali sono i tratti principali della visione pagana della vita, così come detta apologetica l'ha supposta e l'ha diffusa?
Anzitutto: &lt;em&gt;naturalismo&lt;/em&gt;. La visione pagana della vita avrebbe ignorato ogni trascendenza. Essa sarebbe rimasta in una promiscuità fra spirito e natura. Il suo limite, sarebbe stato una mistica delle forze naturali (é la vecchia storia della "Selva" opposta al "Tempio") e una divinificazione superstiziosa delle energie delle razze, allevate da altrettanti idoli. Da cui, in primo luogo, un particolarismo e un politeismo condizionato dalla terra e dal sangue. In secondo luogo, l'assenza del concetto di personalità e di libertà, uno stato di innocenza, che è semplicamente quello proprio agli esseri di natura, a coloro che ancora non si sono destati a nessuna aspirazione veramente sovranaturale. Di contro al determinismo e al naturalismo "pagano" sorge per la prima volta col cristianesimo un mondo della libertà sovramondana, cioè della grazia e della personalità; un ideale "cattolico", vale a dire, etimologicamente, universale; un sano dualismo, che permette la subordinazione della natura ad un ordine superiore, ad una legge dall'alto.
Questi sono i tratti principali, schematici, della concezione più corrente del paganesimo. Tutto quel che essa presenta di inesatto e di unilaterale, vi è appena bisogno di farlo rilevare a chiunque abbia, in fatto di storia delle civiltà e delle religioni, una conoscenza diretta anche soltanto elementare: e del resto già nei quadri della prima patristica - in un Origene, in un Clemente Alessandrino, in un Giustino, ecc. - assai spesso si dette prova di una comprensione assai maggiore dei princ"pi e dei simboli della precendente civiltà. Qui non possiamo mettere in risalto che qualche punto.
Anzitutto, ciò che caratterizzò il mondo non-cristiano in tutte le sue forme superiori, non fu una divinificazione superstiziosa della natura, bensì una comprensione simbolica di essa, per via della quale ogni fenomeno ed ogni azione apparì come la manifestazione sensibile di un mondo sovrasensible: la concezione "pagana" dell'uomo e del mondo abbe essenzialmente carattere simbolico-sacrale. In secondo luogo, il modo "pagano" di vita non fu per nulla una naturalistica licenza: nelle forme originarie e di alta tensione dell'antica Roma, dell'antica Ellade, delle antiche civiltà indogermaniche d'Oriente, ecc., non vi fu aspetto della vita, sia individuale che collettiva, che non fosse accompagnata, sorretta e animata da un rito corrispondente, cioè da una azione e da una intenzione spirituale concepite come oggettivamente efficaci. In terzo luogo, il mondo "pagano" conobbe già un sano dualismo: esso si ritrova non solo in grandi concezioni speculative - limitiamoci a nominare un Platone e un Çankara - ma altresì in visioni religiose generali, come quella antigonistica a tutti nota degli Indoeuropei dell'antico Iran, come l'opposizione ellenica fra le "due nature", come quella fra mondo degli Asen e mondo elementare degli antichi Nordici, o quella fra "via solare" e "degli Dei" e "via della terra", fra "vita" e "liberazione della vita" degli antichi indú, e via dicendo, in connessione a ciò, l'aspirazione ad una libertà sovrannaturale, cioè ad un compimento metafisico della personalità, fu comune a tutte le grandi civiltà precristiane, le quali conobbero tutte una "iniziazione" e celebrarono i loro "misteri".
L'innocenza naturalistica pagana è una tale favola, che essa non si ritrova nemmeno fra i selvaggi: quella forma che, per alcuni, sarebbe il suo limite, cioè l'ideale classico, non sta al di qua, ma al di là del dualismo fra spirito e corpo essendo l'ideale di uno spirito resosi così dominante, da plasmare interamente il corpo e l'anima a sua imagine, in perfetta corrispondenza di contenente e contenuto.
In quarto luogo, un'aspirazione universalistica è da constatarsi dovunque, nel mondo "pagano", nel ciclo ascendente di una razza superiore, si manifestò una vocazione all'impero: e una tale vocazione spesso fu anche metafisicamente potenziata e apparve come una naturale conseguenza dell'estensione dell'antica concezione sacrale dello Stato e come la forma propria in cui tende a manifestarsi una presenza vittoriosa del sovra-mondo nel mondo. A tale riguardo potremmo ricordare l'antica concezione iranica dell'impero quale "corpo" del "Dio di Luce", la tradizione indo-aria del "Signore Universale" o "çakravatri", e così via, fino a giungere alla teoria "solare" del tardo impero romano, il quale ebbe un contenuto rituale e sacrale nel culto imperiale, che si pose non come la negazione, bensí come la culminazione gerarchia unificatrice di un pantheon, cioè di una serie di culti condizionati della terra e dal sangue. E per moltiplicare rettificazioni del genere, senza un'ombra di tendenziosità vi sarebbe solo l'imbarazzo della scelta.
Colui che si rendesse ben conto di tutto ciò, e riconoscesse che è una pessima tattica difendere la propria tradizione discreditando quella degli altri, avrebbe facile modo di vedere la via per superare ogni unilateralezza dettata da spirito di parte, per dare ad ognuno il suo, per separare il positivo dal negativo, e dal contingente nelle varie forme storiche, ma soprattutto per venire ad una visione più completa, ad un punto di vista veramente universale, tale che ad esso possa davvero applicarsi l'assioma "cattolico" &lt;em&gt;quod ubique, quod ab omnibus et quod semper&lt;/em&gt;. Si potrebbe cioè enucleare un corpo di principi, da dirsi "tradizionali" in senso eminente, perché essi apparirebbero, in fondo, anteriori e superiori - metafisicamente - a qualsiasi particolare di queste tradizioni o religioni. È su questo piano, e senza la minima animosità, con la fermezza, invece, che proviene dalla giusta visione, che si potrebbe poi anche procedere ad una revisione dei valori, sia nel senso di limitare o gerarchicamente subordinare la validità di alcune concezioni particolari, specificatamente ebraiche, del cristianesimo, sia nel senso di riportare alla loro giusta luce molti aspetti dimenticati di grandi tradizioni di un passato più remoto, anteriore al cristianesimo, per saggiare quali fra di essi, senza anacronismi, potrebbero eventualmente ancora oggi &lt;em&gt;venir chiamati a vita e agire in modo creativo, non contro la Chiesa e il Cristianesimo, ma, se mai, di là dall'una e dall'altro, in una determinata èlite.&lt;/em&gt;
Orbene, assolutamenta nulla di simile è da ritrovarsi nel neo-paganesimo germanico. Anzitutto, come dicevamo, e quasi cadendo in una trappola appositamente preparata, i neopagani finiscono col professare e difendre dottrine riducentesi più o meno al paganesimo fittizio, naturalistico, privo di luce, privo di trascendenza, vincolato dal sangue, pervaso da un misticismo sospetto, creato polemicamente proprio dalla dialettica dei loro avversari. Ma, come se ciò non bastasse, si ripete quell'opera partigiana di tacitamento degli aspetti superiori, di risalto degli aspetti contingenti o deteriori del cristianesimo e del cattolicesimo, che già era stata esercitata sul "paganesimo" vero, e, infine, si mette mano a sinistre concezioni di tipo prettamente moderno, illuministico e razionalistico, che già erano scese in campo contro la Chiesa e il cristanesimo sotto il segno - miracolo dei miracoli - del liberalismo, della socialdemocrazia e della massoneria.
Infatti, null'altro che questo può ravvisarsi, quando il nuovo paganesimo si dà all'esaltazione dell'immanenza, della "vita" e della "natura" creando una nuova superstiziosa religione che è nel più stridente contrasto con ogni superiore ideale "olimpico" delle antiche civiltà d'Oriente e d'Occidente e andando ad accusare in ogni dualismo ascetico un prodotto di degenerescenza antiariana inoculalto dalla razza levantina; quando nega ogni verità superiore alla razza e alla mistica della razza e non esita a mettere ogni concezione sovrannaturale del conoscere e dell'agire, e così anche il "sovrannaturalismo" cristiano e l'intera dottrina cattolica dei sacramenti e del miracolo, a carico delle superstizioni dell'"oscuro Medioevo" e della tattica di dominio dei preti per esaltare invece le "conquiste" proprie al cosiddetto libero esame e alle scienze profane moderne; quando riesuma le vecchie storielle anticattoliche circa l'inquisizione e la donazione costantiniana e si scandalizza di fronte a quella pretesa di infallibilità, che, in civiltà normali, sempre veniva tranquillamente riconosciuta a tutti coloro che fossero veramente pervenuti alla conoscenza metafisica; quando, verosimilmente sotto l'inconscia angoscia per orizzonti troppo vasti, nell'universalismo non sa vedere che una creatura del despotismo ebraico-romano letale per le nazionalità o un prodotto del caos etnico di un clima di decadenza, invece che una superiore unità gerarchia e una esigenza spirituale; quando, associando un fanatismo per la nazione di sapore alquanto giacobino col sospetto romanticismo dell'"eroismo tragico" e dell'"&lt;em&gt;amore per il destino&lt;/em&gt;" esso da un lato ridesta a vita la mistica dell'orda primordiale, dall'altro fomenta una rivolta del potere temporale contro ogni autorità spirituale, fino al tentativo di ridurre la seconda ad una mera promanazione del primo.
Tutto ciò è sul serio "paganesimo" nel senso negativo desiderato dall'antica apologetica militante, ma, in più, è confusione, regressione, perdita di ogni vero orientamento, soggiacenza a suggestioni irrazionali e, infine, dilettantismo, fanatismo e incultura. Qualcuno, in Italia, ha trovato una espressione assai felice nel dire che, mentre il nazismo accusa il cattolicesimo di far della politica, la verità vera è che esso spesso fa della religione. Ciò è, in larga misura, vero. Il nuovo paganesimo è il prodotto di una trasposizione della politica nella religione, per cui perfino la religione si fa politica, laddove, nei tempi antichi si faceva religione. Esso, lungi dal rappresentare, come pretenderebbe, un ritorno alle origini, ci si presenta essenzialmente come una deformazione delle origini e come la risultante di elementi derivati esclusivamente della disgregazione anti-tradizionalistica moderne e, più propriamente, da questi tre elementi: dal pathos della "nazione" divinificata più o meno giacobinamente, dell'immanentismo naturistico moderno e infine di una attrezzatura di tipo razionalistico e scientista, la quale si ritrova, poi, nello stesso paradossale connubio con il misticismo, in ciò che è propriamente tecnica "razzista".
Certo, noi non vogliamo contestare che presso a tali elementi si agitino, nel fermento dell'ultima cultura tedesca, anche esigenze di diverso valore e per questo ci siamo astenuti dal riferimento a particolari autori: ma si deve in ogni modo constatare che il tono generale è dato dal "paganesimo" ora accennato e che è soprattutto in funzione di esso che si stanno formando, in Germania, nuovi miti, e che si esasperano gravi conflitti spirituali. Ma se cosi stanno le cose, dovendo uscire dalla neutralità di fronte ad un conflitto fra un nuovo paganesimo ed il cristianesimo, è evidente che ad onta di ogni buona volontà sarebbe impossibile schierarsi dalla parte del primo, specie poi se, più che non di cristianesimo in genere, si tratti di Cattolicesimo e di Chiesa cattolica. Se non altro, il Cattolicesimo può assolvere ad una funzione di &lt;em&gt;sbarramento &lt;/em&gt;portatore di una dottrina della trascendenza, finché esso sussisterà, impedirà che la mistica dell'immanenza e le invasioni prevaricatrici dal basso si portino oltre un certo segno. Inoltre, si può essere simpatizzanti finché si vuole con una teoria del superuomo, negli aspetti in cui essa può riflettere i valori più virili dei periodi di alta tensione delle nostre più antiche civiltà; purtuttavia la stessa etica cristiana della rinuncia, del sacrificio e dell'umiltà viene ad avere una funzione ben precisa - la funzione di un necessario contrappeso - quando ogni dottrina dell'eroismo, dell'affermazione, della potenza e della virilità resti su di un piano affatto secolare, umanistico e materialistico come oggi quasi senza eccezione si vede accadere.
Questa rivista non è precisamente dedicata a menti non adulte, da non disturbare con punti di vista diversi da quelli della mentalità corrente e conformista. Perciò si può dire che secondo la prospettive di chi scrive il Cattolicesimo non si presenta come l'unico ed esclusivo portatore dei valori sopra accennati, e nemmeno come la dottrina nella quale un punto di vista integralmente "tradizionalista" può trovare una espressione completa ed inattenuata di tipo schiettamente metafisico.
Ma è evidente che di fronte a tendenze, per le quali, alle fine, il Cattolicesimo rappresenta già un "troppo" e per questo esse cercano di "superarlo", per fare, col ritmo di avanzata del gambero, in confusioni, deviazioni e soggiacenza alla forze meno intellettuali e meno controllabili del mondo attuale, è evidente che di fronte a tali tendenze è inutile riferirsi a tali più vasti orizzonti e far sì che, per un capovolgimento distruttivo, un punto di vista che potrebbe esser di "supertradizione" vada comunque a confortare e fomentare punti di vista, che sono semplicemente di antitradizione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordiamo innanzitutto che questo è un blog (commenti annessi) e non un forum di discussione.<br />
In merito alla questione sollevata, la nostra posizione - come piu&#8217; volte espresso nel corso degli anni di attività - e&#8217; in difesa dei principi di ordine sacro, espressi attraverso strutture legittime dal punto di vista tradizionale che mantengono in esse espressioni chiare sul piano rituale e liturgico.<br />
Nella fede, nel sentiero e nell&#8217;agire cristiano, la linea legittima è rappresentata dalla Chiesa Cattolica Apostolica e Romana.<br />
Il problema in questo caso non sono gli uomini che sono all&#8217;interno di quest&#8217;istituzione (la Chiesa, appunto), ma cio&#8217; che essa rappresenta, e che da millenni rappresenta.<br />
Nonostante alcuni suoi difetti ed eccellenze spirituali, essa è oggi un argine alla deriva del mondo moderno.<br />
Per chiarire ancor meglio la posizione di Raido in merito al problema sollevato nei commenti su cristianita&#8217; e (neo)paganesimo, riportiamo di seguito un articolo di Julius Evola – che seppur non cristiano, aveva capito e chiarito quali pericoli si celano dietro forme spurie di neo-spiritualismo, che solo nella migliore delle ipotesi non portano a nulla. Ne consigliamo vivamente la lettura.<br />
<strong><br />
L&#8217;equivoco del &#8220;nuovo paganesimo&#8221;<br />
di Julius Evola (Bibliografia fascista, n.2/1936)</strong></p>
<p>Recentemente a Vienna, in occasione di una intervista, un giornalista, cui era noto come noi già molti anni fa in Italia avemmo a difendere un &#8220;Imperialismo Pagano&#8221;, ci disse che ormai la nostra ora, in un altro paese almeno, poteva dirsi venuta. Egli alludeva naturalmente alla Germania, alle corenti più o meno affiancate al nazismo, intese a creare un nuovo spirito religioso germanico e non-cristiano. Noi rispondemmo che il tempo, piuttosto, ci sembra venuto, in cui ci troviamo quasi costretti a dichiararci, se non cristiani, almeno cattolici.<br />
In realtà, quello del &#8220;nuovo paganesimo&#8221; d&#8217;oltralpe è un grosso equivoco, chiarire il quale non può non offrire dell&#8217;interesse, sia per la cosa in sè, che, in una certa misura, appunto per un fatto personale di chi scrive. Noi infatti avemmo ad indicare il valore che la ripresa di alcune nostre grandi tradizioni precristane potrebbe avere per una ricostruzione in senso eroico, imperiale ed integralmente &#8220;romano&#8221; della nostra civiltà occidentale: ed oggi siamo ben lungi dal pensare diversamente che nel 1928, quando fra una certa sensazione uscí un nostro libro recante appunto il titolo Imperialismo Pagano. Senonché fra le idee da noi riprese, e ciò che viene oggi affermato in Germania come &#8220;nuovo paganesimo&#8221;, esiste non solo una differenza, ma anche un&#8217;antitesi. Per cui - notiamolo di passata, e non senza riferimento alle dicerie di qualche interessato - se è vero che certe nostre opere trovano ora in Germania una risonanza maggiore che in Italia, altrettanto vero è però che una tale risonanza si riferisce assenzialmente ad ambienti dell&#8217;antica Germania conservatrice e per nulla alle nuove correnti pagane, con le quali insomma non abbiamo nessun rapporto, e con lo stesso fronte semi-ufficiale di Alfred Rosenberg.<br />
Il Rosenberg tanto interesse dimostrava per noi quando credeva, per sentito dire e per l&#8217;equivoco, appunto, del termine generico &#8220;pagano&#8221;, che fossimo sulla sua stessa linea, altrettanta frigidità sembra dimostrare ora che è venuto propriamente a conoscenza dei nostri veri punti di vista. I quali, se possono avere un&#8217;azione in Germania, è quella di mostrare la deformazione che molte idee, suscettibili di un significato superiore, hanno subíto in una adattazione avente per mira scopi puramente empirici e tendenziosamente politici.<br />
Ma vediamo ora in che consiste propriamente ed oggettivamente l&#8217;equivoco del neopaganesimo nordico e proponiamoci di esaminare la quistione nel modo più impersonale: chiediamo venia a coloro che forse perferirebbero vederci usare le parole d&#8217;ordine oggi, a tale riguardo, più d&#8217;uso fra noi, ma ormai più o meno note a tutti.<br />
Il primo punto da fissare è che la scelta del termine &#8220;pagano&#8221; per designare in genere visioni del mondo e tradizioni estranee ai quadri del cristianesimo è tutt&#8217;altro che felice, onde noi stessi ci rammarichiamo di aver precedentemente usato questa espressione. Paganus, infatti, è un termine essenzialmente dispregiativo se non ingiurioso, adoperato ad uso polemico dalla prima apologetica cristiana. Senonché non solo come termine, cioè come parola, bensí anche come contenuto e come concetto esiste un &#8220;paganesimo&#8221;, che è una escogitazione polemica e che trova ben poco riscontro nel mondo pre-cristiano e non-cristiano quale veramente fu, prescindendo da periodi di palese decadenza. Per affermare e glorificare la nuova fede, una certa apologetica cristiana procedette ad una deformazione e ad una svalutazione spesso sistematica di quasi tutte le dottrine e le tradizioni precedenti, alle quali poi si fece corrispondere la designazione complessiva e dispregiativa di &#8220;paganesimo&#8221;.<br />
Orbene, noi ci troviamo di fronte più o meno al seguente paradosso: <em>un tale &#8220;paganesimo&#8221; mai esistito, generato polemicamente dell&#8217;apologetica cristiana militante, minaccia proprio oggi di esistere per la prima volta, appunto per opera dei neopagani e degli anticristiani della nuova Germania.</em><br />
Quali sono i tratti principali della visione pagana della vita, così come detta apologetica l&#8217;ha supposta e l&#8217;ha diffusa?<br />
Anzitutto: <em>naturalismo</em>. La visione pagana della vita avrebbe ignorato ogni trascendenza. Essa sarebbe rimasta in una promiscuità fra spirito e natura. Il suo limite, sarebbe stato una mistica delle forze naturali (é la vecchia storia della &#8220;Selva&#8221; opposta al &#8220;Tempio&#8221;) e una divinificazione superstiziosa delle energie delle razze, allevate da altrettanti idoli. Da cui, in primo luogo, un particolarismo e un politeismo condizionato dalla terra e dal sangue. In secondo luogo, l&#8217;assenza del concetto di personalità e di libertà, uno stato di innocenza, che è semplicamente quello proprio agli esseri di natura, a coloro che ancora non si sono destati a nessuna aspirazione veramente sovranaturale. Di contro al determinismo e al naturalismo &#8220;pagano&#8221; sorge per la prima volta col cristianesimo un mondo della libertà sovramondana, cioè della grazia e della personalità; un ideale &#8220;cattolico&#8221;, vale a dire, etimologicamente, universale; un sano dualismo, che permette la subordinazione della natura ad un ordine superiore, ad una legge dall&#8217;alto.<br />
Questi sono i tratti principali, schematici, della concezione più corrente del paganesimo. Tutto quel che essa presenta di inesatto e di unilaterale, vi è appena bisogno di farlo rilevare a chiunque abbia, in fatto di storia delle civiltà e delle religioni, una conoscenza diretta anche soltanto elementare: e del resto già nei quadri della prima patristica - in un Origene, in un Clemente Alessandrino, in un Giustino, ecc. - assai spesso si dette prova di una comprensione assai maggiore dei princ&#8221;pi e dei simboli della precendente civiltà. Qui non possiamo mettere in risalto che qualche punto.<br />
Anzitutto, ciò che caratterizzò il mondo non-cristiano in tutte le sue forme superiori, non fu una divinificazione superstiziosa della natura, bensì una comprensione simbolica di essa, per via della quale ogni fenomeno ed ogni azione apparì come la manifestazione sensibile di un mondo sovrasensible: la concezione &#8220;pagana&#8221; dell&#8217;uomo e del mondo abbe essenzialmente carattere simbolico-sacrale. In secondo luogo, il modo &#8220;pagano&#8221; di vita non fu per nulla una naturalistica licenza: nelle forme originarie e di alta tensione dell&#8217;antica Roma, dell&#8217;antica Ellade, delle antiche civiltà indogermaniche d&#8217;Oriente, ecc., non vi fu aspetto della vita, sia individuale che collettiva, che non fosse accompagnata, sorretta e animata da un rito corrispondente, cioè da una azione e da una intenzione spirituale concepite come oggettivamente efficaci. In terzo luogo, il mondo &#8220;pagano&#8221; conobbe già un sano dualismo: esso si ritrova non solo in grandi concezioni speculative - limitiamoci a nominare un Platone e un Çankara - ma altresì in visioni religiose generali, come quella antigonistica a tutti nota degli Indoeuropei dell&#8217;antico Iran, come l&#8217;opposizione ellenica fra le &#8220;due nature&#8221;, come quella fra mondo degli Asen e mondo elementare degli antichi Nordici, o quella fra &#8220;via solare&#8221; e &#8220;degli Dei&#8221; e &#8220;via della terra&#8221;, fra &#8220;vita&#8221; e &#8220;liberazione della vita&#8221; degli antichi indú, e via dicendo, in connessione a ciò, l&#8217;aspirazione ad una libertà sovrannaturale, cioè ad un compimento metafisico della personalità, fu comune a tutte le grandi civiltà precristiane, le quali conobbero tutte una &#8220;iniziazione&#8221; e celebrarono i loro &#8220;misteri&#8221;.<br />
L&#8217;innocenza naturalistica pagana è una tale favola, che essa non si ritrova nemmeno fra i selvaggi: quella forma che, per alcuni, sarebbe il suo limite, cioè l&#8217;ideale classico, non sta al di qua, ma al di là del dualismo fra spirito e corpo essendo l&#8217;ideale di uno spirito resosi così dominante, da plasmare interamente il corpo e l&#8217;anima a sua imagine, in perfetta corrispondenza di contenente e contenuto.<br />
In quarto luogo, un&#8217;aspirazione universalistica è da constatarsi dovunque, nel mondo &#8220;pagano&#8221;, nel ciclo ascendente di una razza superiore, si manifestò una vocazione all&#8217;impero: e una tale vocazione spesso fu anche metafisicamente potenziata e apparve come una naturale conseguenza dell&#8217;estensione dell&#8217;antica concezione sacrale dello Stato e come la forma propria in cui tende a manifestarsi una presenza vittoriosa del sovra-mondo nel mondo. A tale riguardo potremmo ricordare l&#8217;antica concezione iranica dell&#8217;impero quale &#8220;corpo&#8221; del &#8220;Dio di Luce&#8221;, la tradizione indo-aria del &#8220;Signore Universale&#8221; o &#8220;çakravatri&#8221;, e così via, fino a giungere alla teoria &#8220;solare&#8221; del tardo impero romano, il quale ebbe un contenuto rituale e sacrale nel culto imperiale, che si pose non come la negazione, bensí come la culminazione gerarchia unificatrice di un pantheon, cioè di una serie di culti condizionati della terra e dal sangue. E per moltiplicare rettificazioni del genere, senza un&#8217;ombra di tendenziosità vi sarebbe solo l&#8217;imbarazzo della scelta.<br />
Colui che si rendesse ben conto di tutto ciò, e riconoscesse che è una pessima tattica difendere la propria tradizione discreditando quella degli altri, avrebbe facile modo di vedere la via per superare ogni unilateralezza dettata da spirito di parte, per dare ad ognuno il suo, per separare il positivo dal negativo, e dal contingente nelle varie forme storiche, ma soprattutto per venire ad una visione più completa, ad un punto di vista veramente universale, tale che ad esso possa davvero applicarsi l&#8217;assioma &#8220;cattolico&#8221; <em>quod ubique, quod ab omnibus et quod semper</em>. Si potrebbe cioè enucleare un corpo di principi, da dirsi &#8220;tradizionali&#8221; in senso eminente, perché essi apparirebbero, in fondo, anteriori e superiori - metafisicamente - a qualsiasi particolare di queste tradizioni o religioni. È su questo piano, e senza la minima animosità, con la fermezza, invece, che proviene dalla giusta visione, che si potrebbe poi anche procedere ad una revisione dei valori, sia nel senso di limitare o gerarchicamente subordinare la validità di alcune concezioni particolari, specificatamente ebraiche, del cristianesimo, sia nel senso di riportare alla loro giusta luce molti aspetti dimenticati di grandi tradizioni di un passato più remoto, anteriore al cristianesimo, per saggiare quali fra di essi, senza anacronismi, potrebbero eventualmente ancora oggi <em>venir chiamati a vita e agire in modo creativo, non contro la Chiesa e il Cristianesimo, ma, se mai, di là dall&#8217;una e dall&#8217;altro, in una determinata èlite.</em><br />
Orbene, assolutamenta nulla di simile è da ritrovarsi nel neo-paganesimo germanico. Anzitutto, come dicevamo, e quasi cadendo in una trappola appositamente preparata, i neopagani finiscono col professare e difendre dottrine riducentesi più o meno al paganesimo fittizio, naturalistico, privo di luce, privo di trascendenza, vincolato dal sangue, pervaso da un misticismo sospetto, creato polemicamente proprio dalla dialettica dei loro avversari. Ma, come se ciò non bastasse, si ripete quell&#8217;opera partigiana di tacitamento degli aspetti superiori, di risalto degli aspetti contingenti o deteriori del cristianesimo e del cattolicesimo, che già era stata esercitata sul &#8220;paganesimo&#8221; vero, e, infine, si mette mano a sinistre concezioni di tipo prettamente moderno, illuministico e razionalistico, che già erano scese in campo contro la Chiesa e il cristanesimo sotto il segno - miracolo dei miracoli - del liberalismo, della socialdemocrazia e della massoneria.<br />
Infatti, null&#8217;altro che questo può ravvisarsi, quando il nuovo paganesimo si dà all&#8217;esaltazione dell&#8217;immanenza, della &#8220;vita&#8221; e della &#8220;natura&#8221; creando una nuova superstiziosa religione che è nel più stridente contrasto con ogni superiore ideale &#8220;olimpico&#8221; delle antiche civiltà d&#8217;Oriente e d&#8217;Occidente e andando ad accusare in ogni dualismo ascetico un prodotto di degenerescenza antiariana inoculalto dalla razza levantina; quando nega ogni verità superiore alla razza e alla mistica della razza e non esita a mettere ogni concezione sovrannaturale del conoscere e dell&#8217;agire, e così anche il &#8220;sovrannaturalismo&#8221; cristiano e l&#8217;intera dottrina cattolica dei sacramenti e del miracolo, a carico delle superstizioni dell&#8217;&#8221;oscuro Medioevo&#8221; e della tattica di dominio dei preti per esaltare invece le &#8220;conquiste&#8221; proprie al cosiddetto libero esame e alle scienze profane moderne; quando riesuma le vecchie storielle anticattoliche circa l&#8217;inquisizione e la donazione costantiniana e si scandalizza di fronte a quella pretesa di infallibilità, che, in civiltà normali, sempre veniva tranquillamente riconosciuta a tutti coloro che fossero veramente pervenuti alla conoscenza metafisica; quando, verosimilmente sotto l&#8217;inconscia angoscia per orizzonti troppo vasti, nell&#8217;universalismo non sa vedere che una creatura del despotismo ebraico-romano letale per le nazionalità o un prodotto del caos etnico di un clima di decadenza, invece che una superiore unità gerarchia e una esigenza spirituale; quando, associando un fanatismo per la nazione di sapore alquanto giacobino col sospetto romanticismo dell&#8217;&#8221;eroismo tragico&#8221; e dell&#8217;&#8221;<em>amore per il destino</em>&#8221; esso da un lato ridesta a vita la mistica dell&#8217;orda primordiale, dall&#8217;altro fomenta una rivolta del potere temporale contro ogni autorità spirituale, fino al tentativo di ridurre la seconda ad una mera promanazione del primo.<br />
Tutto ciò è sul serio &#8220;paganesimo&#8221; nel senso negativo desiderato dall&#8217;antica apologetica militante, ma, in più, è confusione, regressione, perdita di ogni vero orientamento, soggiacenza a suggestioni irrazionali e, infine, dilettantismo, fanatismo e incultura. Qualcuno, in Italia, ha trovato una espressione assai felice nel dire che, mentre il nazismo accusa il cattolicesimo di far della politica, la verità vera è che esso spesso fa della religione. Ciò è, in larga misura, vero. Il nuovo paganesimo è il prodotto di una trasposizione della politica nella religione, per cui perfino la religione si fa politica, laddove, nei tempi antichi si faceva religione. Esso, lungi dal rappresentare, come pretenderebbe, un ritorno alle origini, ci si presenta essenzialmente come una deformazione delle origini e come la risultante di elementi derivati esclusivamente della disgregazione anti-tradizionalistica moderne e, più propriamente, da questi tre elementi: dal pathos della &#8220;nazione&#8221; divinificata più o meno giacobinamente, dell&#8217;immanentismo naturistico moderno e infine di una attrezzatura di tipo razionalistico e scientista, la quale si ritrova, poi, nello stesso paradossale connubio con il misticismo, in ciò che è propriamente tecnica &#8220;razzista&#8221;.<br />
Certo, noi non vogliamo contestare che presso a tali elementi si agitino, nel fermento dell&#8217;ultima cultura tedesca, anche esigenze di diverso valore e per questo ci siamo astenuti dal riferimento a particolari autori: ma si deve in ogni modo constatare che il tono generale è dato dal &#8220;paganesimo&#8221; ora accennato e che è soprattutto in funzione di esso che si stanno formando, in Germania, nuovi miti, e che si esasperano gravi conflitti spirituali. Ma se cosi stanno le cose, dovendo uscire dalla neutralità di fronte ad un conflitto fra un nuovo paganesimo ed il cristianesimo, è evidente che ad onta di ogni buona volontà sarebbe impossibile schierarsi dalla parte del primo, specie poi se, più che non di cristianesimo in genere, si tratti di Cattolicesimo e di Chiesa cattolica. Se non altro, il Cattolicesimo può assolvere ad una funzione di <em>sbarramento </em>portatore di una dottrina della trascendenza, finché esso sussisterà, impedirà che la mistica dell&#8217;immanenza e le invasioni prevaricatrici dal basso si portino oltre un certo segno. Inoltre, si può essere simpatizzanti finché si vuole con una teoria del superuomo, negli aspetti in cui essa può riflettere i valori più virili dei periodi di alta tensione delle nostre più antiche civiltà; purtuttavia la stessa etica cristiana della rinuncia, del sacrificio e dell&#8217;umiltà viene ad avere una funzione ben precisa - la funzione di un necessario contrappeso - quando ogni dottrina dell&#8217;eroismo, dell&#8217;affermazione, della potenza e della virilità resti su di un piano affatto secolare, umanistico e materialistico come oggi quasi senza eccezione si vede accadere.<br />
Questa rivista non è precisamente dedicata a menti non adulte, da non disturbare con punti di vista diversi da quelli della mentalità corrente e conformista. Perciò si può dire che secondo la prospettive di chi scrive il Cattolicesimo non si presenta come l&#8217;unico ed esclusivo portatore dei valori sopra accennati, e nemmeno come la dottrina nella quale un punto di vista integralmente &#8220;tradizionalista&#8221; può trovare una espressione completa ed inattenuata di tipo schiettamente metafisico.<br />
Ma è evidente che di fronte a tendenze, per le quali, alle fine, il Cattolicesimo rappresenta già un &#8220;troppo&#8221; e per questo esse cercano di &#8220;superarlo&#8221;, per fare, col ritmo di avanzata del gambero, in confusioni, deviazioni e soggiacenza alla forze meno intellettuali e meno controllabili del mondo attuale, è evidente che di fronte a tali tendenze è inutile riferirsi a tali più vasti orizzonti e far sì che, per un capovolgimento distruttivo, un punto di vista che potrebbe esser di &#8220;supertradizione&#8221; vada comunque a confortare e fomentare punti di vista, che sono semplicemente di antitradizione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Villaggio il mangiapreti di hasso</title>
		<link>http://www.azionetradizionale.com/2008/07/01/villaggio-il-mangiapreti/#comment-1158</link>
		<dc:creator>hasso</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 15:22:52 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.azionetradizionale.com/2008/07/01/villaggio-il-mangiapreti/#comment-1158</guid>
		<description>Caro camerata cileno, non posso fare altro che condividere in pieno le tue osservazioni in merito a quello che oggi si può osservare sotto la cupola di S. Pietro. Essere integralisti, purtroppo,porta incerte occasioni a rifiutare visioni più "libere" e consone ad uno Spirito Tradizionale che più di tutti ci appartiene; anche per me è difficile riconoscermi in un Cristianesimo che nega i valori fondamentali del pensiero Tradizionale e non ho niente in comune con quelli che chiami tu "giovani sfigati boy-scout (..è proprio così!) frequentatori delle parrocchie" che ti confermo anche io essere tutti catto-comunisti e demo-pacifisti..ho rispetto per chi si professa cristiano ma non amo questo cattolicesimo negatore della nostra essenza. Ultimamente condivido sempre più tante istanze della Sacralità Pagana, sia essa classica che nordica, che bene esprimono la nostra concezione del Mondo; se proprio devo farti un esempio di riscoperta di certi valori Sacri ,ammiro e condivido il pensiero di Savitri Devi,l'unica figura di un certo rilievo che ha sposato in pieno il ritorno alla sacralità pagana.
Per tornare al tema del quale si dibsatteva, ovvero lo pseudo-comico Villaggio, credo che le sue critiche vadano viste non come anti-cristiane, bensì come contrarie ad ogni tipo di religione confessionale; prendiamo atto solo delle cose che effettivamente sono vere, senza comunque scontrarci tra Noi per voler difendere posizioni altrui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro camerata cileno, non posso fare altro che condividere in pieno le tue osservazioni in merito a quello che oggi si può osservare sotto la cupola di S. Pietro. Essere integralisti, purtroppo,porta incerte occasioni a rifiutare visioni più &#8220;libere&#8221; e consone ad uno Spirito Tradizionale che più di tutti ci appartiene; anche per me è difficile riconoscermi in un Cristianesimo che nega i valori fondamentali del pensiero Tradizionale e non ho niente in comune con quelli che chiami tu &#8220;giovani sfigati boy-scout (..è proprio così!) frequentatori delle parrocchie&#8221; che ti confermo anche io essere tutti catto-comunisti e demo-pacifisti..ho rispetto per chi si professa cristiano ma non amo questo cattolicesimo negatore della nostra essenza. Ultimamente condivido sempre più tante istanze della Sacralità Pagana, sia essa classica che nordica, che bene esprimono la nostra concezione del Mondo; se proprio devo farti un esempio di riscoperta di certi valori Sacri ,ammiro e condivido il pensiero di Savitri Devi,l&#8217;unica figura di un certo rilievo che ha sposato in pieno il ritorno alla sacralità pagana.<br />
Per tornare al tema del quale si dibsatteva, ovvero lo pseudo-comico Villaggio, credo che le sue critiche vadano viste non come anti-cristiane, bensì come contrarie ad ogni tipo di religione confessionale; prendiamo atto solo delle cose che effettivamente sono vere, senza comunque scontrarci tra Noi per voler difendere posizioni altrui.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Villaggio il mangiapreti di Er cileno</title>
		<link>http://www.azionetradizionale.com/2008/07/01/villaggio-il-mangiapreti/#comment-1157</link>
		<dc:creator>Er cileno</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 13:03:35 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.azionetradizionale.com/2008/07/01/villaggio-il-mangiapreti/#comment-1157</guid>
		<description>Guarda che hai freinteso anche tu, caro camerata Paolo, io sono sicuramente anticristiano, non anticristianI: io, da pagano (o gentile, che dirsi voglia) non ho la benchè minima riserva ad accettare gente di differente provenienza religiosa e sicuramente accetto molto più facilmente un cattolico rispetto ad un qualsivoglia pseudo-pagano wicca matriarcale e pacifista mezzo hippie! Quelli alla "viva la dea madre, semo tutti figli della terra e volemose bene" per intenderci (figli molto più de "il codice davinci" che di qualsivoglia dottrina realmente esistita).. Io per esempio ho una grandissima ammirazione per la repubblica islamica dell' iran e per i guerrieri di Hizbollah e di Hamas, con loro avrei sicuramente molto da condividere in quanto a visione del mondo. Io un cattolicesimo alla Mordini, per esempio, lo accetto senza problemi, ho letto "il cattolico ghibellino" e sono rimasto positivamente colpito da come egli usi, per spiegare la tradizione cattolica, dei concetti induisti e dalla perspicacia con cui parlava del rito di fondazione di Roma, quasi fosse anche lui un Gentile.. Ciò che però voglio farti notare è che questo modo di approcciarsi alla religione, quello di riconoscere più vie, ogniuna adatta ad un diverso tipo umano ma tutte egualmente giuste, per raggiungere una vetta, è proprio del così detto paganesimo e che questa visione poliedrica della realtà basata su conoscenza ed ESPERIENZA è stata spazzata via in gran parte dall' avvento del cristianesimo.

Se un cristiano è capace di riconoscere altre vie oltre al cristianesimo per giundere alla verità ed alla autorealizzazione, allora significa per me che questo è una specie di pagano che ha scelto per sè, sentendola più adatta, la via del cristianesimo. E con ciò non voglio sminuire necessariamente questa via, voglio solamente far comprendere che nella visione monoteistica è contenuto il germe della decadenza e che solo tramite una MEDIAZIONE con realtà ad essa preesistenti essa assume, ai miei occhi, una vera dignità Tradizionale.

I ragionamenti che fai tu sono giusti, inoltre hai dimostrato di avere una ampia conoscenza di ciò che professi, per breve che fosse il tuo intervento (in relazione all' argomento trattato, ovvio! d' altronde stiamo commentando un blog, non siamo su un forum..) però dovrai ammettere che tu fai questi in quanto CAMERATA lettore di Evola, se tu fossi stato un bifolco qualsiasi nehli anni 20, dubiti che non mi avresti additato come satanista in quanto adoratore degli antichi dèi, o semplicemente come pazzo..

Cosa che invece anche il più bifolco dei pagani mai avrebbe fatto nei confronti dei seguaci di una altra religione.. Eccezion fatta, forse, per quando vedeva i cristiani dei primi tempi gioiosi di soffrire sbranati dai leoni in quanto convinti che ciò li avrebbe portati al paradiso..
Ma questo non è dovuto tanto ad intolleranza religiosa quanto al fatto che, visto da fuori, questo atteggiamento è chiaramente folle! Evola ci insegna che l' immortalità la raggiunge chi, tramite pratiche magiche e iniziazioni, riesce a rendere già in vita la sua anima immortale, giungendo quindi ad un destino differente nell' oltretomba..

Tornando alle mie argomentazioni sul cristianesimo (e ribadendo il concetto che io critico la dottrina del primo cristianesimo ma rispetto il cristianesimo medievale, che ha partorito personalità quali Meister Eckhart, e che accetto senza riserve te e gli altri camerati di altre religioni, se essi sono disposti ad accettare me)vorrei anche farti notare la quasi totale assenza (salvo forse intuizioni di singoli invidui quali l' Eckhart, che poi, guardacaso, è stato inquisito per eresia) di una realtà di livello esoterico nella tradizione cristiana, realtà invece presenti ed accettati in quella islamica (si pensi al Sufismo). Questo fa si che i dogmi che inizialmente potevano essere stati stabiliti a causa della difficoltà di spiegare al popolo semplice certe realtà (come per esempio la trinità come unica realtà: per un pagano è cosa naturalissima, il principio divino è uno, però esso si manifesta sotto forma di vari dèi a seconda dei suoi differenti aspetti, l' uomo può fare un solo pensiero alla volta, ed essendo Dio il tutto, egli è costretto ad associare ad una diversa divinità ogni singolo aspetto del tutto, per essere in grado di pregarlo) come ostacoli insormontabili sui quali teologi e dotti si sono spezzati le corna fino al 1500, arrivando al punto che, essendosi un pò rotti le scatole di stare appresso ai dogmi, hanno deciso che era meglio mettere l' uomo (che poteva essere conosciuto, a differenza di un dio astratto) al centro dell' universo, rinunciando a risolvere i problemi creati dalla formulazione dei dogmi..
Questa carenza esoterica è evidentissima nella stessa interpretazione della vita di Gesù Cristo: infatti se si andasse a leggere quella di Mithra si troverebbero diverse analogie, i comunisti direbbero che i cristiani hanno copiato un mito, io dico semplicemente (facendo eco ad evola, ma se leggi "i misteri del sole" di Stefano Arcella lo spiega altrettanto bene e anche in maniera molto più approfondita)che, trattandosi di simboli, è ovvio che essi ricorrano quando le esperienze spirituali di due figure (che siano o no storiche poco importa) sono state affini.
Insomma, basta vedere che sia Mithra che Cristo sono nati da Vergine e che tale Vergine schiaccia un serpende: la vergine è l' azione pura staccata dal fine materiale, il serpente è il fiume della caducità, le acque, il samsara; acque che poi saranno attraversate sia dal Cristo che da Mithra.. simbolicamente.
Questa attitudine a leggere letteralmente e come realtà materiale/storica ciò che è MITO secondo me è stata una altra spinta verso il materialismo, oltre ad offire il fianco debolissimo ai critici dei secoli a venire.. insomma, la chiesa ha iniziato a sostenere la lettura simbolica della bibbio NON in quanto ha capito che solo così si può giungere alla verità, ma SOLO perchè nel XXesimo secolo non era più in grado di sostenere che la terra si fosse creata in sette giorni e che la donna fosse nata dalla costola dell' uomo, tralasciando vari diluvi universali... Si tratta di ritirata, non di riscoperta della verità..

Io sicuramente sono ghibellino e se ho fatto il commento provocatorio a questo post è anche perchè, leggendo spesso questo blog, l' ho trovato, sinceramente (con tutto il bene che voglio al baffuto redattore!) veramente TROPPO guelfo e papalino quandi si tratta di parlare di cattolicesimo e di Ratzinger.. Cioè, va bene difendere la dottrina cattolica, quasi ultimo baluardo europeo contro il materialismo, però a volte mi sembra quasi che nel farlo si scada semplicemente nel conservatorismo.. Se il cattolicesimo è così spirituale perchè non si scaglia contro l' usura, contro il capitalismo e il materialismo protestante alla pari di come si scaglia contro il comunismo e l' ateismo? Perchè invece di fare i soliti commenti buinismi su come è bella la pace quando si parla degli israeliani che bombardano i civili libanesi o dei terroristi americani che massacrano il popolo iraqueno non si schierano a sostegno dell' islàm in nome della comune lotta contro il materialismo in nome dello spirito???

la risposta ve la do io: perchè spesso quello che viene ritenuto come ancora vivo, il cattolicesimo europeo, altro non è che uno zombie (proprio ieri notte mi guardavo Land of the deads di Romero, bel film veramente, il budget non è altissimo però rende molto meglio di tanti kolossal polpettoni fatti da altri registi americani; scusate la divagazione cinematografica per stemperare il tono della discussione!) che va avanti per forza d' inerzia, è morto dentro anche se da fuori sembra ancora vivere.
Preferiscono tenersi buoni i cattolici americani piuttosto che rimanere fedeli al messaggio dei loro padri.
Vale veramente la pena difendere una simile istituzione? Io credo che il farlo crei solamente equivoci del tipo dei "fascisti" che parlano di fare crociate in terra santa per ammazzare i musulmani..

Rispondo al saluto del camerata Paolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Guarda che hai freinteso anche tu, caro camerata Paolo, io sono sicuramente anticristiano, non anticristianI: io, da pagano (o gentile, che dirsi voglia) non ho la benchè minima riserva ad accettare gente di differente provenienza religiosa e sicuramente accetto molto più facilmente un cattolico rispetto ad un qualsivoglia pseudo-pagano wicca matriarcale e pacifista mezzo hippie! Quelli alla &#8220;viva la dea madre, semo tutti figli della terra e volemose bene&#8221; per intenderci (figli molto più de &#8220;il codice davinci&#8221; che di qualsivoglia dottrina realmente esistita).. Io per esempio ho una grandissima ammirazione per la repubblica islamica dell&#8217; iran e per i guerrieri di Hizbollah e di Hamas, con loro avrei sicuramente molto da condividere in quanto a visione del mondo. Io un cattolicesimo alla Mordini, per esempio, lo accetto senza problemi, ho letto &#8220;il cattolico ghibellino&#8221; e sono rimasto positivamente colpito da come egli usi, per spiegare la tradizione cattolica, dei concetti induisti e dalla perspicacia con cui parlava del rito di fondazione di Roma, quasi fosse anche lui un Gentile.. Ciò che però voglio farti notare è che questo modo di approcciarsi alla religione, quello di riconoscere più vie, ogniuna adatta ad un diverso tipo umano ma tutte egualmente giuste, per raggiungere una vetta, è proprio del così detto paganesimo e che questa visione poliedrica della realtà basata su conoscenza ed ESPERIENZA è stata spazzata via in gran parte dall&#8217; avvento del cristianesimo.</p>
<p>Se un cristiano è capace di riconoscere altre vie oltre al cristianesimo per giundere alla verità ed alla autorealizzazione, allora significa per me che questo è una specie di pagano che ha scelto per sè, sentendola più adatta, la via del cristianesimo. E con ciò non voglio sminuire necessariamente questa via, voglio solamente far comprendere che nella visione monoteistica è contenuto il germe della decadenza e che solo tramite una MEDIAZIONE con realtà ad essa preesistenti essa assume, ai miei occhi, una vera dignità Tradizionale.</p>
<p>I ragionamenti che fai tu sono giusti, inoltre hai dimostrato di avere una ampia conoscenza di ciò che professi, per breve che fosse il tuo intervento (in relazione all&#8217; argomento trattato, ovvio! d&#8217; altronde stiamo commentando un blog, non siamo su un forum..) però dovrai ammettere che tu fai questi in quanto CAMERATA lettore di Evola, se tu fossi stato un bifolco qualsiasi nehli anni 20, dubiti che non mi avresti additato come satanista in quanto adoratore degli antichi dèi, o semplicemente come pazzo..</p>
<p>Cosa che invece anche il più bifolco dei pagani mai avrebbe fatto nei confronti dei seguaci di una altra religione.. Eccezion fatta, forse, per quando vedeva i cristiani dei primi tempi gioiosi di soffrire sbranati dai leoni in quanto convinti che ciò li avrebbe portati al paradiso..<br />
Ma questo non è dovuto tanto ad intolleranza religiosa quanto al fatto che, visto da fuori, questo atteggiamento è chiaramente folle! Evola ci insegna che l&#8217; immortalità la raggiunge chi, tramite pratiche magiche e iniziazioni, riesce a rendere già in vita la sua anima immortale, giungendo quindi ad un destino differente nell&#8217; oltretomba..</p>
<p>Tornando alle mie argomentazioni sul cristianesimo (e ribadendo il concetto che io critico la dottrina del primo cristianesimo ma rispetto il cristianesimo medievale, che ha partorito personalità quali Meister Eckhart, e che accetto senza riserve te e gli altri camerati di altre religioni, se essi sono disposti ad accettare me)vorrei anche farti notare la quasi totale assenza (salvo forse intuizioni di singoli invidui quali l&#8217; Eckhart, che poi, guardacaso, è stato inquisito per eresia) di una realtà di livello esoterico nella tradizione cristiana, realtà invece presenti ed accettati in quella islamica (si pensi al Sufismo). Questo fa si che i dogmi che inizialmente potevano essere stati stabiliti a causa della difficoltà di spiegare al popolo semplice certe realtà (come per esempio la trinità come unica realtà: per un pagano è cosa naturalissima, il principio divino è uno, però esso si manifesta sotto forma di vari dèi a seconda dei suoi differenti aspetti, l&#8217; uomo può fare un solo pensiero alla volta, ed essendo Dio il tutto, egli è costretto ad associare ad una diversa divinità ogni singolo aspetto del tutto, per essere in grado di pregarlo) come ostacoli insormontabili sui quali teologi e dotti si sono spezzati le corna fino al 1500, arrivando al punto che, essendosi un pò rotti le scatole di stare appresso ai dogmi, hanno deciso che era meglio mettere l&#8217; uomo (che poteva essere conosciuto, a differenza di un dio astratto) al centro dell&#8217; universo, rinunciando a risolvere i problemi creati dalla formulazione dei dogmi..<br />
Questa carenza esoterica è evidentissima nella stessa interpretazione della vita di Gesù Cristo: infatti se si andasse a leggere quella di Mithra si troverebbero diverse analogie, i comunisti direbbero che i cristiani hanno copiato un mito, io dico semplicemente (facendo eco ad evola, ma se leggi &#8220;i misteri del sole&#8221; di Stefano Arcella lo spiega altrettanto bene e anche in maniera molto più approfondita)che, trattandosi di simboli, è ovvio che essi ricorrano quando le esperienze spirituali di due figure (che siano o no storiche poco importa) sono state affini.<br />
Insomma, basta vedere che sia Mithra che Cristo sono nati da Vergine e che tale Vergine schiaccia un serpende: la vergine è l&#8217; azione pura staccata dal fine materiale, il serpente è il fiume della caducità, le acque, il samsara; acque che poi saranno attraversate sia dal Cristo che da Mithra.. simbolicamente.<br />
Questa attitudine a leggere letteralmente e come realtà materiale/storica ciò che è MITO secondo me è stata una altra spinta verso il materialismo, oltre ad offire il fianco debolissimo ai critici dei secoli a venire.. insomma, la chiesa ha iniziato a sostenere la lettura simbolica della bibbio NON in quanto ha capito che solo così si può giungere alla verità, ma SOLO perchè nel XXesimo secolo non era più in grado di sostenere che la terra si fosse creata in sette giorni e che la donna fosse nata dalla costola dell&#8217; uomo, tralasciando vari diluvi universali&#8230; Si tratta di ritirata, non di riscoperta della verità..</p>
<p>Io sicuramente sono ghibellino e se ho fatto il commento provocatorio a questo post è anche perchè, leggendo spesso questo blog, l&#8217; ho trovato, sinceramente (con tutto il bene che voglio al baffuto redattore!) veramente TROPPO guelfo e papalino quandi si tratta di parlare di cattolicesimo e di Ratzinger.. Cioè, va bene difendere la dottrina cattolica, quasi ultimo baluardo europeo contro il materialismo, però a volte mi sembra quasi che nel farlo si scada semplicemente nel conservatorismo.. Se il cattolicesimo è così spirituale perchè non si scaglia contro l&#8217; usura, contro il capitalismo e il materialismo protestante alla pari di come si scaglia contro il comunismo e l&#8217; ateismo? Perchè invece di fare i soliti commenti buinismi su come è bella la pace quando si parla degli israeliani che bombardano i civili libanesi o dei terroristi americani che massacrano il popolo iraqueno non si schierano a sostegno dell&#8217; islàm in nome della comune lotta contro il materialismo in nome dello spirito???</p>
<p>la risposta ve la do io: perchè spesso quello che viene ritenuto come ancora vivo, il cattolicesimo europeo, altro non è che uno zombie (proprio ieri notte mi guardavo Land of the deads di Romero, bel film veramente, il budget non è altissimo però rende molto meglio di tanti kolossal polpettoni fatti da altri registi americani; scusate la divagazione cinematografica per stemperare il tono della discussione!) che va avanti per forza d&#8217; inerzia, è morto dentro anche se da fuori sembra ancora vivere.<br />
Preferiscono tenersi buoni i cattolici americani piuttosto che rimanere fedeli al messaggio dei loro padri.<br />
Vale veramente la pena difendere una simile istituzione? Io credo che il farlo crei solamente equivoci del tipo dei &#8220;fascisti&#8221; che parlano di fare crociate in terra santa per ammazzare i musulmani..</p>
<p>Rispondo al saluto del camerata Paolo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Villaggio il mangiapreti di Patres</title>
		<link>http://www.azionetradizionale.com/2008/07/01/villaggio-il-mangiapreti/#comment-1156</link>
		<dc:creator>Patres</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 12:43:58 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.azionetradizionale.com/2008/07/01/villaggio-il-mangiapreti/#comment-1156</guid>
		<description>Il rispetto c'è e deve esserci per tutti coloro i quali hanno, aldilà di "particolarismi", una visione della vita fondata sul Sacro.
Non credo intelligente, nè funzionale, anteporre il particolare a delle visioni che, di fondo, hanno molti più elementi di similitudine che di contrapposizione.
Il particolare sta all'essenziale come la manifestazione sta alla forza che lo ha generato: concentriamoci su quella forza, pur seguendo "manifestazioni" differenti, avendo chiaro che l'obbiettivo finale è per tutti quello di ristabilire il primato del Sacro. Questo deve essere il solo metro che ci dovrebbe distinguere: chi sta col Sacro, e chi lo nega.
Un FRONTE, perciò, si realizza con uomini che assolvono a funzioni differenti ma identiche per finalità. Un esempio concreto fu il Fronte dell'est: cattolici, protestanti, "pagani", etc. (tanto per limitarmi alla sola sfera religiosa, senza toccare perciò quella etnica-nazionale...), uniti nella lotta alla bestia marxista.

Tutto il resto sono chiacchiere (sterili e funzionali al "nemico").</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il rispetto c&#8217;è e deve esserci per tutti coloro i quali hanno, aldilà di &#8220;particolarismi&#8221;, una visione della vita fondata sul Sacro.<br />
Non credo intelligente, nè funzionale, anteporre il particolare a delle visioni che, di fondo, hanno molti più elementi di similitudine che di contrapposizione.<br />
Il particolare sta all&#8217;essenziale come la manifestazione sta alla forza che lo ha generato: concentriamoci su quella forza, pur seguendo &#8220;manifestazioni&#8221; differenti, avendo chiaro che l&#8217;obbiettivo finale è per tutti quello di ristabilire il primato del Sacro. Questo deve essere il solo metro che ci dovrebbe distinguere: chi sta col Sacro, e chi lo nega.<br />
Un FRONTE, perciò, si realizza con uomini che assolvono a funzioni differenti ma identiche per finalità. Un esempio concreto fu il Fronte dell&#8217;est: cattolici, protestanti, &#8220;pagani&#8221;, etc. (tanto per limitarmi alla sola sfera religiosa, senza toccare perciò quella etnica-nazionale&#8230;), uniti nella lotta alla bestia marxista.</p>
<p>Tutto il resto sono chiacchiere (sterili e funzionali al &#8220;nemico&#8221;).</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Villaggio il mangiapreti di paolo</title>
		<link>http://www.azionetradizionale.com/2008/07/01/villaggio-il-mangiapreti/#comment-1155</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 09:52:19 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.azionetradizionale.com/2008/07/01/villaggio-il-mangiapreti/#comment-1155</guid>
		<description>Caro “cileno”, hai parlato di tante cose, non sarà facile rispondere a tutto.
Innanzitutto, hai frainteso perché non ho scritto assolutamente che poiché tu ascolti il black metal sei da equiparare a chi ha fatto sesso nel confessionale…dove l’hai letto? Ho solo detto di aver scritto un commento su quell’articolo, dove rispondevo a chi aveva ritirato fuori la solita storia della pedofilia dei preti per ironizzare sulla chiesa, e che lì avevo espresso il mio punto di vista sul rapporto cristianesimo- culti pre-cristiani. Dunque, attenzione…
Quanto a Wojtyla, il mio discorso non verteva sul merito del suo pontificato, su ciò che ha fatto o non ha fatto, sul valore teologico o etico delle sue encicliche e così via. Il mio discorso riguardava il fatto che non è ammissibile prendere in giro un uomo che ha sofferto realmente, al di là di chi sia e di ciò che ha fatto, dicendo che ha fatto finta di essere gobbo e buono per tutta la sua vita, infinocchiando il mondo intero. Ne converrai, spero, al di là dell’animo ludico. Su queste cose non si può scherzare: io non ti conosco e non posso di certo sapere qual è il tuo spirito e la tua cultura, che già si sono manifestati in modo molto notevole in quest’altro commento. Purtroppo il precedente era molto più equivoco, e comunque Villaggio non merita commenti favorevoli, neppure per scherzo...
Sul resto sarebbe troppo lungo e problematico dilungarsi, dato che si tocca il delicatissimo tema del rapporto cristianesimo-culti precristiani: vedo che tu sei decisamente anticristiano, e mi dispiace per tutti i motivi di cui già avevo parlato in precedenza. Ciò che mi rende difficile frequentarvi è proprio questo, purtroppo la componente anticristiana della destra tradizionale è ancora fortissima, e gli argomenti sono sempre più o meno gli stessi. Tra le tante cose, si riprende il pensiero di Nietzsche, e l’Evola più anticristiano. Io amo molto Evola, ma certo non ho mai condiviso l’analisi che descrive il cristianesimo come componente attiva della decadenza e della sovversione (d’altronde, basta vedere come Guenon la pensasse in modo radicalmente contrario), tanto meno quella per cui tutto ciò che di buono c’è nel cristianesimo è (solo) di provenienza pre-cristiana. La frase “il cristianesimo stesso è stato una invenzione ebraica per schiavi ribelli, per scardinare tramite la passività ed il pacifismo fine a se stesso il già traballante impero romano” mi riempie di tristezza. Mi sembra di sentire i compagnucci saccenti quando dicono: “Il cristianesimo? La più grande bugia della storia”. Il discorso, ripeto, sarebbe troppo lungo, mi limito a buttar lì due cosette, già indicate in precedenza: Sant’Agostino avrà pur rigettato la concezione ciclica della storia, ma elaborò anche la tesi del cosiddetto “Cristo eterno”, secondo cui i culti anteriori alla manifestazione del Verbo incarnato non erano da condannare, in quanto prefigurazioni profetiche ispirate da Dio per rivelare agli uomini il carattere universale e la legittimità divina della futura missione di Cristo. Visto che l'irruzione di Dio nella storia (che non a caso si sarebbe manifestata durante il Kali Yuga), assumendo un destino terreno, era il fulcro del piano del Creatore, non c'era niente di più logico e naturale che imprimere quest'immagine nella profondità dello spirito umano fin dall’inizio, facendo in modo che si esprimesse nei culti, nei miti, nei sogni, e nelle trance mistiche, in chiave preparatoria. Secondo Sant'Agostino la vera religione era sempre esistita fin dall'inizio della razza umana, sino a che Cristo venne in un corpo; quando cominciò a chiamarsi cristiana, essa già esisteva. Poi, voglio di nuovo consigliare, a chi non l’avesse letto, il libro “Il mistero imperiale del Graal” del grande Mario Polia, che conoscete bene e che tante volte è intervenuto presso Raido: Polia è cattolico, e in questo testo ricostruisce straordinariamente proprio il rapporto tra cristianesimo e culti pre-cristiani, ricomponendolo nel giusto modo, senza svilire né l’uno né gli altri. Lui è un luminare ed uno studioso eccezionale, perciò gli lascio idealmente la parola dato che io non potrei arrivare neppure a sfiorare la sua grandezza.
Chiudo con un pizzico di amarezza, riportando le parole di Giuseppe Spadaro nella dedica de “Il fascismo crocevia della modernità”: “a mio zio Corrado Perricone, fascista-cattolico lacerato da quel binomio segno di contraddizione ma quasi un sinonimo”. Vorrei un po’ di rispetto anch’io, e anche tutti gli altri cristiani che non riescono ad essere accettati, anche a destra, per quel che sono. Un saluto a tutti, cileno compreso...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro “cileno”, hai parlato di tante cose, non sarà facile rispondere a tutto.<br />
Innanzitutto, hai frainteso perché non ho scritto assolutamente che poiché tu ascolti il black metal sei da equiparare a chi ha fatto sesso nel confessionale…dove l’hai letto? Ho solo detto di aver scritto un commento su quell’articolo, dove rispondevo a chi aveva ritirato fuori la solita storia della pedofilia dei preti per ironizzare sulla chiesa, e che lì avevo espresso il mio punto di vista sul rapporto cristianesimo- culti pre-cristiani. Dunque, attenzione…<br />
Quanto a Wojtyla, il mio discorso non verteva sul merito del suo pontificato, su ciò che ha fatto o non ha fatto, sul valore teologico o etico delle sue encicliche e così via. Il mio discorso riguardava il fatto che non è ammissibile prendere in giro un uomo che ha sofferto realmente, al di là di chi sia e di ciò che ha fatto, dicendo che ha fatto finta di essere gobbo e buono per tutta la sua vita, infinocchiando il mondo intero. Ne converrai, spero, al di là dell’animo ludico. Su queste cose non si può scherzare: io non ti conosco e non posso di certo sapere qual è il tuo spirito e la tua cultura, che già si sono manifestati in modo molto notevole in quest’altro commento. Purtroppo il precedente era molto più equivoco, e comunque Villaggio non merita commenti favorevoli, neppure per scherzo&#8230;<br />
Sul resto sarebbe troppo lungo e problematico dilungarsi, dato che si tocca il delicatissimo tema del rapporto cristianesimo-culti precristiani: vedo che tu sei decisamente anticristiano, e mi dispiace per tutti i motivi di cui già avevo parlato in precedenza. Ciò che mi rende difficile frequentarvi è proprio questo, purtroppo la componente anticristiana della destra tradizionale è ancora fortissima, e gli argomenti sono sempre più o meno gli stessi. Tra le tante cose, si riprende il pensiero di Nietzsche, e l’Evola più anticristiano. Io amo molto Evola, ma certo non ho mai condiviso l’analisi che descrive il cristianesimo come componente attiva della decadenza e della sovversione (d’altronde, basta vedere come Guenon la pensasse in modo radicalmente contrario), tanto meno quella per cui tutto ciò che di buono c’è nel cristianesimo è (solo) di provenienza pre-cristiana. La frase “il cristianesimo stesso è stato una invenzione ebraica per schiavi ribelli, per scardinare tramite la passività ed il pacifismo fine a se stesso il già traballante impero romano” mi riempie di tristezza. Mi sembra di sentire i compagnucci saccenti quando dicono: “Il cristianesimo? La più grande bugia della storia”. Il discorso, ripeto, sarebbe troppo lungo, mi limito a buttar lì due cosette, già indicate in precedenza: Sant’Agostino avrà pur rigettato la concezione ciclica della storia, ma elaborò anche la tesi del cosiddetto “Cristo eterno”, secondo cui i culti anteriori alla manifestazione del Verbo incarnato non erano da condannare, in quanto prefigurazioni profetiche ispirate da Dio per rivelare agli uomini il carattere universale e la legittimità divina della futura missione di Cristo. Visto che l&#8217;irruzione di Dio nella storia (che non a caso si sarebbe manifestata durante il Kali Yuga), assumendo un destino terreno, era il fulcro del piano del Creatore, non c&#8217;era niente di più logico e naturale che imprimere quest&#8217;immagine nella profondità dello spirito umano fin dall’inizio, facendo in modo che si esprimesse nei culti, nei miti, nei sogni, e nelle trance mistiche, in chiave preparatoria. Secondo Sant&#8217;Agostino la vera religione era sempre esistita fin dall&#8217;inizio della razza umana, sino a che Cristo venne in un corpo; quando cominciò a chiamarsi cristiana, essa già esisteva. Poi, voglio di nuovo consigliare, a chi non l’avesse letto, il libro “Il mistero imperiale del Graal” del grande Mario Polia, che conoscete bene e che tante volte è intervenuto presso Raido: Polia è cattolico, e in questo testo ricostruisce straordinariamente proprio il rapporto tra cristianesimo e culti pre-cristiani, ricomponendolo nel giusto modo, senza svilire né l’uno né gli altri. Lui è un luminare ed uno studioso eccezionale, perciò gli lascio idealmente la parola dato che io non potrei arrivare neppure a sfiorare la sua grandezza.<br />
Chiudo con un pizzico di amarezza, riportando le parole di Giuseppe Spadaro nella dedica de “Il fascismo crocevia della modernità”: “a mio zio Corrado Perricone, fascista-cattolico lacerato da quel binomio segno di contraddizione ma quasi un sinonimo”. Vorrei un po’ di rispetto anch’io, e anche tutti gli altri cristiani che non riescono ad essere accettati, anche a destra, per quel che sono. Un saluto a tutti, cileno compreso&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Villaggio il mangiapreti di Germano</title>
		<link>http://www.azionetradizionale.com/2008/07/01/villaggio-il-mangiapreti/#comment-1154</link>
		<dc:creator>Germano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 18:34:09 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.azionetradizionale.com/2008/07/01/villaggio-il-mangiapreti/#comment-1154</guid>
		<description>Meglio una candelina accesa che le tenebre !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Meglio una candelina accesa che le tenebre !</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Villaggio il mangiapreti di Er cileno</title>
		<link>http://www.azionetradizionale.com/2008/07/01/villaggio-il-mangiapreti/#comment-1153</link>
		<dc:creator>Er cileno</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 13:38:47 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.azionetradizionale.com/2008/07/01/villaggio-il-mangiapreti/#comment-1153</guid>
		<description>Post Scriptum:

Come cristiani comunque si citano sempre Codrenu e Degrelle ma si dimentica sempre il fondatore dell' "Ustasha" Ante Pavelic, che è stronzo poveraccio? Sinceramente ho molta ammirazione sia per lui che per i preti cattolici Ustasha che combattevano con il crocifisso in una mano e la pistola nell' altra (Gli Ustasha giuravano su crocifisso, piscola, pugnale a bomba a mano), ma siamo certo ben lontani dal papa polacco, in quanto ad etica..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Post Scriptum:</p>
<p>Come cristiani comunque si citano sempre Codrenu e Degrelle ma si dimentica sempre il fondatore dell&#8217; &#8220;Ustasha&#8221; Ante Pavelic, che è stronzo poveraccio? Sinceramente ho molta ammirazione sia per lui che per i preti cattolici Ustasha che combattevano con il crocifisso in una mano e la pistola nell&#8217; altra (Gli Ustasha giuravano su crocifisso, piscola, pugnale a bomba a mano), ma siamo certo ben lontani dal papa polacco, in quanto ad etica..</p>
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