Ecce Homo: Gianfranco Fini. Ascesa e declino di un tartufo
30 Luglio 2010 da Redazione
Sempre d’attualità… Articolo tratto da Heliodromos n. 22
Diversi ambienti della destra politica ma non soltanto questi, dato che i comportamenti “evolutivi” hanno assunto aspetti paradossalmente scandalosi, sono rimasti perplessi e amareggiati per i disinvolti riposizionamenti politici di Gianfranco Fini. Tanti generosi militanti d’ogni età hanno rivissuto le disillusioni, che notoriamente i politici del nostro tempo danno a quanti mal pongono fiducia e attese per un autentico rinnovamento di questo nostro paese. Nel caso di Fini bisognava possedere una buona dose d’ingenuità, per aspettarsi mete ideali da chi, per naturale inclinazione, ha sempre seguito, e inseguito, eventi politici e personali concordanti esclusivamente con i suoi limiti culturali e la sua sfrenata ambizione. Sotto quest’aspetto, quello che differenzia Fini da un rozzo avventuriero della politica come Antonio Di Pietro è il modo felpato e circospetto delle sue scelte.
Il profeta Orwell ci aveva avvertiti
30 Luglio 2010 da Redazione
Non si tratta della Psicopolizia di Oceania del celebre romanzo di Orwell, ma dell’Fbi e degli Usa. Ciò che lo scrittore inglese aveva previsto per il 1984 si sta avverando senza esitazione oggi. Email inviate e siti visitati potranno essere spiati dalla Polizia federale americana senza alcuna autorizzazione.
Internet, gli Usa verso il controllo totale
L’Fbi potrà spiare attività online ed email senza il permesso del giudice
Barack Obama rimpiange i bei tempi quando poteva usare il suo telefonino Blackberry senza problemi. Per ragioni di riservatezza solo una decina di persone sono autorizzate a inviargli delle email. E devono stare attente a quello che scrivono perché tutto sarà archiviato. «Così non mi diverto più» ha confessato a una tv. Dunque il presidente soffre per queste limitazioni. E allora perché vuol far «soffrire» anche il prossimo?
Pirgopolinice e Artotrogo
30 Luglio 2010 da Redazione
Un uomo Fini(to)?
La sua scalata all’ombra del Berlusca finisce qui. C’aveva provato, all’ultimo, a chiedere una riappacificazione. La poltrona gli era crollata da sotto le natiche tremanti. Ma la linea dura del Cesare tradito lo ha messo all’angolo. E i suoi fedifraghi seguaci spediti ai probiviri dal Gran Consiglio di Presidenza. La vicenda dello strappo del Pdl viene raccontata in questi termini accattivanti, dalla continua similitudine storica, da tutta la stampa nazionale. Ma il Cesare e il Bruto, il Mussolini e il Badoglio dei nostri tempi sembrano più che altro le perfette maschere della commedia plautina degli equivoci: il Miles Gloriosus e il Parassita.
Artotrogo - “roditore di pane” - loda finché gli fa comodo per ottenere un po’ di cibo - o un po’ di voti - le gesta gonfiate di Pirgopolinice - “espugnatore di torri e di città”; pronto a scomparire di scena appena ottiene il suo tozzo di pane - o la sua poltrona -, il giovane parassita smette di appoggiare furbescamente le vanterie di Pirgopolinice, spaccone e tronfio, sempre impegnato a vantarsi delle sue imprese e gesta sul campo di battaglia e nei letti con le donne (sic!); sicuro di aver ottenuto ciò che voleva e libero dal suo ristoratore - o “sdoganatore” -, scompare già al primo atto, nascosto e lontano dal pubblico, gaudente in silenzio il suo pasto da cani.
Qui però, a differenza della commedia di Plauto, non si accontenta di ciò che ha ottenuto vilmente dal suo padrone e fa una misera fine. Montatosi la testa come il suo adulato, non si rintana volontariamente a rosicchiare il suo osso dietro le quinte, ma lì viene spedito a calci dallo stesso Pirgopolinice di Arcore, più sveglio di quello della commedia, resosi conto dei comportamenti sleali del suo meschino seguace.
Questa la triste storia di un parassita, vissuto politicamente all’ombra di altri, uomini politici ed elettori. Ora chissà se riuscirà a cavarsela da solo, come non ha saputo fare mai. Forse, sprovvisto di protezione dall’alto, cercherà l’appoggio dal basso. Rincorrerà quei poveri quattro smemorati che continueranno ad abboccare alle sue promesse. E qualcosa già si nota nelle sue parole della conferenza stampa di risposta agli anatemi del Presidente. Sentenzia impettito: continuerò a difendere quei “principi come l’amor di patria, l’unità nazionale, la giustizia sociale, la legalità, l’etica pubblica, il senso dello Stato, il rispetto delle regole”. Speriamo vivamente che nessuno sia riuscito per l’ennesima volta ad infatuarsi nel sentire tali demagogici riferimenti da un uomo forse realmente finito.
A lavorare, andate a lavorare!
29 Luglio 2010 da Redazione
Punizione esemplare per i giocatori della Corea…Il famoso coro da stadio, o le lamentele dei tifosi, si sono davvero avverate in questo caso…In miniera!
ROMA - Una gogna raffinata, una tortura psicologica che non ha avuto bisogno di staffe di legno o di collari in ferro di ispirazione medievale. Una sosta interminabile, lunga sei ore: i giocatori della nazionale nordcoreana reduci dal Mondiale, fermi, in piedi su un palco allestito al Palazzo della Cultura popolare. Davanti a loro quattrocento persone che li insultano rinfacciando le debacle sudafricana. La notizia è riferita da “Radio Free Asia”, protagonista ancora il regime di Pyongyang.
L’atomico Veronesi
28 Luglio 2010 da Redazione
Dopo le parole di conforto pronunciate a “che tempo che fa” riguardo l’assoluta innoquità degli inceneritori, questa volta il caro Veronesi non esita ad esprimersi sul nucleare, secondo lui unica fonte veramente alternativa al petrolio. A noi però non bastano i suoi interessi amatoriali e quella faccia sempre soddisfatta per sentirci rassicurati delle sue affermazioni, in quanto sappiamo bene che dietro la sua facciata lustra e presentabile il nucleare nasconde più di un aspetto deleterio..Gaza, guerra al futuro
27 Luglio 2010 da Redazione
Tra le inutili notizie dell’estate, i telegiornali non fanno alcun cenno a questa… Ben più importante dei rimedi al caldo estivo…
di Vittorio Arrigoni
Ancora bambini tra le vittime dell’ultima incursione israeliana, con uso di armi improprie
“E’ improvvisamente corsa dentro casa e si inginocchiata al centro del stanza dove stavamo tutti. Non avevamo capito fosse ferita, fino a quando non ha iniziato a vomitare fiotti di sangue dal naso e dalla bocca. I suoi fratelli erano immobili dinnanzi a lei, terrorizzati”.
Dopo il massacro della famiglia Abu Said, che settimana scorsa ha portato all’uccisione di una madre di cinque figli e il ferimento di altri tre civili, l’esercito israeliano ha esercitato ancora una volta l’uso di armi proibite contro la popolazione della Striscia di Gaza.
In faccia al mare [Recensione concerto]
27 Luglio 2010 da Redazione
da azionepuntozero.blogspot.com
In faccia al mare, al vento di maestrale, in una delle rare giornate in cui anche la calda estate delle nostre latitudini lascia intravedere la forza della Natura.
In circa cinquanta partecipanti abbiamo dato vita al nostro sogno di mezza estate, la MarioFest, circondati dalle splendide scogliere tra Civitavecchia e Santa Marinella. Una festa autarchica: messe insieme le spese, le abbiam divise per i partecipanti, come nella migliore tradizione solidale. L’organizzazione, frutto della collaborazione tra militanti romani, del litorale a nord di roma e triestini, ha curato l’allestimento dei luoghi, le esibizioni musicali ed il buffet di qualità e quantità.
All’evento, oltre alla graditissima presenza di Mario degli Hobbit e dei camerati di Aprilia, hanno presenziato persone di grande spessore come l’Avv. Niglio, giunte con spirito ardente ma sereno a stringersi attorno a Mario. Sono giunti inoltre i saluti del nostro Antonio Pedrini, non ancora completamente rimessosi in salute.
Death parade
26 Luglio 2010 da Redazione
La “strage di Duisburg” cambia contesto. E da storie di mafia e regolamenti di conto si passa alla “Love Parade”, il più grande rave dell’amore e dei diritti per tutti, l’icona della musica techno, dell’amore, della libertà e della trasgressione che da più di vent’anni girava il mondo con i suoi milioni di partecipanti. Ora gli organizzatori annunciano che non si terrà mai più. Nel giro di qualche ora questo famoso nido d’amore è divenuto luogo di morte e disperazione. 19 morti, oltre 500 feriti dovuti ad una calca improvvisa provocata da un momento di panico, causato non si sa ancora da chi o da cosa di cui era fatto chi, da quali errori organizzativi o da quali acidi mortiferi. La morte trovata ha interrotto davvero amore, gioia e vitalità, ovvero ciò che si è respirato in tutti questi anni nella Berlino, Tel Aviv o Duisburg di turno? Erano davvero vivi tutti questi giovani agonizzanti dentro, annichiliti e addormentati al ritmo di rumori ipnotizzanti, circondati da deserti assordanti? Vivevano davvero in quelle ore di distruzione fisica e psichica, in quelle giornate di fuga in acidi vivificanti e alcolici antidepressivi? Hanno vissuto davvero gli ultimi istanti di vita quando narcotizzati hanno iniziato ad urtarsi, poi a spingersi, calpestarsi e schiacciarsi? Ora quei poveri ragazzi hanno perso la vita spinti in quel luogo mitizzato dal mondo intero. Gli avevano raccontato che lì c’era la vita e invece hanno trovato la morte. Loro forse ora vivono realmente. Lontani dal sonno che li avvolgeva guardano tristi i restanti milioni di ragazzi che continuano a dormire, che sul web imploravano che la musica non si fermasse di fronte alla morte dei loro coetanei, che annebbiati saranno spinti in futuro in qualche altro rave infernale. Da lì, sperano che si sveglino presto e che non arrivino a capire ciò nel modo in cui loro sono giunti a comprenderlo: provandolo sulla propria pelle.
Le squallide consorterie di Napolitano
24 Luglio 2010 da Redazione
Napolitano si sbilancia come non mai, e afferma: “che squallore”. In merito alla “P3″ e alla corruzione, dice anche che l’Italia avrebbe gli anticorpi giusti… Mmm… Si si…
ROMA - Giorgio Napolitano, durante la cerimonia del Ventaglio, alla vigilia dell’approvazione finale alla Camera della manovra finanziaria, ha lanciato molti avvertimenti al Paese e, in particolare, alla classe politica. Uno prima di tutti gli altri: «Ci indigna e ci allarma l’emergere di fenomeni di corruzione e di trame inquinanti, anche ad opera di squallide consorterie». Per il Presidente della Repubblica «si deve intervenire senza alcuna incertezza o reticenza su ogni inquinamento o deviazione nella vita pubblica e nei comportamenti di organi dello Stato ma senza cedere a nessun gioco al massacro tra le istituzioni e nelle istituzioni». Ma l’allarme non scalfisce l’ottimismo verso il futuro del paese da parte del Presidente: «il Paese ha gli anticorpi». E poi una nota di ottimismo: «Occorre guardare avanti e misurarsi con le sfide del futuro. Nessun catastrofismo sulla situazione dell’Italia ma consapevole realismo nel valutare la situazione. Si sta risalendo la china da una crisi pesante».











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