A quando un’inchiesta seria ?

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    “Inchiesta” e “Ground Zero”, parole che messe in correlazione farebbero pensare ad un inchiesta circa i dubbi ancora presenti riguardo l’ 11/9, ed invece ciò che più preme al sindaco di New York è scoprire se qualcuno ha scambiato la bandiera a stelle e strisce issata sulle macerie nel settembre di cinque anni fa, con un’ altra un pò più grande. Allora via alle ricerche, le perizie, le valutazioni e gli interrogatori per ritrovare l’oggetto smarrito, ma guai a fare luce sui troppi lati oscuri che caratterizzano questa vicenda.

    La storica bandiera americana che tre pompieri avevano issato sulle macerie di Ground Zero l’11 settembre, è andata persa. E il sindaco di New York, Michael Blooomberg, ha aperto un’inchiesta, ordinando al Dipartimento dei Vigili del Fuoco di scoprire se dietro la scomparsa della celebre Old Glory ci sia stata una speculazione: la bandiera potrebbe valere mezzo milione di dollari.

    La bandiera, cinque anni fa, fu protagonista di una celebre fotografia che servì a raccogliere dieci milioni di dollari a favore dei soccorritori del crollo delle Torri Gemelle. Il vessillo, che venne preso da uno yacht ancorato sul fiume Hudson poco lontano da Groud Zero, secondo la ex proprietaria dell’imbarcazione, Shirley Dreifus, potrebbe essere stato sostituito con uno di maggiori dimensioni.

    Dopo le dichiarazioni della signora Dreifus, il sindaco di New York Michael Blooomberg ha aperto un’inchiesta. E ha ordinato al Dipartimento dei Vigili del Fuoco di verificare se si tratti solamente di un’ipotesi o se sia la verità. E, soprattutto, se dietro la scomparsa della celebre Old Glory ci sia stata una speculazione: secondo il quotidiano Usa Today la bandiera di Ground Zero potrebbe valere oltre mezzo milione di dollari.

    Nel settembre 2001 il vessillo divenne al simbolo dell’orgoglio e del dolore per le vittime con cui il popolo americano aveva reagito agli attacchi terroristici: nella foto che ha fatto il giro del mondo e che successivamente è diventata anche un francobollo, viene alzato da tre vigili del fuoco, Dan McWilliams, George Johnson e Bill Eisengrein, su un’asta in metallo che emerge obliqua dai detriti.

    L’emblema di Ground Zero fece poi un giro del mondo lungo una rotta simbolicamente patriottica. Dallo stadio degli Yankees il 23 settembre 2001, dove era stato autografato dall’allora sindaco Rudolph Giuliani e dal governatore George Pataki, viaggiò in Oriente dove per parecchi mesi partecipò alla campagna di Afghanistan e fu innalzato a Kandahar, nell’aeroporto appena liberato.

    Poi, il primo aprile del 2002, al rientro dal tour mondiale, quando venne issata nel municipio di New York durante una solenne cerimonia, uno dei tre pompieri che sette mesi prima avevano avuto l’idea di far sventolare la Old Glory sopra le teste di quanti erano impegnati nelle ricerche dei superstiti tra le macerie dei grattacieli crollati, non la riconobbe.

    Al momento dell’alzabandiera , al cospetto di Bloomberg, il vigile del fuoco, chiamato come ospite d’onore, aveva esclamato: “Non è la stessa bandiera”. Anche agli altri due colleghi che gli erano accanto era bastata un’occhiata per capire che il feticcio nazionale era in realtà un falso perchè la bandiera originale era visibilmente più piccola.

    In Municipio la cerimonia era proseguita senza tener conto delle affermazioni dei pompieri. Ma ora, alla vigilia del quinto anniversario del più grande attacco terroristico della storia, il Comune vuole vederci chiaro. Con la speranza che chi cinque anni fa si appropriò del vessillo si faccia avanti senza paura di essere processato. Infatti, per legge di New York, dopo cinque anni il reato di furto cade in prescrizione.