Eppur nessun si scandalizza

    545

    All’inizio di luglio, quando dopo il rapimento di due soldati israeliani da parte di Hezbollah, Israele attaccò ferocemente il Libano, il mondo occidentale si affrettò ad esprimere solidarietà allo stato israeliano, eterna vittima delle aggressioni altrui, dimenticando tra l’altro dei numerosi militanti di Hezbollah tuttora nelle prigioni ebraiche. Nel frattempo l’opinione pubblica si era momentaneamente distolta dal fronte palestinese dove i soldati stellati ne approfittavano per compiere una durissima repressione, con numerosi morti (circa duecento in quasi una settimana) e molti arrestati (ovviamente senza motivi validi). Quando qualche giorno fa era stato annunciato dal governo israeliano l’imminente rilascio di una ventina di prigionieri politici, la notizia sembrava quasi incredibile a crederci…

    La Corte militare israeliane di Ofer, vicino alla città di Ramallah, ha prolungato l’arresto del portavoce del Parlamento palestinese, il dott. Aziz Adwaik, e numerosi tra deputati e parlamentari incarcerati.

    Poche ore prima del rilascio di 18 (o 21) fra i dirigenti palestinesi imprigionati, il Procuratore Generale israeliano è ricorso in appello contro la sentenza della Corte militare di Ofer.

    L’avvocato del ministero per gli Affari dei Prigionieri, Shireen Issawi, ha dichiarato che il “Procuratore militare ha informato il comitato di difesa del suo appello contro il provvedimento di scarcerazione, di conseguenza, la detenzione dei dirigenti verrà automaticamente estesa”.

    La Corte militare di Ofer, martedì, aveva comunicato la decisione di rilasciare 18 dei politici palestinesi detenuti, incluso il portavoce del Parlamento, Aziz Adwaik. Il giudice aveva dato all’accusa 48 ore di tempo per presentare l’appello. Avrebbero dovuto essere rilasciati oggi.

    Secondo quanto ha spiegato l’avv. Issawi, i dirigenti dovranno comparire di nuovo di fronte alla Corte la settimana prossima. E ha aggiunto che l’accusa e la Procura generale israeliana, non sono riusciti a presentare nuove prove per condannare i detenuti – la maggior parte dei quali è in carcere dalla fine di giugno.

    Technorati