Ucciso il numero due di Al Qaeda

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    L’eterna ed imprecisata guerra contro il terrorismo islamico continua giorno dopo giorno con la cattura del “numero 2 di Al Qaeda” di turno. Spuntano in ogni punto del globo i quadri dirigenti di questa misteriosa organizzazione terroristica che agisce ed è presente in ogni luogo di interesse americano. Una rete dalle mille risorse e senza fine…un nemico ideale e desiderabile per la politica israelo-americana.

    Il ministro dell’Interno iracheno ha annunciato l’uccisione di una figura-chiave di Al Qaeda a Baghdad. Si tratta di Abu Jaafar Al Liby, descritto come il leader “numero due” nel Paese, dopo Al Masri, succeduto ad Al Zarqawi ucciso dagli Usa. Mentre a Shahraban, nella provincia di Diyala, è stato arrestato Thamer Mohsen Al Jibouri, detto Abu Ayman, considerato il “numero quattro” della rete terroristica.

    Abu Jaafar Al Liby, originario della Libia, era considerato il braccio destro del capo di Al Qaeda in Iraq. E’ stato eliminato dalle forze di sicurezza irachene domenica scorsa. Lo ha reso noto il generale iracheno Abdel Karim Khalaf. Il libico, vice dell’egiziano Abu Ayyub Al Masri ritenuto il successore di Al Zarqawi, coordinava le operazioni dell’organizzazione terroristica a Rusafa e Karrada, quartieri della capitale, e nella provincia di Diyala, a nordest di Baghdad.

    “Durante l’operazione – ha spiegato il generale – sono state rinvenute delle lettere con cui Abu Jaafar Al Lybi informava Osama Bin Laden e Masri degli obiettivi raggiunti in Iraq”.

    Nella stessa zona dove lo scorso giugno fu localizzato Zarqawi, ucciso poi nel bombardamento del suo covo, poco a nord di Baquba, è stato fermato anche il “numero quattro” della rete terroristica, Thamer Mohsen Al Jibouri, detto Abu Ayman. Lo ha reso noto l’emittente Tv di Stato, Al Iraqiya, citando fonti del ministero della Difesa.

    Più volte le autorità irachene hanno annunciato l’uccisione o l’arresto di alti esponenti di Al Qaeda, che ha sempre smentito. Le informazioni sulle reali gerarchie interne al movimento terroristico restano d’altronde scarse e confuse.

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