The Corporation

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    Basato sul libro di Joel Bakan, il film di Mark Achbar e Jennifer Abbott analizza il dilagante fenomeno, sconosciuto fino a 150 anni fa, della diffusione delle società di capitali. L’approccio del documentario è estremamente serio e rigoroso e, conseguentemente, esso non si configura quale un contributo di intrattenimento: al contrario, l’impostazione scelta è funzionale a fornire allo spettatore il maggior apporto informativo possibile. Di seguito riportiamo alcuni dei passaggi principali della pellicola la cui visione è consigliata a chiunque voglia avvicinarsi al tema dell’influenza delle multinazionali in ogni campo.

    Le recenti crisi economiche di colossi dell’industria internazionale quali WorldCom, Enron e, in misura più ridotta, Parmalat e Cirio dimostrano quanto sia delicato il momento che l’economia mondiale sta attraversando: al contrario di quanto sostenuto dal presidente G.W Bush, non si tratta solo di poche mele marce. Il fenomeno dei fallimenti eccellenti con conseguente nocumento dei piccoli risparmiatori costituisce ormai la regola e non l’eccezione. Il paradosso della corporation risiede proprio nei tratti peculiari della sua natura che prevede il perseguimento, anche arrecando di danni enormi alla collettività, della ricchezza dei propri azionisti: in tal senso, essa modifica la vita di ogni persona coinvolta nel suo tentativo di conseguire profitti, costi quel che costi.

    Il fenomeno è esploso anche grazie alla riduzione dei vincoli normativi per la loro operatività e alla diminuzione della responsabilità imputabili agli azionisti.
    Il livello di spregiudicatezza di queste persone giuridiche (sic!) si può comprendere ricordando il seguente evento: dopo l’introduzione del XIV emendamento che dava eguali diritti e doveri a tutti gli uomini indipendentemente da differenze di razza, sesso e religione, la Corte Suprema fu tempestata da richieste per l’applicazione di tale nuova disposizione … al contrario di ciò che si può pensare, tali domande non provenivano da persone fisiche ma da società di capitali che esigevano il riconoscimento dello status di persona. Il problema è che esigevano i medesimi diritti ma non avevano (e non hanno) gli stessi obblighi poiché non possono essere incriminate, messe in galera etc. etc. Come efficacemente espresso da S. Turow, esse non hanno né un’anima da salvare, né un corpo da incarcerare.

    L’interesse maggiore è per gli azionisti della società anche se ciò comporta un impatto devastante sull’esterno. Alcuni esempi sono illuminanti: la paga media di un operaio in Honduras è di 20-30 centesimi orari e le imprese si fregiano spesso di pubblicizzare che parte del ricavato della vendita del prodotto andrà a finanziare i programmi di soluzione della fame dei
    bambini nei paesi in via di sviluppo … peccato che spesso i lavoratori sono bambini e adolescenti (12-13 anni).
    Nella Repubblica Domenicana, la Nike fraziona la giornata dei dipendenti in millesimi di secondo per incrementare la produttività e ad essi è riservato in media il 30% dell’1% (0,003%) del prezzo finale di vendita. Una volta che il livello dei salari si alza e migliorano le condizioni della vita degli operai le imprese occidentali cambiano zona da sfruttare.
    Dal 1940 in poi si è entrati nell’era della sintesi molecolare e si è assistito al boom della petrolchimica: l’esempio migliore è quello del ddt, sostanza altamente tossica che fu spruzzato su decine di migliaia di giapponesi dopo la guerra mondiale per evitare le epidemie di tifo … peccato che provochi il cancro e molte altre anomalie genetiche. Altro esempio emblematico: la DuPont era perfettamente a conoscenza degli effetti devastanti dei propri funghicidi ma ha continuato a produrla finché il
    caso di un bambino che viveva nelle vicinanze degli stabilimenti DuPont e nato senza occhi ha scosso l’opinione pubblica a tal punto che la corporation ha dovuto interrompere la produzione del prodotto.
    Analogo caso è l’antibiotico RVGH prodotto dalla Monsanto che aumenta la produttività delle mucche da latte provocando la Mastite, malattia dolorosissima per gli animali e dannosissima per gli esseri umani: a ben vedere però si sta tentando di incentivare la produzione di un prodotto – il latte – che in eccesso di offerta in tutto il mondo civilizzato.
    Sempre la Monsanto ha sviluppato il prodotto che ha disboscato gran parte del Vietnam causando almeno 50.000 nascite con difetti congeniti nei figli dei militari americani: l’impresa ha patteggiato un danno di 80 milioni di dollari per evitare il processo … non immaginiamo neanche i danni sulla possibilità popolazione vietnamita.
    Il fiume Maine che versa in condizioni pietose per l’espulsione dei rifiuti delle cartiere è un altro caso esemplificativo della disinvoltura impiegata nella gestione degli affari da parte delle società di capitali. Un rapporto di un’organizzazione ha stilato la lista delle società più criminali del pianeta (che hanno subito multe per comportamenti illegali): ExxonMobil 125 Milioni di dollari, General Elettric 9,5, Chevron 6,5, Kodak 1,5, Pfizer 20, Sears 60, Roche 500 etc. etc. … ma se il profitto è maggiore
    delle multe imposte il comportamento illegale non è disincentivato: si tratta di svolgere un calcolo di convenienza economica.
    La Good-Year ha licenziato nell’ultimo decennio decine di migliaia di lavoratori, la Shell ha distrutto l’ecosistema dei corsi fluviali nigeriani ed appoggiato la pena di morte per 9 attivisti.
    Le imprese chimiche americane producono semi che si suicidano (si autodistruggono) dopo un solo utilizzo annuale per incrementare il profitto. Altri esempi di comportamenti non etici: la maggior parte delle società di brokeraggio ha visto nell’11 settembre una benedizione dal momento che ha fatto schizzare le quotazioni di oro e petrolio. Essi sperano che la guerra
    contro Saddam sia lenta e dolorosa in modo che il prezzo del petrolio si attesti oltre i 40 dollari (oggi è sopra i 52 dollari ndr). Le corporations spingono verso la privatizzazione di ogni bene pubblico: acqua, istruzione, salute, prigioni, pensioni, alloggi etc. etc.
    La Disney ha fondato una città – Celebration – che conta 5000 abitanti ( o meglio consumatori) il cui spot di lancio è la magia della famiglia: il marketing è diventato così invasivo che condiziona inesorabilmente la vita delle persone di tutto il mondo. Mediamente siamo sottoposti a non meno di 10 messaggi subliminali al giorno. La General Electric ha brevettato per la prima volta un organismo vivente (un microbo) e la Corte Suprema ha deciso che si possono brevettare tutti gli organismi viventi eccetto l’uomo: ad oggi sono stati già brevettati i geni della fibrosi cistica, del cancro al seno e di molte altre malattie.
    La Monsanto ha prodotto un farmaco il Prosilac (RBGH) che ha superato un test di tossicità ridicolo: 30 giorni su 90 topi; due giornalisti della Fox hanno tentato di svelare l’inganno ma sono stati sottoposti a pressioni clamorose (il programma è stato sottoposto a 83 revisioni) … dopo un lungo processo i giornalista hanno vinto la prima causa la cui sentenza prevedeva un indennizzo di 425.000 dollari … ma i mitici giudici della Cote Suprema hanno annullato la sentenza … Il prodotto è stato vietato dall’UE ma viene ancora venduto in America.
    Entro il 2025 il 70% dell’acqua mondiale sarà privatizzato: in Bolivia, il FMI ha concesso i prestiti per uscire da una profonda crisi solo a patto che si privatizzassero telecomunicazioni, trasporti, energie, trasporto aereo e acqua: la società ha alzato il prezzo dell’acqua a tal punto che esso copre mediamente il 25% del reddito mensile del cittadino medio (!). In caso di
    mancato pagamento delle bollette, è previsto l’esproprio dell’immobile di proprietà.
    Nel 2003 57 corporations sono state multate per aver trattato con Stati nemici degli Stati Uniti. I programmi si responsabilità sociale cui aderiscono le società di capitali sono totalmente ininfluenti e rispondono unicamente ad esigenze di
    immagine. Ad oggi, 15 società controllano la quasi totalità delle risorse mondiali.