Trame occulte

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    Non sembra avere fine la triste vicenda legata ai guai giudiziari dell’ultimo erede della dinastia dei Savoia, Vittorio Emanuele. Dopo il breve soggiorno nel carcere di Potenza, durante il quale il “Principe” avrebbe tra l’altro ammesso anche un omicidio risalente a più di 25 anni fa ed il riesplodere delle polemiche per l’acquisizione d’un trono che non ha ormai più dignità d’essere tale, Vittorio Emanuele contrattacca e lancia vaghe accuse contro dei fantomatici “poteri occulti” che a suo dire cospirerebbero contro di lui strumentalizzando anche i contrasti interni fra gli ipotetici successori al trono…Un nome su tutti da cui prendere esempio: Prinz Eugen!

    MILANO – Tre file di supporter monarchici sono scattati in piedi quando Vittorio Emanuele è entrato nella sala dell’Hotel Principe di Savoia, in piazza della Repubblica, dove ha incontrato i giornalisti per parlare delle sue vicende. Una dichiarazione, letta con la voce un po’ rauca ma decisa. «Voglio parlarvi di giustizia – ha esordito dopo i ringraziamenti -, della mia fiducia nella giustizia». E poi ha accusato i «poteri occulti» come registi delle sue disavventure. È uscito quindi dal silenzio il principe di Napoli, coinvolto all’inizio dell’estate nella complessa inchiesta di Potenza, vicenda da cui è poi scoppiato, per via delle intercettazioni, lo scandalo di Vallettopoli.
    «E’ IL MOMENTO DI PARLARE» – «Sono stato in silenzio per molte settimane, su suggerimento dei miei avvocati, ora è il momento di parlare, di far emergere la verità – ha cominciato Vittorio Emanuele . Il principe sostiene di aver subito attacchi quindi portati avanti «nel modo subdolo dei poteri occulti con messaggi indegni, con intercettazioni i cui testi estrapolati e resi pubblici fuori da ogni contesto danno un senso diverso da quello che viene detto».
    POLEMICHE SULLA DINASTIA – Poi è passato all’argomento dinastia, troncando ogni pretesa del «lontano parente» Amedeo D’Aosta («mai mio padre Re Umberto II lo ha indicato quale suo erede») e rinviando il tutto alla giustizia contro l’uso abusivo di stemma e nome.
    Il duca Amedeo d’Aosta ha replicato in tv, nella trasmissione televisiva “La vita in diretta”, che «esistono precise leggi di famiglia, che riguardano la dinastia, in cui si parla di matrimoni tra persone disuguali, sulla quale unione il capo della famiglia reale deve dare il suo assenso». Il duca si riferisce al matrimonio tra Vittorio Emanuele e Marina Doria, di origine non nobile, per il quale il re Umberto non avrebbe mai dato il suo consenso. «Credo anche – ha concluso Amedeo d’Aosta – che non sia in atto nessun complotto nei suoi confronti, diversamente rispetto a quanto sostenuto da lui oggi».
    LA VICENDA DELL’ISOLA DI CAVALLO – Quindi la vicenda Isola di Cavallo. «Due tribunali francesi mi hanno prosciolto – ha detto – e tecniche sempre più sofisticate hanno dimostrato che la pallottola che ha colpito il ragazzo non era del mio fucile».

    Fonte:corrieredellasera.it