SUPER SIZE ME

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    Non c’è luogo, dalla capitale europea al piccolo centro, che non possa “vantare” tra le proprie attività commerciali quella della grande catena multinazionale di Mc Donald’s. A mostrarci come i cibi venduti nel più famoso fast food del mondo,non siano propriamente “sani”, ci ha pensato un giovane regista americano indipendente che ha deciso di sottoporsi come cavia umana per testare (e mostrare al pubblico gli effetti) la cosidetta “dieta Mc Donald’s”. Morgan Spurlock nel suo film “Super Size Me” si è nutrito per trenta giorni, dalla colazione alla cena,esclusivamente nei ristoranti della grande ed onnipresente M rossa ed il regista, anzi come detto precedentemente la cavia, si è ritrovato in sovrappeso di oltre dodici chili col colesterolo salito a 230 e con la salute talmente a rischio che lo staff medico che l’ aveva in cura ha dovuto fermare l’esperimento. Non a caso questo film viene proprio dal paese che è la patria dei fast food e dove il 37% della popolazione è afflitta da obesità a causa delle cattive abitudini alimentari, conseguenza diretta dello stile di vita americano (vivi, spendi, crepa, in fretta).

    Anche in Italia la situazione non è delle più rosee, tanto è vero che ci andiamo sempre più ad allineare agli standard mondiali in fatto di obesità dimenticandoci la fortuna di possedere una dieta come quella mediterranea che è probabilmente la più sana al mondo. Purtroppo però parlare di obesità quale malattia non è ancora accettato dalla mentalità comune, e ciò viene sottolineato anche nel film. Sappiamo che il marcio del mondo moderno può contaminarci in molteplici modi, ma forse quello meno considerato è proprio quello alimentare, e questo film ha il merito di ridestare l’attenzione su di un problema troppo spesso ignorato e nascosto che però non è più possibile non considerare, ma molto probabilmente passato questo momento di attenzione (e riflessione) mediatica su di questo problema, lo spettatore medio tornerà alla banalità di tutti i giorni e ai suoi veloci (ed automatici) pasti consumati sui tavolini di un McDonald’s … o forse no ?