Cartoline da Guantanamo: brigadieri in the world

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    E’ possibile che il ROS dei carabinieri, se ne vada in trasferta a Guantanamo dove vengono imprigionati i combattenti afgani che, non essendo definiti prigionieri di guerra possono essere maltrattati, denutriti, violentati fisicamente e psicologicamente, torturati e avviliti? E’ possibile che gli appartenenti qualitativamente di spicco dell’Arma di uno Stato sedicente democratico – l’Italia, vada ad interrogare prigionieri completamente umiliati nella loro dignità, senza sapere dove si trovano e perché , senza uno straccio di accusa formale, senza uno straccio di difesa? Usando il loro lessico: è costituzionale usare per i propri scopi investigativi uomini ridotti allo stato vegetativo dalla barbarie statunitense? Noi lo conosciamo questo trattamento, sicuramente lo riconosceranno quei combattenti dell’Asse, ancora in vita che, catturati dall’U.S. Army si videro affibbiare lo status di D.E.F. (disarmed enemy force), forza nemica disarmata. Tutto ciò per sfuggire alla convenzione di Ginevra che impone un trattamento umano per i prigionieri di guerra. Sotto il gentile sorriso della democrazia, come al solito, si nasconde il ghigno feroce delle belve.

    Andammo in 4 a Guantanamo, tutti del Ros,a interrogare i detenuti nel campo, su mandato del comando generale nella persona del generale Ganzer’. E’ quanto dice un maresciallo dei Ros di Torino,davanti alla Corte d’Assise di Milano al processo contro 3 algerini accusati di terrorismo.Il militare precisa che i magistrati non ne sapevano nulla perché le persone interrogate non risposero ad alcuna domanda e “a Guantanamo venimmo a sapere di essere gli ultimi italiani a recarsi in missione per svolgere attività investigativa”.
    FONTE: http://www.mobile.rai.it/palmari/news/feed/4398975