Più sionisti dei sionisti

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    Il Libano, soprattutto le regioni del sud, ha subito duramente la guerra “lampo” di questa estate, peraltro mai dichiarata ufficialmente da Israele, ed anc’ora oggi la popolazione risente dei disagi, non solo economici, determinati dai bombardamenti che hanno lasciato, oltre che ad una lunga scia di sangue, moltissimi ordigni pronti ad allungare quella lista…Ma chi pensa ad Israele?! Questo devono aver pensato gli evangelisti USA che, dopo aver navigato 35 giorni nell’oceano, hanno portato solidarietà ed aiuti in terra ebraica, in piena conformità a quella “strana” alleanza trasversale che lega gli evangelisti americani agli ebrei israeliani, ovvero la destra del presidente Bush ai gruppi dirigenti sionisti israeliani

    TEL AVIV – Dopo aver navigato per 35 giorni nell’oceano, a bordo di una nave della marina Usa della seconda guerra mondiale, una comunità di evangelici statunitensi ha raggiunto le coste israeliane. La “Spirit of Grace” è entrata nel porto di Ashdod, a ridosso della Striscia di Gaza, con il suo carico di aiuti umanitari, la bandiera a stelle e strisce al vento e un cartellone bianco e blu, con scritto Jeovah [YHWH, ndr] in caratteri ebraici.

    Per amore. Nonostante le diverse tonnellate di medicine, brande, materiali da costruzione, vestiti e molti altri prodotti “Non si tratta di una missione umanitaria, ma un’espressione di amicizia e amore per Israele” ha dichiarato il capo della missione Don Tipton. “Dopo la guerra –ha spiegato – abbiamo visto che il Libano stava ricevendo un sacco di aiuti e manifestazioni di amicizia, così ho pensato che non erano i soli ad essere stati attaccati”. L’organizzazione si chiama Friend Ships, ed è composta da evangelici originari di Beverly Hills. La nave, partita dalla Louisiana, è giunta ad Ashdod all’inizio di ottobre, ma a distanza di tre settimane i container di aiuti sono ancora a bordo. Problemi burocratici a quanto pare “ma almeno abbiamo avuto il tempo di visitare il Paese” ha detto la moglie di Tipton. I responsabili dell’organizzazione si sono detti convinti che, una volta che saranno risolti gli intoppi burocratici, gli aiuti verranno sdoganati in mezza giornata.

    Imperativo biblico. Il gruppo di evangelici è stato accolto con qualche esitazione ma positivamente dato il forte sostegno che ognuno di loro sente di portare agli israeliani. “La Bibbia dice che chi benedice Israele sarà benedetto – ha spiegato Tipton – “Amiamo e ammiriamo Israele e stiamo con Bush”. Gli evangelici statunitensi sono spesso su posizioni più radicali della destra israeliana, ad esempio, si oppongono a qualsiasi compromesso territoriale con i palestinesi. “Dobbiamo essere gentili con questa gente – ha spiegato ai giornalisti il portavoce del porto di Ashdod – sono più sionisti di tutti gli israeliani che conosco”. Per alcuni di loro il sostegno ad Israele è un imperativo biblico: un sondaggio rivela che due statunitensi su cinque ritengono che Israele sia stato donato agli ebrei da Dio. Mentre altri considerano l’esistenza del Paese come un passo necessario verso la Seconda Venuta (un cataclisma in cui moriranno tutti tranne i cristiani ).

    Lobby. Il viaggio della Spirit of Grace è un esempio di come stia crescendo l’alleanza tra fondamentalisti cristiani e Israele. Sono sempre più numerosi gli esponenti della destra religiosa statunitense che si attivano per sostenere Israele, sia politicamente che economicamente. Negli Usa ci sono decine di associazioni come la Friend Ships, la più importante delle quali è il gruppo evangelico dell’International Fellowship pf Christian and Jews, che eroga ogni anno 30 milioni di dollari per sponsorizzare progetti in Israele. Durante la guerra in Libano l’organizzazione Usa, Cristiani Uniti per Israele, ha organizzato una marcia su Washington per condannare Hezbollah. Oggi gli evangelici cristiani costituiscono un quarto dell’elettorato complessivo e, insieme all’Aipac, la più importante lobby israeliana, sono il grosso del bacino elettorale di Bush.

    di: Naoki Tomasini
    da: Peacereporter (www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=6617)
    data: 30/10/2006