Nel nome di Yukio Mishima

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    "La vita umana è breve, ma io vorrei vivere sempre" recitava il biglietto d’addio lasciato da Yukio Mishima prima del suicidio rituale, il 25 novembre 1970 a Tokio. Yukio Mishima, letteralmente "uomo del Giappone sorto in felicità", moriva suicida secondo l’antico rito Samurai del Seppuku non solo per il Giappone e quindi per il riscatto d’un popolo caduto nel baratro della civiltà moderna, bensì per testimoniare attraverso l’Esempio la dedizione totale e disinteressata all’Idea. Yukio Mishima trentasei anni fa lasciava nel corpo questo mondo, ma ancora oggi "seppur morto, Egli arde"…

    …Tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il Samurai!

    La redazione di AzioneTradizionale.com