Shhh! L’acqua è bagnata

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    Stragi quotidiane, migliaia di civili massacrati, instabilità politica, oltre duemila militari uccisi. Questa la situazione dell’ Iraq democraticizzato e liberato dai cowboys del nuovo millennio. Solo oggi però in seguito ad un dettagliato (ci voleva molto?) studio, Bush dichiara che in Iraq le cose vanno male e che bisogna trovare un nuovo approccio. Verrebbe da chiedersi se ci è o ci fa: ci fa, ci fa…

    (ANSA)WASHINGTON – La situazione "è veramente brutta" in Iraq. Il presidente americano George W. Bush, parlando alla Casa Bianca il giorno dopo la presentazione del rapporto dell’Iraq Study Group, durante una conferenza stampa congiunta col premier britannico Tony Blair, ha ammesso che "occorre trovare un nuovo approccio" perché le cose non stanno andando bene nel paese.

    "E’ una situazione molto dura – ha ammesso il presidente americano – il livello di violenza è sconvolgente". Bush ha sottolineato che "l’aumento della violenza settaria non è accidentale e non dipende da una strategia difettosà ma é piuttosto il "risultato diretto degli estremisti esterni che agiscono in combutta con i terroristi interni: Al Qaida con gli insorti sunniti e l’Iran con la milizia sciita – per fomentare l’odio e soffocare alla nascita la possibilità di una democrazia non settaria".

    Bush ha definito "molto costruttivo" il rapporto dei dieci saggi – "l’ho persino letto", ha scherzato "e lo ha letto anche Blair" – ma ha ribadito di considerarlo solo uno dei diversi rapporti destinati alla sua scrivania: anche i militari stanno per consegnarli un rapporto. Circa l’avvio di contatti diretti con Siria e Iran, una delle proposte più importanti del rapporto Baker/Hamilton, Bush ha detto che la condizione per un dialogo diretto con Teheran è che rinunci ai suoi propositi di armamento nucleare "in modo verificabile".

    Bush ha confermato il viaggio imminente del premier britannico Tony Blair in Medio Oriente per incontrare israeliani e palestinesi abbracciando implicitamente un’altra proposta del rapporto: spingere di più sul problema del conflitto israelo-palestinese. Blair ha ammesso che per risolvere la questione irachena occorre andare alle origini del problema Medio Oriente, ma ha ribadito che "la visione" dell’intervento in Iraq resta giusta. Blair ha concordato che il rapporto Baker/Hamilton offre "una forte indicazione" sulla strada da percorrere per affrontare la situazione in Iraq.