Il primo pilastro dell’anno

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    I quattro pilastri dell’anno sono i solstizi e gli equinozi. Essi formano la grande croce dell’anno o zodiacale, la cui braccia delimitano le stagioni. In scala ridotta corrispondono al giorno ed alle quattro fasi solari.

    Le quattro braccia dividono il cerchio zodiacale in quattro gruppi di segni, tre per ciascuno, che danno le caratteristiche delle rispettive stagioni. Ogni data segna l’inizio di un nuovo periodo, diverso dal precedente, in cui la luce del sole assume diversa forma e significato. Le quattro fasi si succedono regolarmente e tutto assume il senso di una rotazione costante attorno a un centro che fa da perno a tutto il movimento. Le quattro fasi dell’anno corrispondono ai quattro elementi ed il sole alla luce che li comprende e li trasfigura. Ogni periodo ha un riflesso esterno e uno interno, creando il presupposto di una stagione interiore che è nostro compito analizzare. Il primo pilastro è il Solstizio d’inverno, data significativa in ogni tradizione, che segna astronomicamente l’inizio dell’inverno. Corrisponde alla posizione del Sole nel punto più basso dell’orizzonte ed alla maggiore disuguaglianza tra giorno e notte: qui la notte è più lunga del giorno. Il 22 dicembre segna la data ufficiale del calendario “astronomico” dell’anno.(1) Da questo momento prende inizio la serie ascendente che porterà in avanti il giorno fino al futuro solstizio estivo, in cui i rapporti si invertiranno. Astrologicamente questa data segna il passaggio del Sole nel Capricorno (segno di Terra), a cui seguiranno l’Acquario e i Pesci. Nel simbolismo del giorno corrisponde invece al punto in cui il sole tocca il culmine della sua discesa: la Mezzanotte, in cui è opposto allo zenith meridiano. Nell’antico Egitto, veniva simbolizzato nella forma di Khephra, lo scarabeo, chiara immagine dei sole occulto e sotterraneo. Esotericamente(2) questo momento è uno dei più importanti e significativi. Segna il punto preciso in cui l’esterno tace nel freddo e nel silenzio e l’interno vive di luce propria. II sole della coscienza è ora rivolto all’interno di sé e nella mezzanotte dell’anima tutto è pronto per una nuova rilevazione. E’ in questo istante senza tempo che venivano eseguite le antiche cerimonie di iniziazione ai misteri dell’lo, nel profondo di grotte e caverne, a Mezzanotte in punto. Tramite esse una luce virtuale, occulta, veniva accesa nell’animo dell’adepto, che ora attendeva la nascita del proprio seme. E’ in Inverno infatti che il seme, giacendo sotto la neve ed il gelo, dorme e matura i suoi frutti futuri. Ritualmente il nuovo periodo è rivolto alle opere della Terra: alla creazione cioè di basi e realtà concrete che facciano da perno ad ogni futura attività e alla coagulazione di precedenti iniziative. I tre segni invernali del Capricorno, dell’Acquario e dei Pesci suggeriscono un clima di freddezza, di silenzio e umidità che deve essere sciolto prima che il calore del sole porti con sé la Primavera.

    NOTE:
    NOTE 1: I Solstizi, come gli Equinozi, corrispondono ad un particolare evento astronomico. Per convenzione si situano in alcuni giorni specifici sul calendario. amerò, a causa delle sei ore di scarto tra un anno e l’altro (la giurata di un anno è di 365 giorni e sei ore), si determina ogni quattro anni il giorno 29 di febbraio (anno bisestìle); di conseguenza la data in cui cadono i Solstizi e gli Equinozi non è sempre la stessa ed in ogni caso l’orario differirà comunque dall’anno precedente. 2: Per esoterico, si intende l’insegnamento a una “conoscenza” (esoterica) che, per la sua particolare Natura e Forza, non è data alla portata di tutti. L’insegnamento tradizionale, dottrinario, che viene rivolto indistintamente, rispetto alla qualificazione del singolo, è chiamato essoterico; l’insegnamento, che si rivolge a persone più qualificate ed in grado di essere sensibili e recettive verso alcuni messaggi, si dice esoterico. Vi è oltremodo da sottolineare che l’insegnamento esoterico non può essere compreso da colui che non ha già in sé le condizioni per il suo apprendimento.

    Articolo estratto dalla rivista “Solstitium” Anno IV numero 3-4 del Dicembre 1979