La cura di George W…

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    Mentre la situazione in Irak è resa sempre più rovente dall’attività dei combattenti della resistenza nazionale, a Washington il gruppo dirigente repubblicano studia un modo per ribaltare l’esito di un’occupazione che sembra già scontata, ed i cui sviluppi influenzeranno le prossime elezioni americane. Sull’onda del rinnovato pericolo “terrorismo”, abilmente rilanciato dai media fedeli alla Casa Bianca, Bush rilancia l’ipotesi di inviare altre migliaia di uomini. Un nuovo Vietnam? Sicuramente un lauto guadagno per le lobbies degli armamenti…

    WASHINGTON (USA) – «E’ indispensabile incrementare le dimensioni dell’Esercito degli Stati Uniti e del corpo dei marines per la lotta contro il terrorismo. In Iraq saranno necessarie scelte difficili e ulteriori sacrifici». Il presidente americano George W. Bush non molla. E nel corso della conferenza stampa di fine anno rilancia l’intervento militare Usa in Iraq. Per il capo di Stato Usa infatti: «Sull’Iraq tutte le opzioni sono aperte inclusa quella di mandare più truppe». Ripetendo un tema già anticipato in un’intervista al Washington Post, Bush si è detto orientato a chiedere al Pentagono di studiare la modalità di aumentare il reclutamento, aggiungendo che il «successo» richiede «un impegno sostenuto da parte del popolo americano e dei nostri militari». Bush ha poi ammesso che gli insorti in Iraq hanno danneggiato gli sforzi degli Stati Uniti per rafforzare la sicurezza e stabilizzare la situazione nel 2006. «Non stiamo avendo successo con sufficiente rapidità in Iraq», ha detto Bush. Bush ha poi spiegato di non poter rispondere a «domande ipotetiche» sul futuro della presenza militare americana nel paese, perchè «non ho ancora deciso». Il presidente ha aggiunto di voler prima ascoltare tutti i pareri e raccogliere le indicazioni necessarie, «poi parlerò al popolo americano», presumibilmente in un discorso alla nazione all’inizio dell’anno. Bush ha aggiunto di avere «grande rispetto» per le opinioni dei generali del Pentagono, che secondo alcune indiscrezioni si opporrebbero a un aumento delle truppe, la cui entità viene indicata in 15-30.000 uomini.

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