Tempo di bilanci

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    A quasi sei anni dall’ “attentato” alle Twin Towers, gli USA sono ancora impegnati nella loro fantomatica lotta al terrorismo, ovunque esso si manifesti. Abbandonato l’Afghanistan, dove gli americani non riescono a controllare che la sola Kabul, l’impegno contro il “fondamentalista” Saddam, recentemente condannato a morte dopo un processo farsa in cui è stata riproposto il già collaudato copione di Norimberga, non ha però dati gli effetti sperati, anzi. Dall’inizio dell’operazione “Iraqi Freedom” i morti americani sono, ad oggi, 2975 cioè due in più di quanti non ne morirono l’11 Settembre…Salomonico gusto per la “vendetta” o guerra d’occupazione?

    BAGDAD (Iraq) – L’intervento militare in Iraq è costato agli Stati Uniti un numero di caduti, tra i propri soldati, superiore a quello delle vittime degli attacchi di Al Qaeda dell’11 settembre 2001 a New York, Washington e in Pennsilvanya , che causarono complessivamente 2.973 morti. Con i tre militari caduti nel giorno di Natale, secondo il conteggio dell’agenzia di stampa Associated Press, è infatti salito a 2.975 il totale delle perdite registrate dalle truppe americane. Le ultime vittime appartenevano ad una squadra impegnata nella caccia a gruppi terroristici responsabili di numerosi attentati mediante ordigni esplosivi piazzati sotto al manto stradale. E proprio nell’esplosione di uno di questi è saltato in aria il blindato su cui viaggiavano i soldati. Due di loro sono morti sul colpo; un terzo, rimasto gravemente ferito, è morto alcune ore più tardi.

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