La giustizia del mercato

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    Mentre a decine di migliaia di kilometri un’altra “giustizia” si fa largo a suon di esecuzioni capitali, in Argentina va in scena l’ennesimo atto della truffa assassina ai danni del popolo. La corte costituzionale argentina ha infatti chiuso il maxi processo intentato dai risparmiatori argentini, che vedeva come imputati le banche private, con una sentenza che vale più come una beffa che come un reale monito per l’avvenire: le banche dovranno sì restituire le cifre depositate dai risparmiatori e “perse” durante l’ultima crisi economica ma, non in dollari bensì  in pesos…

    Come sempre la giustizia in Argentina, ti lascia un amaro… molto difficile da digerire. Dopo l’ultima dittatura militare, nessun argentino ha più creduto ai mezzi di comunicazione, alla politica, alla giustizia. Quando alla radio senti il meteo che dice "domani c’è il sole", state sicuri che tutta l’Argentina uscirà prendendo l’ombrello.

    Cosa penso di questa sentenza? Penso a tutti quelli che sono morti di rabbia, di ira, di frustrazione e angoscia per non aver potuto riavere i risparmi. Penso a questi cinque lunghi anni. Penso che nessuna sentenza può ridare in dietro realmente quello che l’Argentina ha person. Gente che è si è ammalata per la preoccupazione, la desolazione. Ecco quelli non tornano in dietro con una sentenza.

    Senza garanzie. Questa è gente che si è sentita appesa a un filo, un filo manovrato dalle banche. E mi chiedo, chi può credere ancora in una banca? Che garanzie abbiamo come cittadini di fronte a Governi che non ridanno fiducia ai risparmiatori. Forse noi argentini, abbiamo memoria corta e ricadiamo negli stessi errori. E forse rimetteremo i soldi nelle banche. Ma anche qui: come rifar partire un’economia senza risparmi? Non lo so… E’ che d’altra parte, non riesco a immaginare quale altro tipo di soluzione o sentenza sarebbe stata possibile.

    Chi si è arricchito? Mi vengono in mente tutti quegli italiani, che mi fermano e mi dicono: "Ci avete fregato con i bond argentini, eh!" , ma chi ha fregato chi? Se i risparmiatori italiani hanno perso i loro soldi e i risparmiatori argentini non solo hanno perso i soldi, ma sono stati anche traditi e derubati dal non rispetto della legge, allora chi ci ha guadagnato? Dove sono finiti quei soldi?

    Ex snob. Personalmente non ho visto nessuna banca fallire, né in Argentina, né in Italia, per questa crisi. Chi paga i piatti rotti? E poi, con tutti i problemi che ci sono in Argentina, chi può pensare ancora alla classe media argentina, pure un po’ snob, truffata per l’ennessima volta… E quindi penso a mio padre, immigrato dalla Galizia in Argentina, senza studi, ma con un sogno: un futuro per i suoi figli e un figlio "dottore". Penso a mio padre che per anni ha temuto che suo figlio si mettesse in politica, "che entrassi in ambienti pericolosi". Penso a mio padre che si chiedeva perché suo figlio dovesse fare teatro se studiava per fare l’economista. Penso a mio padre che ora sta molto bene, ma che anche lui nel 2001 ha perso una parte importante dei suoi risparmi. Mio padre che guarda il telegiornale incredulo e mi dice: "E io che volevo lasciarvi qualcosa tutta per voi. E io che sempre ho avuto paura che i comunisti ci rubassero tutto… invece guarda qui, sono le banche ad averci portato via anche le mutande"

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