Diamo valore al tempo

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    Riportiamo di seguito un articolo pervenutoci in redazione da fonte esterna.
    Rin
    graziamo con l’occasione l’autore Armabat, invitando chiunque abbia la possibilità e voglia, a contribuire al lavoro di AzioneTradizionale.com.

    Mentre possiamo studiare il passato, il futuro lo possiamo solo immaginare ma, di fatto, esiste solo il presente.
    Il futuro, altro non è che l’immagine di ciò che il nostro essere attuale proietta nel tempo a venire. Ma, anche quando questa proiezione dovesse divenire reltà, sarebbe diversa, poichè diverso sarà il nostro essere nel futuro diventato presente.
    Mi chiedo: nel nostro presente, anche come singoli, possiamo staccarci dal nostro passato?
    Ciò che noi siamo oggi è il prodotto delle nostre esperienze passate, così come l’attuale condizione umana, in generale, è la risultante di ciò che nel passato è stata, sin da quello più remoto.
    Quindi, il passato, è parte integrante del nostro essere attuale ed (anche se spesso non ne siamo pienamente coscienti) è l’elemento determinante per le nostre concezioni future.
    Il nostro personale passato, quello del singolo, è insignificante e riduttivo se paragonato al passato dell’intera umanità.
    Pertanto, per dare un respiro più ampio alla propria capacità di immaginare il futuro, si dovrebbe avere la capacità di estendere la propria esperienza di passato arricchendola con lo studio, cercando di cogliere l’essenza dell’avventura umana, indagando epoche, meno rumorose di quella attuale, più inclini alla riflessione sull’essenziale, epoche in cui maggiormente ci si soffermava sui contenuti delle cose, in cui l’armonia qualificava la bellezza la quale, non sempre, era subordinata alla funzionalità. Epoche lontane dall’attuale non solo temporalmente ma umanamente e strutturalmente.
    Così, come nell’esperienza personale è prassi selezionare gli elementi del passato, in senso più ampio, anche nella rivisitazione storica del passato è necessario separare ciò che ha valore da ciò che è solo un bel ricordo o deleterio.
    Se si condivide la necessità di non poter fare a meno di ciò che è "passato", allora occorre condividere anche la necessità di ri-educarsi all’osservazione del passato resistendo alla tentazione della "nostalgia".
    Certo, guardando al passato e individuando in questo elementi di positività è forte la tentazione. Il problema però non è ritornare al passato (anche perchè questo ogni legge fisica lo esclude come possibilità), semmai estrapolare dalle esperienze del passato "l’eterno", ciò che sempre trova applicazione al di la delle contingenze e dalle forme che mai possono ripetere quelle già viste.

    Armabat