C’è chi dice no…

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    Nessuno vuole gli OGM ma i grandi burattinai continuano a propinarci, sotto una falsa campagna pubblicitaria e promozionale, gli enormi benefici che l’intero sistema agricolo mondiale ed alimentare ne potrebbe ottenere. Adesso è arrivato un sonoro no anche da Africa e Asia, due grandi bacini in termini di popolazione e investimenti economici per le aziende "biotech" (made in USA) che operano nel settore degli OGM. Molti sono gli organismi e gli scienziati profondamente scettici sul cibo geneticamente modificato ma continuano gli investimenti privati e pubblici in questo settore e lo scenario che si prospetta avanti a noi, malgrado i no di molti paesi, potrebbe essere l’imposizione di queste colture OGM, considerando i forti stravolgimenti ambientali in corso a causa dell’inquinamento e dell’effetto serra. Non basta dire semplicemente no ai cibi modificati, ciò che serve è una sensibilizzazione a 360 gradi sul tema dell’ecologia in generale. Serve consumo critico, scelta di cibi biologici e sani…pensiamo a quello che mandiamo giù!!!

    (ANSA) – Il rifiuto alle coltivazioni OGM arriva anche dall’Africa e dall’Asia, non piu’ solo dall’Europa. Lo sostiene Greenpeace in un rapporto reso noto oggi. Nell’Unione Europea 172 regioni e 4500 enti locali si sono dichiarate aree OGM free, ben quindici solo in Italia. Ora, pero’, anche in Sudafrica, India, Iran e in diverse province filippine gli organismi incaricati di deliberare sugli OGM, hanno negato l’autorizzazione per campi sperimentali.

    www.ansa.it