La voce delle radici

    305

    Nicola Cozzio è, come lui stesso si definisce, un innamorato della montagna.
    In questo libro, sotto forma di romanzo, ci racconta episodi della sua vita dai quali prende spunto per profonde riflessioni circa temi esistenziali quali il senso vita, la visione della morte e il rapporto con la natura.
    Parallelamente ai suoi ricordi, scorrono quelli di un albero, un pino cembro cresciuto solitario in alta montagna, in un piccolo e ripido praticello tra le rocce.
    Al contrario della maggioranza degli uomini l’albero è molto più in armonia con i ritmi, i cicli e le leggi della natura, la sua mente non è inquinata dalle porcherie che la modernità ci propina, il suo animo è più sensibile allo spettacolo e alla meraviglia del mondo,dalle apparenti crudeltà ai piccoli miracoli quotidiani, il suo spirito è più puro.


    L’albero pur essendo ancorato al suolo tramite le radici è più libero di tutte quelle persone che freneticamente e superficialmente popolano questa terra.
    La posizione dell’autore è ovviamente più simile a quella dell’albero che a quella dei suoi simili.
    È dalla sua visione spirituale della vita e del mondo che scaturisce un sincero amore e un profondo rispetto per la natura, in particolar modo per i luoghi che gli hanno dato i natali e lo hanno visto crescere, i boschi e le montagne dove giocano i folletti e danzano le fate.

    La redazione di AzioneTradizionale.com