La cronaca quotidiana ci consola o ci dà motivo per riflettere?

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    Riportiamo di seguito un articolo arrivato in Redazione scritto da Armabat.
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    Avete notato come, di giorno in giorno, sempre più, non ci mancano occasioni per abbrutirci nonostante i propositi di "buona condotta" e malgrado le azioni di training autogeno messe in atto per non perdere il controllo di sé?
    Dubito fortemente sul fatto che qualcuno possa rimanere estraneo a tali problematiche ma, come si dice: l’eccezione conferma la regola. In ogni caso, bravi e fortunati coloro che resistono alle forti pressioni che indugono a tenere comportamenti aggressivi. Frequentemente la cronaca è costellata di fatti cruenti che scaturiscono da motivazioni sempre più futili e mentre ci interroghiamo sul perchè i protagonisti di queste tristi vicende sono giunti a così efferati epiloghi in molti dimentichiamo di verificare il nostro livello di malessere.
    Non è che per caso, anche per un breve istante, ci è balenata l’idea di addivenire alla soluzione "rapida" di un qualche problema che ci assilla?
    Attenzione, che questo possa avvenire non rappresenta certamente un dramma, lo sarebbe se il tarlo cominciasse a fare breccia nella nostra personale "tenuta" e agirasse anche l’ultima delle barriere che ancora resistono senza la necessità di superiori giustificazioni: il nostro personale buon senso.
    Se crolla anche quest’ultima fragile barriera allora dobbiamo incominciare a preoccuparci e soprattutto dovrà maggiormente preoccuparsi chi ci sta vicino.
    Purtroppo, il rischio che il "buon senso" non sia sufficiente a frenare pericolose pulsioni è reale, anzi più che documentato.
    Pertanto, salvaguardiamo la nostra integrità, prima di ogni cosa, e cerchiamo di individuare l’origine di tale malessere.
    Quello della instabilità psichica è un fenomeno particolarmente diffuso nelle cosidette società avanzate cioè, dove, paradossalmente, il sistema iper-tecnologicamente avanzato, organizzato e programmato per garantire maggior sicurezza determina, invece, un senso diffuso di insicurezza e malessere.
    L’uomo in questo contesto sembra aver smarrito il senso del proprio essere. Privo di riferimenti è in balia al caos interiore. Abbandonata ogni espressione ordinata l’uomo è stato risucchiato da un vortice che lo ha reso folle. La confusione, conseguenza della mancanza di una vera e propria scala di valori, è sovrana e disorienta tutto e tutti. Assistiamo così, quasi fosse normale, ad incredibili paradossi: mentre in prevalenza l’umanità si caratterizza per il suo materialismo e il suo sfrenato individualismo, si continua a rappresentare la società in cui vive come tollerante, egualitaria.
    Ma a quali mete alte aspira un materialista, e sopattutto, come può un narcisista, egocentrico individualista essere nella condizione di progettare e realizzare una società giusta, equilibrata, ordinata? Chi può dare ciò che non conosce, non ha o peggio a cui tutto antepone tutto il proprio egoismo?
    Assistiamo alle azioni di uomini che schiavizzano altri uomini, oggi più che ieri, che commerciano esseri umani per farne pezzi di ricambio, che proteggono la foca monaca e favoriscono l’aborto, che portano il benessere facendo la guerra, che professano la pace sociale alimentando l’odio.
    Insomma, la pazzia impazza, tutti concorrono al grande caos e tutti aspirano a venirne fuori.
    Come? Cosi facendo e così restando, certamente no.

    Armabat