Blood Diamond

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    Pubblichiamo una recensione del film "Blood Diamond" giunta in redazione. Ringraziamo l’autore e ribadiamo l’invito ad inviare i vostri contributi a web@raido.it per partecipare attivamente alla crescita del blog.

    Il film è una fotografia della guerra civile che ha dilaniato il Sierra Leone negli ultimi anni, crudo e d’impatto per le molte violente scene di guerriglia urbana, ovviamente alla maniera holliwoodiana che a molti piace tanto, queste immagini descrivono il senso di impotenza del popolo africano nei confronti di tali avvenimenti.
    In questo scenario si svolge una delle tante e tristi storie di una famiglia africana costretta a convivere con il destino della loro terra Madre…."assetata di sangue come il colore che la dipinge ai nostri occhi".
    Ampiamente accusata di controllare e gestire il mercato di diamanti mondiale, l’azienda De Beers, nel film sotto altro nome ma sempre di origine olandese, viene chiamata in causa come unico capo espiatorio di tutta la vicenda; in un unico momento, quando il contrabbandiere Di Caprio espone alcuni dei segreti sullo smercio e sulla lavorazione dei diamanti, arrivato nella narrazione al porto di Anversa, è possibile scorgere in qualche millisecondo un pallida immagine dei compratori senza scrupoli.
    La speranza è che più persone possano vedere questo film di denuncia, per capire (se ancora ce ne fosse bisogno) come la logica mercantile del profitto non si fermi davanti a nulla. E la speranza è anche che gli spettatori si pongano delle domande: come e da dove arrivano le pietre preziose? Possiamo fare qualcosa contro queste speculazioni monopolistiche o di cartello? I titoli di coda suggeriscono che l’unica arma la abbiamo noi, attraverso il boicottaggio del commercio di preziosi.
    Se non è proprio l’unica è un buon inizio….del resto a Sparta l’esibizione di gioielli e preziosi era considerata una vanità superflua assai lontana dalla virtù. Si potrebbero dire tantissime altre cose ma crediamo che le brevi considerazioni qui indicate siano solo uno spunto che inviti anche a non accontentarsi della visione del film (con le sue verità preconfezionate) per cercare una conoscenza approfondita dei fatti.