“Mi ricordo montagne verdi…”

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    Nella Cina turbo-capitalista non c’è spazio, né tanto meno tempo e denaro, per consentire uno sviluppo che sia in armonia con il territorio ed i diritti dei suoi abitanti. E’ questo il motivo che sta alla base dell’opera di “riforestazione” del monte cinese di Laoshou, il quale sfruttato massicciamente come cava di pietra presentava un lato completamente brullo, che è stato sapientemente riverniciato dall’amministrazione locale con una “naturalissima” vernice verde metallico. Lo “sviluppo sostenibile” è dunque realtà…se l’ecologismo è di facciata…

    PECHINO – Per risparmiare i soldi della riforestazione del monte cinese di Laoshou (Vecchia testa) sfruttato negli ultimi sette anni come cava di pietra che ha chiuso i battenti l’anno scorso, l’amministrazione comunale di Fumin ha deciso di dipingere di verde il lato brullo della montagna. La decisione è arrivata dopo le proteste della popolazione, a causa della polvere che continuava a cadere sulle case della valle.

    IMBIANCHINI AL LAVORO PER 45 GIORNI Una squadra di una decina di imbianchini si è messa così al lavoro per 45 giorni e ha pitturato di verde metallico il fianco del monte. Il costo dell’opera è stato all’incirca di 50 mila euro, ha calcolato un quotidiano, sottolineando che il colore verde, scelto dall’ufficio comunale agricoltura e boschi di Fumin, rispetta le regole del “Feng shui”, le pratiche millenarie che dettano la disposizione degli oggetti e della luce in casa e nel giardino.

    corrieredellasera.it