Unità operanti, orientamenti organizzativi (II)

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    Le Unità Operanti sono ordinate da impegni e scadenze ritmate, e verso queste non si ammettono diserzioni o negligenze, se non per causa maggiore. Devesi riconoscere un significato rituale il veder riunita la comunità in un giorno e in un’ora prestabilita della settimana, il contribuire finanziariamente versando il 10% delle proprie entrate mensili, l’assumersi responsabilità che misurano la capacità di sacrificio e di disponibilità dinanzi a sé, al “gruppo” e all’Idea.

    Appuntamenti disertati, mancanza di puntualità, attaccamento al denaro o a tutto ciò che si ritiene “personale”, non si possono tollerare. Si deve essere severi con chi è insofferente a queste regole, che trasmettono ordine all’azione e “risanano” il singolo da inquinamenti in lui preesistenti.
    Durante le riunioni saranno verificati i compiti assegnati ad ogni militante, si valuteranno i risultati e le difficoltà incontrate, verranno esaminate le proposte e le prospettive per migliorare l’attività del gruppo. Inoltre si svolgeranno delle chiarificazioni su avvenimenti di attualità, per offrire ai militanti alcuni spunti di riflessione, a questo scopo, utile si dimostra la lettura dei testi tradizionali, in particolar modo le opere di R. Guénon e di J. Evola. Si badi a non cadere però in un sterile intellettualismo, privo di una successiva messa in pratica di ciò che si è letto.
    Per la realizzazione di tutto ciò, ricopre un ruolo fondamentale la responsabilità di chi è al “vertice” del gruppo, che dev’essere trainante e presente nei confronti della base militante. Attraverso il suo stile, il capo dovrà irradiare ai militanti la strada da seguire. In chi è riposta la funzione di “reggente” dell’Unità Operante, devono vivere le virtù dell’Uomo Nuovo, così da essere esempio per tutti. Tra le sue prime responsabilità, vi è il dovere di vigilare contro ogni insidia ed in particolar modo contro ogni degenerazione, come ad esempio il “gerarchismo”, vera antitesi della Gerarchia. Nel “gerarchismo” i ruoli sono visti fini a sé stessi e difficilmente corrispondono alla reale qualificazione delle persone. Laddove questo “cancro” prevale, il clima che si instaura assomiglia più a quello di una caserma, dove hanno il sopravvento tirannìa e paternalismo, col risultato di negare la possibilità di emergere a chi ne ha le capacità. La Gerarchia, è bene ricordarlo, non è una scala burocratica che si ascende dopo tanti anni di anzianità, la Gerarchia è soprattutto qualità, il capo è colui che meglio di altri riesce ad incarnare i Valori ed è esempio per gli altri.

    Alcune parole, infine, devono essere spese riguardo all’attività esterna che si dovrà svolgere, tenendo presente che vi è la necessità di conquistare spazi d’azione al di fuori della propria piccola cerchia di conoscenze. Il compito è quello di individuare il progetto e i mezzi per muoversi correttamente, ravvisando i vuoti e le possibilità d’azione. La creazione di un’attività economica è sicuramente tra le prime azioni da realizzare, poiché in un mondo dove tutto si muove grazie all’economia, anche la più semplice battaglia politica esige un gran dispendio di denaro. Con questo non bisogna ritenere che lo scopo delle attività economiche sia quello di “far soldi”, ma un intento che rappresenta invece il riflesso della creazione di uno strumento politico efficace. Questa attività consentirà la verifica del singolo e del gruppo in un’iniziativa concreta, misurando il sacrificio di ognuno e il potenziamento della struttura anno dopo anno. Anche se si costituisce una struttura possente, è necessario non perdere mai di vista il motivo che ha spinto la volontà di fondarla, che rimarrà sempre l’affermazione dei Valori della Tradizione e la formazione del militante. Noi infatti, non miriamo a diventare dei buoni imprenditori, ma indipendenti in tutto e per tutto da questo mondo. Le attività da svolgere sono molteplici, ognuno conoscendo la propria realtà territoriale può muoversi con maggior cognizione di causa, ma nello stesso tempo, riteniamo non più prorogabile la creazione di una rete di distribuzione e di diffusione della cultura Tradizionale.
    Aprire librerie o centri di diffusione libraria in ogni città, dove ancora non ve ne siano, dovrebbe essere il compito primario di ogni Unità Operante. Se questo non fosse possibile, è necessario incaricarsi di portare i testi nelle varie librerie o in tutti i posti – biblioteche, privati, ecc. – dove sarà possibile diffonderli. Queste sono solo alcune delle proposte organizzative che sono state sperimentate con successo negli anni passati, e che ancora oggi sono sotto gli occhi di tutti.
    Sappiamo bene che questo “progetto” non può né essere, né divenire “monopolio” di alcuno, perché appartiene a tutti coloro che animati da buona volontà alimentano il proprio fuoco interiore con il Sacrificio e l’Amore, rimboccandosi le maniche per la costruzione del Fronte della Tradizione.

    tratto da "Unità operanti per il Fronte della Tradizione", Raido, Collana "La formazione del militante della Tradizione.