Pensare ti è vietato!

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    Getta nuova paura e scompiglio in Germania l’ascesa elettorale delle formazioni politiche di estrema destra, colpite a loro volta dalla sempre più frequente repressione poliziesca. Le ultime statistiche “ufficiali”, riportano che solo nell’ultimo periodo sarebbero state ben 18 mila le azioni criminose compiute da aderenti a questi movimenti. Confrontando le statistiche emerge però che su 18 mila segnalazioni acquisite, solo 1100 riguardano atti di violenza fisica, di conseguenza sembra ovvio pensare che le restanti 16900 denunce siano in realtà delitti di opinione puniti per legge, poichè equiparati ad azioni criminose. A pensar male si fa peccato…e reato!

    Sono state più di 18mila, solo nel 2006, le azioni criminali commesse dai neonazisti in Germania. Una simile ondata di violenza da parte dell’estrema destra non era mai stata registrata da quando, nel 2001, è stato introdotto il sistema di definizione che riconosce gli atti di criminalità motivati politicamente. Rispetto all’«annata record» del 2005, quando furono segnalati quasi 16mila delitti, c’è stato un aumento del 14%. Dal 2004 l’aumento è invece del 50%. I dati provengono direttamente dall’Ufficio criminale federale, il Bundeskriminalamt (Bka), che periodicamente raccoglie le segnalazioni della polizia dei Länder. Le cifre sono state pubblicate qualche giono fa sulla prima pagina del Tagesspiegel. Il quotidiano è entrato in possesso delle informazioni che il Bka aveva redatto in un rapporto confidenziale per il ministero degli interni tre settimane fa. Secondo quanto riportato dal giornale berlinese, non si era mai verificata una esplosione di violenza neonazista di questa entità da quando la Germania è tornata a essere una sola, il 3 ottobre del 1990. Col numero dei delitti è cresciuta anche la frequenza e l’intensità della violenza contro le persone. Delle 18mila azioni criminose, gli atti di violenza fisica sono saliti a più di 1100, con un aumento dell’8% rispetto al 2005 (nel 2004 erano stati segnalati 832 casi). Al contrario di quanto ci si potesse aspettare, lo svolgimento degli ultimi mondiali di calcio non ha giocato un ruolo rilevante. I dati raccolti dal Bka dipingono una situazione addirittura peggiore di quella che il ministro degli interni, il cristianodemocratico Wolgang Schäuble, aveva riportato in parlamento in risposta all’interrogazione parlamentare del gruppo die Linke, l’opposizione da sinistra al governo di Angela Merkel. Lo stesso sindacato di polizia ha avvertito allarmato che «l’estremismo di destra sta avanzando in tutto il paese». Secondo il presidente del sindacato, Konrad Freiberg, «la cosa più pericolosa è che la destra estrema ha penetrato il centro borghese della società tedesca». Non si può più parlare di un problema di gruppi sociali emarginati, ha continuato Freiberg. La sfilza di dichiarazioni rituali del mondo politico, preoccupato per l’aumento dei delitti, non si è fatta attendere. Da parte socialdemocratica è rispuntata l’idea della convocazione di un vertice straordinario sulla democrazia per elaborare una strategia in grado di sconfiggere l’estremismo di destra. Mentre i Verdi chiedono un’«offensiva democratica» nelle scuole e die Linke il sostegno alle iniziative della società civile e dei centri per le vittime della violenza neonazista. Il presidente del sindacato di polizia è però scettico: «L’unica strategia contro la destra è quella di rioccupare gli spazi sociali dai quali la politica e i sindacati sono arretrati». Freiberg è a favore della messa fuori legge dei partiti di estrema destra, con tutti i problemi che comporterebbe: «È perverso che l’Npd si finanzi con i rimborsi elettorali previsti dal nostro sistema partitico», ha detto.

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