Ordinaria repressione

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    Due rapporti di gruppi umanitari operanti nei territori occupati, denunciano la politica aggressiva e repressiva dello stato di Israele: non ci sorprendono ormai più di tanto. Le cose vanno così da troppo tempo, e non ci sorprende neanche come le due relazioni siano passate nell’ombra sui media nazionali. Ci sembra più che doveroso riportare le due notizie. Leggere, e diffondere.

    14.05.2007 – (swisspolitics.org) – Molte migliaia di palestinesi sono stati costretti negli ultimi anni ad abbandonare il centro di Hebron (Cisgiordania) in seguito alla politica applicata dalle autorità israeliane a protezione dei coloni ebrei che vi risiedono. Lo sostiene un rapporto del gruppo umanitario israeliano Betzelem.
    Hebron è suddivisa in due settori: uno sotto autonomia palestinese e il secondo, più piccolo, sotto controllo militare israeliano. Al suo interno si trovano il rione ebraico e il mercato ortofrutticolo palestinese.
    Dall’inizio dell’intifada, afferma Betzelem, per gli abitanti palestinesi di questo settore la città è stata molto difficile. Nei primi tre anni di rivolta sono stati sotto regime di coprifuoco complessivamente 377 giorni, di cui 182 consecutivi. Il rapporto menziona inoltre una lunga serie di imposizioni militari nei confronti degli abitanti palestinesi di questo settore, e anche di prevaricazioni da parte dei coloni.
    Secondo i calcoli di Betzelem, 659 appartamenti palestinesi che si trovano nel settore controllato da Israele sono stati abbandonati negli ultimi anni. Così pure, sono stati chiusi 1141 negozi. La politica israeliana a Hebron, conclude Betzelem, ha colpito direttamente o indirettamente decine di migliaia di palestinesi.

    7.05.07 – (misna.org) – “Pratiche chiaramente classificate come torture dal diritto internazionale”, violenze fisiche, percosse, insulti e umiliazioni inferti da agenti dei servizi di sicurezza israeliani ai danni di detenuti palestinesi sono stati denunciati da due organizzazioni umanitarie israeliane — Betzelem (per la tutela dei diritti umani nei Territori occupati) e Ha-Moked (per la protezione dell’individuo) – in un rapporto pubblicato ieri sulla base delle testimonianze di 73 palestinesi di Cisgiordania interrogati dallo Shin Bet tra l’estate del 2005 e la primavera dell’anno scorso.
    Sospettati di coinvolgimento o appoggio dell’ultima intifada, i detenuti sarebbero stati costretti tra l’altro — secondo notizie diffuse dal quotidiano israeliano Haaretz — a prolungate privazioni del sonno e imposizione di restare in posizioni dolorose per lunghi periodi di tempo. Tel Aviv ha respinto le accuse sostenendo che l’attività dello Shin Bet si svolge inoltre nel rispetto delle norme vigenti con la supervisione degli organi di governo competenti incluso il ministero della Giustizia. Ma Betzelem e Ha-Moked — che chiedono al parlamento una legge contro “torture e sevizie” ed eventuali connesse impunità, hanno anche denunciato “collusioni” tra lo Shin Bet e il sistema giudiziario.