Spinta all’aborto

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    Ecco come le famiglie oggi, oltre alle istituzioni, si comportano di fronte ad una difficoltà di non poco conto: una ragazza in attesa di un bambino viene minacciata dai suo familiari affinchè abortisca. Oltre ai consultori, già zeppi di pro-abortisti che spesso riescono a convincere la ragazza ad "interrompere la gravidanza" (chiamiamolo per quello che è, cioè uccidere un bambino), anche le famiglie, che dovrebbero garantire un certa unità, spingono all’aborto. La ragazza in questione, fortunatamente, ha preso la decisione di tenere il bambino che ha in grembo.

    GENOVA – Da tempo subivano forti pressioni psicologiche e minacce di violenze fisiche da parte della madre e delle sorelle per una gravidanza da interrompere: per questo motivo due sorelle ecuadoriane di 15 e 17 anni, quest’ultima in stato di gravidanza, si sono rivolte a personale della sezione minori della polizia di Genova ottenendo di essere accolte in una struttura protetta. Gli agenti, dopo aver verificato la veridicità della denuncia, hanno infatti trovato una sistemazione per le giovani all’interno di una struttura di sostegno e protezione. La ragazza in stato interessante, alla decima settimana, ha manifestato la volontà di portare avanti la gravidanza, hanno riferito le forze dell’ordine, nonostante i parenti l’avessero ripetutamente minacciata per spingerla ad abortire.

    In base a quanto ricostruito dalla polizia, le due sorelle hanno subito maltrattamenti fisici e psicologici sin dalla più tenera età. Dopo l’ennesimo pestaggio ad opera della madre, le due si sono presentate nei giorni scorsi presso la questura di Genova e hanno ottenuto un incontro con gli agenti della sezione minori, coordinata dall’ispettore Boldrini, al quale hanno raccontato la loro triste storia fatta di botte, cinghiate e bastonate quasi quotidiane. A sostegno di quanto raccontato, la più giovane ha mostrato numerosi lividi che aveva sulla schiena dopo le cinghiate ricevute nei giorni precedenti. Per paura di ulteriori violenze, non si erano mai fatte medicare in ospedale. Verificata la storia, gli agenti sono intervenuti, chiedendo un provvedimento per sottrarre le due sorelle alla custodia della madre e hanno trovato una struttura protetta a cui affidarle. La diciassettenne, incinta di dieci settimane, ha confermato l’intenzione di portare a termine la gravidanza nonostante le minacce di ritorsioni da parte della famiglia, in particolare della madre. La giovane è fidanzata con un connazionale, anche lui minorenne, che si è detto disponibile ad assumersi le proprie responsabilità di padre.

    Fonte: www.ansa.it