Abbiamo fatto ripartire…cosa?!

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    Sappiamo che è un uomo che pensa più alla sua virilità che al Paese…sappiamo che ha in mano un governo che è in bilico dal giorno in cui è stato formato…sappiamo che tanto gli Italiani non rivoteranno mai e avranno voglia di cambiare…sappiamo che (giustamente) tutti – o quasi – si lamentano di questo governo…sappiamo che sta accelerando la deriva del paese e la sua disunità…ma che Prodi, dopo quest’anno di mal-governo, dice "Abbiamo fatto ripartire l’Italia", non vi sembra un pò una presa per i fondelli?

    ROMA – «Abbiamo fatto ripartire l’Italia». Il presidente del Consiglio Romano Prodi rivendica nuovamente i successi del suo primo anno di governo. «Ci eravamo promessi di far ripartire l’Italia. Ci siamo riusciti e oggi possiamo affermare soddisfatti che l’Italia cresce» scrive il premier nell’opuscolo «Un anno di governo», distribuito al termine del consiglio dei ministri in occasione dell’anniversario dell’esecutivo.
    «I sostegni alle famiglie e alle condizioni di particolare bisogno andranno rafforzati ed estesi sia sul piano delle agevolazioni fiscali e dei trasferimenti monetari, sia ponendo al centro dell’azione del governo le politiche troppo spesso dimenticate della casa», scrive Prodi nel documento.

    LA CONFERENZA STAMPA – «Abbiamo ritrovato competitività e sviluppo e messo in ordine i conti in un tempo molto più rapido del previsto» ha poi detto il presidente del Consiglio nella conferenza stampa sul primo anno di governo. «Dalla crescita zero siamo arrivati alla crescita 2», ha aggiunto, con riferimento alla previsione di una crescita del 2% quest’anno. Prodi ha poi rimarcato come per il 2011 è previsto il raggiungimento del pareggio di bilancio.

    CRESCITA – «Il Paese può crescere nel 2007 del 2% e si può fare anche meglio. Tutto questo si può ottenere mantenendo l’equilibrio del bilancio» ha aggiunto Prodi.
    Sono cinque i punti al quale l’esecutivo si dedicherà nei prossimi mesi: tutela del cittadino intesa come sicurezza e garanzia per previdenza e salute; infrastrutture; rilancio ricerca; nuove politiche per la casa e nuove politiche famiglia ha spiegato ancora il premier.

    REDISTRIBUZIONE – «I mesi che vengono saranno quelli della distribuzione alle famiglie e all’economia dei frutti del risanamento finanziario e della lotta all’evasione fiscale» ha sottolineato il premier.
    «Le entrate una tantum che sono di dimensione più contenuta rispetto a quella di cui si è parlato, andranno destinate all’infrastrutturazione del Paese e al trasporto locale» ha aggiunto il presidente del Consiglio.

    ENERGIE RINNOVABILI – Il governo intende rafforzare le politiche energetiche e quelle che si fondano sulle energie rinnovabili ha detto successivamente Prodi. «Non abbiamo ancora interiorizzato le decisioni prese nell’ultimo consiglio europeo», spiega Prodi «la sfida delle energie rinnovabili entrerà con forza nel nostro sistema produttivo».

    RISANAMENTO – «Non ho tenuto conto della popolarità delle misure prese, mi sono messo in testa di risanare i conti e l’ho fatto, nel disinteresse assoluto mio personale e, cosa per cui mi sono giunti rimproveri, della maggioranza di governo. Ma credo che si dovesse fare così e se lo avesse fatto il governo che ci ha preceduto, ci avrebbe lasciato un’eredità ben diversa» ha spiegato il premier, che poi si è lamentato delle difficoltà nella conversione in legge dei provvedimenti del governo.
    In una situazione di non blocco fra maggioranza ed opposizione non saremmo nella situazione attuale: il Consiglio dei Ministri ha approvato 104 disegni di legge ed il Parlamento ne ha approvati 10» ha proseguito Prodi.
    Il premier poi promette che dalle prossime settimane verranno adottati «provvedimenti concreti» per ridurre i costi della politica e della pubblica amministrazione.

    PENSIONI E CONTRATTO STATALI – «Stiamo lavorando in modo costruttivo» con i sindacati «per trovare un accordo costruttivo» sul contratto degli statali e «non solo sulle pensioni in senso stretto, ma su tutto il Welfare, compresi gli ammortizzatori sociali» ha successivamente assicurato il premier.

    TESORETTO – Prodi è poi tornato sul tema del cosiddetto «tesoretto». Per sapere a quanto ammonta il «tesoretto», ci sarà bisogno di ancora un po’ di tempo ma la sua destinazione resta confermata ha fatto intendere il premier. «Il tesoretto – ha detto Prodi – andrà per i due terzi alle fasce più deboli, e un terzo alle imprese e allo sviluppo: avrei bisogno di avere i conti di giugno per la definizione dell’aspetto quantitativo». E poi ha aggiunto: «Purtroppo questa discussione che c’è stata ha dato l’immagine di una somma infinita che purtroppo non è».

    PIANO CASA – « Il problema della revisione dell’Ici si inquadra in una politica che intende aiutare le categorie più disagiate. Stiamo lavorando su una politica per la casa, di cui discuteremo anche nel prossimo Consiglio dei Ministri e in quest’ambito si trovano anche le riflessioni e le proposte per la revisione del catasto e per le imposte sulla casa come l’Ici» ha aggiunto Prodi.

    NO ALLA VERIFICA – Il premier ha poi escluso la possibilità che ci sia una verifica di governo dopo le elezioni amministrative, dicendo no alla richiesta del ministro della Giustizia Mastella.

    PARTITO DEMOCRATICO – Il Partito democratico «è un fatto straordinario che giova alla democrazia italiana e non solo alla maggioranza. Si tratta però di un accorpamento che sarà molto utile anche al governo» ha concluso il presidente del Consiglio

    Fonte: www.corriere.it