Aggredito perchè libero

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    Urla, spintoni e poi la denuncia e la conferenza saltata. Dopo la chiusura dei locali dell’Università di Teramo in questi giorni, per impedire che Faurisson tenesse la conferenza sull’olocausto alla quale era stato invitato, alla fine, dopo aver subito l’aggressione di fantomatici "figli di deportati", la denuncia è scattata. Attenzione! Non per chi ha aggredito, ma per lo storico! La vicenda ha, come al solito quando si parla queste questioni scottanti, dell’assurdo. Come si mettono in discussioni le tesi "storiche" prefabbricate, si viene tacciati di antisemitismo. Come si tocca quel tasto, si grida allo scandalo e al voler "minacciare Israele". L’hanno visto tutti quel che è successo al libro Pasque di Sangue e il massacro mediatico del suo autore (ebreo) che aveva scientificamente studiato gli anni di cui parlava e gli omicidi rituali di cui parlava, hanno visto tutti quello che stanno facendo contro chi prova a discutere con dati storicamente validi certe tesi. Hanno visto tutti che la democrazia è un’optional per chi si erge a suo detentore massimo, negandone i principi che ne stanno alla base (libertà di parola?) quando lo ritengono più comodo. Hanno visto tutti chi è l’aggredito e chi l’aggressore. Eppure i media continuano a dare ragione a quest’ultimi. Perchè?

    TERAMO – Urla, botte spintoni, e alla fine l’intervento della polizia. E’ finito così il tentativo di organizzare a Teramo un seminario di storia cui era stato invitato Robert Faurisson, lo storico francese negazionista secondo il quale "le pretese camere a gas hitleriane e il preteso genocidio degli ebrei formano un’unica e sola menzogna storica". Contestato e aggredito da un gruppo di ebrei romani che affermavano di essere parenti di deportati, Faurisson è stato alla fine invitato dalla Questura ad annullare la sua conferenza.

    La notizia è riportata sul Corriere della Sera di oggi 19 Maggio 2007, alla pagina 21.