Stare con Putin?

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    Si è svolta ieri, alla presenza di circa cento persone, la conferenza di Maurizio Blondet organizzata per presentare la sua nuova pubblicazione "Stare con Putin?", edita da Effedieffe. Le tesi del giornalista risultano come sempre interessantissime e fuori dagli ordinari schemi dei media. La presentazione del saggio di Blondet ha evidenziato gli  aspetti che nessun giornale o quasi sottolinea, per individuare quei fattori che fanno della politica di Putin una alternativa seria e reale alla politica statunitense. Il dibattito che ne è scaturito, grazie alle domande di chi ha assistito, ha reso il tutto più completo e ha aperto gli occhi di molti sulle questioni che riguardano la vita di ognuno di noi e della politica ed economia internazionali. La serietà di ricerca e l’acume di Blondet lo rendono senza dubbio uno dei personaggi e studiosi più interessanti e importanti dell’attuale mondo giornalistico italiano.

    Di seguito riportiamo la descrizione del libro,ordinabile a questo indirizzo.

    Blondet sarà inoltre il relatore della conferenza organizzata da Raido per il 9 Giugno prossimo, dal titolo "Chi Governa il Mondo – Lobbies e centri di potere occulto", che si terrà presso la sala Ouverture, in Via Tripoli 22, Roma. Maggiori info su www.raido.it

    L’eurocrazia di Bruxelles, la stessa che vuole la Turchia ed Israele in Europa, vuole tenerne la Russia fuori. È una prova in più della sudditanza della burocrazia oligarchica europea ai poteri forti “americani”. È infatti Zbigniew Brzezinsky, ossia il Council on Foreign Relations, ad aver elaborato il progetto di separare fisicamente la Russia dall’Europa, circondandola di “democrazie colorate” (Ucraina, Georgia, etc.) filo-americane appositamente create e finanziate. La colpa di Putin è di aver ridato alla Russia le materie prime che i poteri finanziari occidentali avevano comprato a un centesimo del loro valore durante le cosiddette “privatizzazioni” di Eltsin. Il caso Yukos è esemplare: un mafioso di nome Khodorkovsky comprò di fatto l’intero patrimonio energetico ex-sovietico (valore di Borsa, 19 miliardi di dollari) con 250 milioni anticipatigli dai Rothshild di Londra. Da quando Putin ha messo in galera Khodorkovsy e costretto alla latitanza altri “oligarchi” suoi pari, il capo del Cremlino ha smesso di piacere: non è democratico, disprezza i diritti umani, massacra i ceceni, fa uccidere la Politkovskaya, fa avvelenare Litvinenko e così via. E va tenuto lontano dall’Europa. La nostra tesi è ovviamente il contrario. Se c’è un destino manifesto per l’Europa dopo il crollo sovietico e dopo l’11 settembre, è che deve integrare la Russia. E precisamente la Russia di Putin, il solo leader, apparso dopo tanti anni, che difenda l’interesse nazionale invece di quello delle lobby globali.

    Stare con Putin?
    Pag. 307 € 22
    Ed. Effedieffe

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