Davide vs. Golia

    285

    Qualche anno fa la notizia del panettiere di Altamura che sconfisse la concorrenza del gigante Mac Donald’s, fino a farlo fallire, fece parlar molto. E dal canto nostro la ritenemmo una piccola ma significativa vittoria. Ora quella storia diventa un film, e la nostra speranza è che i prodotti italiani ed europei abbiano la meglio sulle multinazionali del mangiar-male. Non è un caso se Feuerbach disse che "L’uomo è ciò che mangia". Niente di più vero: facendo due calcoli, si può ben capire che razza di uomini crescano adesso…

    ROMA – La notizia, qualche anno fa, fece il giro del mondo. Finendo dritta dritta sulle pagine dei quotidiani stranieri, dal New York Times a Liberation. Attratti da una storia in cui il localismo vince sulla globalizzazione, la bravura di un artigiano sul potere di una multinazionale, l’unicità dei sapori sulla riproducibilità dei menù. Grande protagonista della vicenda, un panettiere di Altamura, in Puglia, che sconfisse, umiliò e costrinse alla fuga nientemeno che… il colosso dei colossi, ovvero McDonald’s. Con queste premesse, non sorprende che l’episodio in questione – così intrigante, così intrinsecamente cinematografico – sia diventato film. O meglio una docufiction (mix di realtà e ricostruzioni con attori, molto in voga in questi anni) diretta dal regista Nico Cirasola, e prodotto da Gianluca Arcopinto a Alessandro Contessa per Pablo Bunker Lab. Una pellicola ancora in lavorazione, di cui vi mostriamo, in esclusiva, il primo trailer. Ma facciamo un passo indietro. Perché per raccontare questo film dai mille sapori – quello del pane fresco di forno, ma anche quello delle friggitrici per hamburger e patatine – conviene partire dalla vicenda che lo ha ispirato. Tutto comincia nel 2001, quando ad Altamura, provincia di Bari, viene inaugurata, tra la curiosità di tutti gli abitanti, una grande, fiammante sede di McDonald’s: un ristorante di 550 metri quadri, con tanto di massiccia campagna promozionale in tutta la zona, portata avanti con le più aggiornate tecniche di marketing. Sembrava un trionfo annunciato. E invece, per questa ennesima filiale del fast food più celebre del mondo, arriva la Nemesi. Nei panni – tranquilli, apparentemente innocui – di Luca Digesù, di professione panettiere. Che, spinto anche da tale Onofrio Pepe, presidente di un’associazione costituita per tutelare la cultura alimentare locale, decide di osare l’inosabile. Di sfidare il gigante, e proprio a un passo da casa sua. In pratica, di aprire una piccola bottega di prodotti freschi, una focacceria, proprio accanto al megaristorante. Morale della favola: la concorrenza di Luca è spietata. E il colosso è costretto a chiudere i battenti: nel giro di un anno e mezzo, il fallimento è inevitabile. E dunque non sorprende che la vicenda abbia interessato anche i media stranieri: non è storia di tutti giorni, che una focaccia (pugliese, nel caso specifico) affossi i Big Mac. Una classica vicenda di orgoglio regionale che ha spinto il regista Nico Cirasola, insieme ad Alessandro Contessa, a ricavarne un soggetto. Che poi è diventato la sceneggiatura di un film dal titolo Tu vo’ fa’ l’ammericano, che vede – nelle parti non documentarie ma di finzione – comparire, come attori, Onofrio Pepe, Luca Cirasola e Tiziana Schiavarelli. Ecco la trama. Onofrio, altamuriano doc, come ogni domenica assiste allo spettacolo dei pupi, nella villa del Paese. E proprio mentre vediamo in scena Pinocchio e Lucignolo nel paese dei balocchi, lui comincia a raccontare a due bambini la storia vera del grande fast food e della focacceria. In cui i personaggi reali si mischiano e si confondono con quelli, più grotteschi, frutto della fantasia; il macellaio, il netturbino, il barbiere. E poi, immancabile, l’happy end: non solo la vittoria di Davide contro Golia, ma anche i panettieri che vanno in trasferta negli Usa con una missione precisa. Convertire anche gli americani alla bontà della focaccia… Questo il progetto. Solo in parte realizzato: sono state fatte già delle riprese, da cui è stato ricavato questo primo filmato promozionale. "Necessario – come spiega il produttore, Alessandro Canessa – per trovare sponsor. Insomma l’avventura è partita con una grande ricchezza più di idee che di denaro. Con la voglia di dimostrare che il cinema italiano deve recuperare passione e gioia, puntando su storie legate alla cultura e al territorio del nostro Paese". E se i realizzatori avranno anche solo la metà della determinazione dei panettieri di cui celebrano le gesta, possiamo essere certi che l’impresa riuscirà.

    Fonte: www.repubblica.it