Niente di nuovo

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    Grande scalpore ha provocato il discorso di Montezemolo durante l’assemblea degli industriali. Nulla di sorprendente invece per molti. Recentemente avevamo preso spunto da un sondaggio economico, che evidenziava la non felice situazione economia degli Italiani, per sottolineare l’esistenza di una "casta" privilegiata, quella dei politici e dei loro amici. Montezemolo ha solo detto ciò che tutti sappiamo, ciò che solo chi ci governa, non vuole dire: che la classe politica non ha idee, se non quella fissa di rimanere incollati alla poltrona, non ha progetti, vive parassitamente sul lavoro, quello vero, quello sudato, degli italiani.

    ROMA – E’ stato un attacco, senza riserve, alla politica, alla mancanza di leadership, all’assenza di un progetto capace di guardare al futuro del Paese, che invece deve essere "un dovere". Quello che il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo ha lanciato dal palco dell’Assemblea annuale degli industriali, è stato un messaggio senza veli, quasi un manifesto per il tanto chiacchierato suo ingresso in politica. Un attacco che ha raccolto consensi incondizionati dalla platea degli imprenditori, riunita all’Auditorium della Musica progettato da Renzo Piano, e che ha provocato la reazione immediata del premier Romano Prodi che, seduto in prima fila, si é lasciato sfuggire: "si commenta da solo". Chi si aspettava una relazione che tirasse le fila dei 3 anni di presidenza, visto che quella di quest’anno è stata l’ultima Assemblea da presidente di Montezemolo, ha dovuto ricredersi. Il numero uno di viale dell’Astronomia, pur non trascurando i temi più propriamente industriali, ha subito mirato al ‘bersaglio grosso’. E per sgombrare il campo agli equivoci ha cominciato col rispondere alle
    stoccate che il presidente della Camera Fausto Bertinotti aveva lanciato nei giorni definendo "impresentabile" il capitalismo italiano.

     "Un’autentica falsità", l’ha liquidato Montezemolo. Poi, lancia in resta, l’affondo senza distinzione di parte. "In entrambi gli
    schieramenti – ha tuonato – sembra mancare la forza per dar vita ad un grande progetto Paese che sappia coinvolgere gli italiani e i cui risultati non si vedranno i tempi brevi. La politica è forte solo quando sono forti le sue idee, le soluzioni che propone, gli scenari che offre al Paese e sui quali mobilita le passioni. L’attuale debolezza della politica e la litigiosità dei partiti comportano seri rischi". All’Italia invece "serve capacità di leadership", che vuol dire soprattutto "riconoscere che la cultura del rischio è un valore" e "restituire al Paese parte di ciò che si è ricevuto, per farlo crescere e consentirgli di affrontare nuove sfide". Perché l’Italia – ha continuato Montezemolo, raccogliendo gli applausi della platea – non può
    adagiarsi "sui tempi e i rituali della partitocrazia" ed è necessario "andare oltre, proiettarsi nel futuro, ragionare di come potrebbe essere l’Italia nel 2015" perché "non possiamo più permetterci di no decidere". Per questo "la riforma delle istituzioni, della macchina amministrativa e della politica viene prima di tutto": per far marciare il sistema e  complesso, in Italia è pari a quello di Francia, Regno Unito, Germania e\u003cbr /\>Spagna messi assieme". E le stime parlano "di un costo complessivo\u003cbr /\>vicino ai 4 miliardi di euro".\u003cbr /\>\u003cbr /\>Poi la crescita economica. "Deve essere – ha detto Montezemolo – la\u003cbr /\>missione di tutti" e non solo delle imprese, che già sono le\u003cbr /\>protagoniste di una ripresa di cui "non ci possiamo accontentare" perché\u003cbr /\>"non è ancora consolidata, è fragile e si spegnerà rapidamente se saremo\u003cbr /\>lasciati soli". Liberare dunque le forze produttive cominciando ad\u003cbr /\>abbassare una pressione fiscale sulle aziende che "non è accettabile" e\u003cbr /\>"facendo pagare le tasse a tutti". Ma non solo: riformando le relazioni\u003cbr /\>industriali inserendo più flessibilità, rilanciando le liberalizzazioni\u003cbr /\>e la competitività, premiando la produttività, finanziando ricerca ed\u003cbr /\>innovazione, mettendo mano ad opere infrastrutturali che non possono\u003cbr /\>mancare in un Paese moderno. Per fare tutto ciò – ha concluso\u003cbr /\>Montezemolo – è necessario "ritrovarsi attorno al senso di una missione\u003cbr /\>condivisa" e "costruire, tutti insieme, un clima di fiducia nel futuro,\u003cbr /\>senza temere di essere coraggiosi e responsabili, pragmatici e visionari".\u003cbr /\>\u003cbr /\>fonte: \u003ca onclick\u003d\”return top.js.OpenExtLink(window,event,this)\” href\u003d\”http://www.ansa.it\” target\u003d_blank\>www.ansa.it\u003c/a\>\u003cbr /\>\u003c/div\>”,0]
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    //–> per ridurre "il costo della rappresentanza politica che, nel suo complesso, in Italia è pari a quello di Francia, Regno Unito, Germania e
    Spagna messi assieme". E le stime parlano "di un costo complessivo vicino ai 4 miliardi di euro".

    Poi la crescita economica. "Deve essere – ha detto Montezemolo – la missione di tutti" e non solo delle imprese, che già sono le protagoniste di una ripresa di cui "non ci possiamo accontentare" perché "non è ancora consolidata, è fragile e si spegnerà rapidamente se saremo lasciati soli". Liberare dunque le forze produttive cominciando ad abbassare una pressione fiscale sulle aziende che "non è accettabile" e "facendo pagare le tasse a tutti". Ma non solo: riformando le relazioni industriali inserendo più flessibilità, rilanciando le liberalizzazioni e la competitività, premiando la produttività, finanziando ricerca ed innovazione, mettendo mano ad opere infrastrutturali che non possono mancare in un Paese moderno. Per fare tutto ciò – ha concluso Montezemolo – è necessario "ritrovarsi attorno al senso di una missione
    condivisa" e "costruire, tutti insieme, un clima di fiducia nel futuro, senza temere di essere coraggiosi e responsabili, pragmatici e visionari".

    Fonte: www.ansa.it