Sudditi

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    Il 9 giugno arriverà a Roma il presidente statunitense. Arriverà, tra le altre cose, per spingere Prodi a rafforzare la sua posizione sull’Afghanistan e far capire al mortadella quanto è "importante" il ruolo italiano nel paese occupato. Non c’è ombra di dubbio su come risponderà il nostro caro amato capo di governo. Chinerà la testa al grande padrone?

    ROMA- E’ un numero ancora incerto, che potrebbe variare a seconda delle esigenze che mano mano si presenteranno nelle prossime ore ma l’apparato di sicurezza che sta lentamente prendendo forma potrebbe vedere in strada tra l’8 e il 9 giugno uno schieramento di forze dell’ordine che potrebbe aggirarsi tra i 3 mila e i 6 mila uomini. Le "variabili" da considerare, è stato fatto notare tra gli addetti ai lavori, sono molte. Prime tra tutte il calendario delle visite che vedrà impegnato il presidente degli Stati Uniti negli incontri ufficiali nella capitale. Un programma che ,come in altre occasioni, è sempre definito all’ultimo momento per evitare proprio smagliature nell’apparato di sicurezza. Di certo, è stato precisato, l’apparato sarà "consistente" anche se Roma non verrà militarizzata di certo. Ma addetti alla sicurezza in borghese e in divisa saranno presenti sia nei luoghi ufficiali dove Bush sarà presente sia in altri "obiettivi considerati sensibili". In sostanza oltre a presidiare il Vaticano, il Quirinale, Palazzo Chigi, Villa Taverna e tutti gli obiettivi americani presenti a Roma, si dovrà anche pensare a vigilare i monumenti più importanti, le sedi istituzionali, i porti e gli aeroporti, così come gli scali ferroviari e tutte quelle zone che potrebbero diventare di facile bersaglio per eventuali atti dimostrativi. Quelle che partiranno dalla sera dell’8 giugno saranno quindi 36 ore "ad alta tensione" che comporteranno una serie di difficoltà anche a chi a Roma vive o è in vacanza. Sembra praticamente scontato il controllo totale della zona di Villa Taverna, così come quella dell’albergo dove alloggerà la delegazione americana e anche quella di Trastevere, ove mai venisse confermata la visita di Bush alla Comunità di Sant’Egidio. Una visita che metterà a dura prova l’apparato di sicurezza che dovrà contemplare la difficoltà di attraversare Trastevere con auto blindate e Limousine americane.

    BUSH: "LA VISITA RAFFORZA LE SCELTE DI PRODI" "Prodi sta facendo delle scelte difficili sull’Afghanistan e spero che la mia visità le rafforzera". Così, in un’intervista a La Stampa alla vigilia del suo viaggio in Italia, il presidente Usa, George W. Bush che dice: "Il compito dell’America è promuovere la democrazia nel mondo, anche in luoghi che non sembrano troppo ospitali" "Voglio sedermi con Prodi e parlare con lui di quanto e importante l’impegno italiano in Afghanistan, ora e in futuro", afferma Bush che aggiunge: "il ruolo italiano è importante, far sapere agli afgani che esiste la volontà di aiutarli a consolidare la loro giovane democrazia. L’Italia – sostiene – dà importanti contributi nell’addestramento della polizia e dell’apparato giudiziario. Sono di valore". Quanto al suo calo di popolarità in America e alle contestazioni all’estero Bush sottolinea che "le decisioni prese in Iraq e Afghanistan sono state giuste (…) Sento cosa dice la gente ma la nostra nazione è stata attaccata ed è ancora minacciata. La migliore maniera per difenderla è andare all’attacco e non lo facciamo da soli, ma con alleati e amici.(…) Siamo impegnati – sottolinea – in una lunga guerra contro nemici che usano grandi risorse per sconfiggere le democrazie".

    TERRORISMO: COOPERAZIONE CON ITALIA E’ SOLIDA ”La cooperazione di intelligence fra noi e l’Italia e’ solida”, prosegue George W. Bush che sottolinea: ”ci parliamo in maniera tale da proteggerci a vicenda perche’ i nemici vogliono ancora colpirci”. ”Sono pericolosi, ideologici – spiega Bush – e dobbiamo prenderli sul serio. Il rischio resta, ho bisogno del pieno impegno delle nazioni libere su questo terreno. L’Italia e’ un forte alleato a tale riguardo, lo apprezzo molto”.

    SCUDO SPAZIALE: MOSCA SBAGLIA AD ACCUSARCI Sullo scudo spaziale ”siamo molto trasparenti con Mosca (…) vogliamo condividere la tecnologia non abbiamo nulla da nascondere ma schierare lo scudo e’ la cosa giusta da fare” rileva Bush che rivela di temere che ”un missile iraniano possa essere lanciato verso l’Europa e verso qualsiasi altro nostro alleato” .”Il mio amico Putin vede nello scudo qualcosa che lo minaccia. In realta’ – rileva Bush – lo scudo difende i Paesi Europei dal lancio di missili da Paesi ostili, non dalla Russia che e’ un amico”. Poi, a proposito dell’Iran, il presidente americano dice: ”non vorremmo rovarci nella condizione in cui potrebbe ricattarci. Una maniera per evitarlo e’ la difesa antimissilistica”.

    MANIFESTAZIONI PROTESTA SEGNO DI DEMOCRAZIA Si protestera’ per la mia visita? ”Sono contento di andare in un Paese dove c’e’ la liberta’ di parola, e’ il segno dell’esistenza di una societa’ robusta”, prosegue il presidente Usa. ”Quando si va in Paesi liberi spesso si vedono proteste – afferma Bush -. E’ la liberta’ di parola. E’ possibile che vi saranno proteste non solo a Roma ma anche in Germania. Quando i leader si riuniscono la gente vuole far sapere come la pensa in Tv.(…) Ricordo – sottolinea – cosa avvenne a Genova, fu dura”.

    CONDIVIDO CON PAPA RISPETTO PER DIGNITA’ UMANA Con il Papa condivido ”il pieno rispetto per vita e dignita’ dell’uomo”, aggiunge il presidente Usa che dice: ”Credo che il Santo Padre e’ lieto del fatto che gran parte della nostra politica estera e’ basata sul principio secondo cui a chi molto e’ dato, molto e’ richiesto”. ”Se il Papa vorra’, mi fara’ piacere parlare – sostiene- di Cuba e del suo desiderio di essere libera. Nel momento in cui c’e’ una transizione verso una nuova leadership il mondo deve lavorare per la liberta’ non per la stabilita”’. (…) ”Riguardo al Libano – prosegue il presidente Usa – confermero’ al Papa il sostegno al governo Siniora”. (…) ”Sulla Cina diro’ al Papa che gli parliamo con chiarezza delle liberta’ religiose (…) e gli assicurero’ che continueremo a batterci per i cattolici in Cina”.

    AMBIENTE: SERVE UN ACCORDO PER IL DOPO-KYOTO Sull’ambiente ”serve un accordo per il dopo-Kyoto”, sottolinea George W. Bush. Il presidente americano afferma che l’accordo ”deve prevedere un obiettivo internazionale sulla riduzione dei gas inquinanti da raggiungere con il contributo non solo di Usa e Ue ma anche di Cina, India e Russia. Ogni nazione – dice – deve darsi un proprio obiettivo compatibile con la propria economia”. (…) Secondo Bush ”bisogna investire nelle tecnologie e poi condividerle con altri”.