La bomba “gay”

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    Ci avevano abituati all’utilizzo di bombe al fosforo sui civili, all’utilizzo indiscriminato della violenza militare nelle nazioni occupate, perfino alle torture nelle carceri speciali ma, mai avremmo pensato possibile la “bomba gay”. E’ proprio quanto invece emerso tempo fa dalle confessioni dell’amministrazione USA, che nel 1994 avrebbe finanziato il progetto di sviluppo d’una bomba, non letale, in grado di produrre devianze omosessuali tra le fila nemiche al fine di indebolirne il potenziale offensivo…

    Per combattere i nemici, il Pentagono, negli anni Novanta, finanziò una serie di studi per produrre la “bomba gay”, un ordigno non letale i cui effetti avrebbero fatto diventare omosessuali i nemici, in questo modo meno efficienti perché attirati dai propri commilitoni. Il programma, confermato dall’amministrazione americana, è stato scoperto da una organizzazione pacifista di Berkeley, in California.

    Nel 1994 un laboratorio dell’Aeronautica, a Dayton nell’Ohio, aveva chiesto fondi per 7,5 milioni di dollari per mettere a punto “una bomba non letale, contenente un prodotto chimico che avrebbe fatto diventare gay i soldati nemici, con lo smantellamento delle unità perché tutti i soldati sarebbero stati irresistibilmente attratti gli uni dagli altri”. In pratica un devastante mix di ormoni afrodisiaci. I soldati nemici, nelle intenzioni del Pentagono, si sarebbero gettati gli uni sugli altri preferendo il sesso selvaggio omosessuale al campo di battaglia.

    L’amministrazione Usa ha confermato lo stravagante piano, precisando che qualsiasi ipotesi di questo tipo è stata successivamente abbandonata.

    Fonte: www.tgcom.it