Alemanno nel vortice. Contro il Capitano

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    Ecco come la politica italiana riesce a trasformare le persone. Oggi è il turno di Alemanno, che tra spirali di potere e poltrone non ha più occhi per discernere la verità e la giustizia dalla menzogna e dall’ingiustizia. Ha infatti punito e chiesto l’espulsione dal partito per un consigliere che non si è “piegato” a votare per la mozione anti-Priebke. Ha dichiarato inaccettabile ogni comportamento di solidarietà al Capitano Priebke. E la schiera dei fini si allunga…

    …E se invece fosse ben consapevole della differenza tra giusto e ingiusto, tra bene e male, tra vero e falso…e deliberatamente scegliesse i secondi in luogo dei primi?…Probabile…
    da Grima a Saruman sono fitte le schiere di coloro che passano sotto le insegne dell’Oscuro Signore perché lo ritengono invincible.

    Il municipio XV approva una mozione di condanna per il permesso di lavoro
    concesso a Erich Priebke; un consigliere di Alleanza nazionale, Augusto
    Santori, vota contro questa mozione (e a favore, quindi, dell’ergastolano) e
    viene deferito alla commissione disciplinare del partito di Gianfranco Fini.
    «Nella mozione – spiega il minisindaco Gianni Paris – il centrosinistra
    invita la Procura militare a impugnare la sentenza per ridare giustizia a
    tutti coloro ai quali è stata negata e invitano tutte le forze politiche
    presenti in Parlamento a restituire dignità al paese attraverso gli
    strumenti a loro disposizione». Nel dibattito in aula Augusto Santori –
    fratello di Fabrizio, consigliere del XVI municipio a sua volta e risultato
    il più votato tra i consiglieri di An a Roma – si scaglia contro la condanna
    a Priebke, e vota contro la mozione. Il capogruppo di An al parlamentino
    della Magliana, Marco Palma, vota con la maggioranza, e il consigliere
    Angelo Pavoncello (Ulivo) invita An a prendere provvedimenti contro Santori.
    «Santori – annuncia il segretario romano di An, Gianni Alemanno – sarà
    deferito alla commissione disciplinare del partito per aver votato in
    difformità dal suo capogruppo. Si è poi scusato, ma il suo in aula è stato
    un comportamento assolutamente sbagliato: poteva sembrare un atto di
    solidarietà a Priebke, fuori dalla linea del partito e per me assolutamente
    inaccettabile».
    (g. i.)
    (16 giugno 2007)
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