Gioielli di famiglia

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    Piani di omicidio, pedinamenti, rapimenti, infiltrazioni in gruppi pacifisti, controllo della posta, esperimenti medici su cittadini Usa. Ce n’è per tutti i gusti, nelle 693 pagine di documenti della Cia a cui la settimana prossima verrà tolto il segreto di stato…Tutto normale. E quand’è che anche in Italia potremmo conoscere le trame più oscure di 60 anni di torbido regime?

    Scheletri nell’armadio. La decisione di desecretare i documenti è stata annunciata ieri dall’attuale direttore Michael Hayden. “I documenti forniscono uno scorcio su un periodo e un’agenzia molto diversi. La maggior parte non è esattamente lusinghiera, ma è la storia della Cia”, ha detto. I rapporti sono stati redatti dopo un’apposita richiesta dell’allora nuovo direttore dell’agenzia, James Schlesinger. Preoccupato dalle indiscrezioni giornalistiche sul coinvolgimento della Cia nello scandalo del Watergate, Schlesinger ordinò ai funzionari dell’agenzia di informarlo su tutte le operazioni “al di fuori” delle legalità sotto i suoi predecessori. Ne emerse così una lista dei vari scheletri dell’armadio dal 1953 in poi.

    I documenti. In quell’anno partì un programma ventennale di intercettazione della corrispondenza tra Stati Uniti e Unione Sovietica, che “in alcuni casi” portò all’apertura delle buste; quattro delle lettere controllate erano indirizzate a Jane Fonda, l’attrice e attivista pacifista poi soprannominata “Hanoi Jane” durante la guerra del Vietnam. Per quattro anni, tra il 1969 e il 1972, fu controllata anche la posta tra Usa e Cina. Tra gli anni Sessanta e Settanta, inoltre, la Cia mise sotto controllo le comunicazioni di diversi giornalisti, perché critici delle attività dell’intelligence o perché sospettati di avere contatti con paesi nemici. Tra il 1967 e il 1971 furono infiltrati gruppi contrari al conflitto in Vietnam. Fu finanziata anche una serie di esperimenti medici su civili usati come cavie. Inoltre, dai documenti emergono vari dettagli sui piani per uccidere Fidel Castro, il dittatore dominicano Rafael Trujillo e il primo ministro congolese Patrice Lumumba. Infine, i documenti portano alla luce anche il sequestro per due anni di un disertore sovietico, della cui sincerità la Cia dubitava.

    La preoccupazione del’amministrazione Ford. In attesa della pubblicazione, ieri il National Security Archive della George Washington University ha divulgato alcuni documenti del gennaio 1975, che illustrano la montante preoccupazione dell’amministrazione Ford sugli abusi della Cia, di cui si cominciava a parlare sui giornali. Un articolo di Seymour Hersh sull’infiltrazione dei gruppi pacifisti, pubblicato nel dicembre 1974 dal New York Times, fu definito “solo la punta dell’iceberg” dall’allora segretario di Stato, Henry Kissinger. “Abbiamo un’istituzione nata 25 anni fa, che ha fatto alcune cose che non avrebbe dovuto fare”, disse al presidente Ford il direttore dell’agenzia di intelligence, William Colby. Dopo l’ammissione di George W. Bush sull’esistenza delle prigioni segrete della Cia nella guerra al terrorismo, qualcuno potrà pensare che in fondo è cambiato poco. Ma per far luce sulle vicende di oggi, bisognerà aspettare qualche altro decennio.

    Fonte: Peacereporter.net