Strangola il figlio, niente carcere

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    E’ quanto successo nei pressi di Palermo. Il padre uccide il figlio autistico, si costituisce dai carabinieri, ancora con il corpo del ragazzo in auto, e il giudice lo scarcera, perchè non ci sono “esigenze cautelari”. Dopo le recenti vicende legate al caso Priebke, questo dimostra che la giustizia italiana, purtroppo, fa acqua da tutte le parti. E vediamo se i difensori della bassa morale italiota saranno pronti a chieder “giustizia” come hanno fatto per un 93enne che 60 anni fa fece il suo dovere di militare. Siamo sicuri di no, perchè c’è giustizia, e Giustizia.

    PALERMO – Propone al figlio autistico di fare una passeggiata fuori porta, poi lo strangola in un luogo appartato. Sono gli ultimi momenti di una tragedia familiare che si è consumata nel palermitano, a Gibilrossa; lo sbocco inevitabile della disperazione di Calogero Crapanzano, un maestro in pensione che, ormai 60enne, non riusciva più ad accudire il figlio Angelo, 26 anni, malato di autismo. Il fatto è accaduto sabato mattina ma se ne è avuta notizia solo oggi.

    Crapanzano era da tempo esasperato per la situazione che s’era venuta a creare in famiglia. Seguiva e accudiva il figlio completamente da solo, da 24 anni. Il ragazzo dava spesso in escandescenze e picchiava i genitori o si feriva da solo. Il padre si era allora anche rivolto alle strutture pubbliche, ma era riuscito ad ottenere solo l’assistenza di alcuni psichiatri che prescrivevano psicofarmaci, in modo da tenerlo sotto l’effetto di sedativi.

    L’ennesimo conflitto è sorto sabato mattina, quando Angelo ha chiesto di smontare il climatizzatore. Il padre ha a quel punto maturato la decisione di ucciderlo. Armato di una corda e di una chiave inglese, con la scusa di una gita fuori città, ha condotto il figlio in un luogo appartato e lì lo ha strangolato. Poi si è consegnato ai carabinieri, dai quali si è recato col cadavere del figlio in automobile.

    Oggi il Gup Donatella Puleo ha convalidato il fermo di Crapanzano ma ha ordinato l’immediata scarcerazione dell’indagato, che si era costituito ai carabinieri subito dopo il delitto. Secondo il giudice non ci sarebbero le esigenze cautelari. Il pm Gaetano Paci aveva peraltro chiesto la custodia cautelare solo per fini probatori, cioè per acquisire elementi di prova e riscontri alle accuse: da accertare solo se l’indagato abbia agito con premeditazione o d’impeto.

    Crapanzano, che lascerà il carcere nelle prossime ore, avrebbe comunicato al suo legale l’intenzione di dare al figlio una degna sepoltura: “Devo andare a Favara a seppellire il mio povero figlio”, avrebbe detto. Favara è la località originaria della famiglia. ( 27 giugno 2007 )
    Fonte: www.repubblica.it