Il «grande terrore» di Londra

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    Articolo tratto da Effedieffe
    Maurizio Blondet
    02/07/2007
    LONDRA – Cominciamo a guardare a Washington.
    John Bolton, l’israelita che è stato ambasciatore americano all’ONU, non ha apprezzato il nuovo governo britannico.
    Specie la nomina di lord Malloch-Brown al Foreigtn Commonwealth Office: questo diplomatico inglese s’è spesso scontrato con Bolton e il suo estremismo bellicista.
    Bolton ha definito la nomina «di mal augurio». (1)
    Fonti del Pentagono citate dal Times hanno detto che il governo Brown, nonostante questi si sia profuso in dichiarazioni di amicizia verso l’amministrazione Bush, ha mandato «segnali contrastanti».


    Il ministero degli Esteri è andato a David Milliband, «che notoriamente esibisce dubbi sulla guerra in Iraq. L’anno scorso, in una riunione di gabinetto, ha chiesto che la Gran Bretagna prendesse una posizione più dura verso l’azione militare di Israele in Libano».
    «La casa Bianca ha notato anche la nomina di John Denham, che diede le dimissioni dal governo per protesta contro la guerra in Iraq, e di Harriet Haman, nuovo vice-segretario del Labour, che voleva che il partito chiedesse scusa per l’invasione»…
    Intanto, la CBS (2) riporta quanto segue: «Poche ore prima che gli artificieri di Londra disattivassero la grande auto-bomba… un messaggio è apparso sul forum internet più usato dai jihadisti, e il messaggio diceva: ‘Oggi io dico: rallegrati, Allah, Londra sarà bombardata’».
    Il sito, frequentatissimo da «jihadisti» che trattano Allah con tanta confidenza (non proprio islamica) si chiama «Al-Hesbah».
    Il commento incriminato vi è apparso alle 8.09 del mattino del 28 giugno, ossia 17 ore prima della scoperta dell’auto-bomba, all’alba del 29.
    Su «Al Hesbah», spiega la CBS, scrivono «gruppi militanti sunniti, Al Qaeda e i talebani, che postano anche video di propaganda».
    Peccato che la chat room «Al Hewsbah» sia registrata presso una ditta di registrazione di domini con sede a Scottsdale, Arizona, come risulta da una ricerca su «Whois.net», che qui sotto riportiamo.

    Domain ID: D104231626-LROR
    Domain Name: AL-HESBAH.ORG
    Created On:15-Apr-2004 14:06:18 UTC
    Last Updated On:10-May-2007 09:27:05 UTC
    Expiration Date:15-Apr-2008 14:06:18 UTC
    Sponsoring Registrar:Wild West Domains, Inc. (R120-LROR)
    Status:CLIENT DELETE PROHIBITED
    Status:CLIENT RENEW PROHIBITED
    Status:CLIENT TRANSFER PROHIBITED
    Status:CLIENT UPDATE PROHIBITED
    Registrant ID: GODA-06221929
    Registrant Name: Registration Private
    Registrant Organization: Domains by Proxy, Inc.
    Registrant Street1: DomainsByProxy.com
    Registrant Street2: 15511 N. Hayden Rd., Ste 160, PMB 353
    Registrant Street3:
    Registrant City:Scottsdale
    Registrant State/Province: Arizona
    Registrant Postal Code: 85260
    Registrant Country: US
    Registrant Phone: +1.4806242599

    Ora, è improbabile che un sito terrorista islamico anonimo venga ospitato in un paese che ha costituito un apposito ministero per combattere il terrorismo (Homeland Security), che continua a frugare nei bagagli a mano dei passeggeri aerei alla ricerca di shampoo e flaconi sospetti, le cui polizie sorvegliano e controllano occhiutamente qualunque minimo segnale di complicità, che dispone di norme d’emergenza (Patriot Act) grazie a cui può fare intercettazioni telefoniche di ogni tipo.
    Si noti che su questo sito americano appaiono «dettagliate dimostrazioni video su come fabbricare una bomba usando bombole di gas».
    Il metodo, come Londra ha ampiamente dimostrato, è inefficace.
    Solo degli inesperti possono credere che, mettendo delle bombole di gas a fianco di una tanica di benzina e dando fuoco alla benzina, il gas «esploda».
    Nel terribile congegno esplosivo manca la componente essenziale degli esplosivi: la sostanza ossidante.
    Nel caso, l’apparato scoperto a Londra poteva far «detonare» le bombole, surriscaldate dalla benzina e dunque in sovrapressione; ciò avrebbe formato una palla infuocata, ma non esattamente un’esplosione.
    Le schegge avrebbero potuto fare molto male a passanti che si fossero trovati vicini, ma non avrebbe potuto provocare «la strage» di cui tutti i media parlano a vanvera.
    Tutto ciò è stato chiarito anche da Larry Johnson, ex agente della CIA, nella trasmissione televisiva di Keith Olberman: «Gli ordigni erano primitivi e non avrebbero ucciso nessuno».
    Si aggiunga che, per la Fox News, «Vari night club in tutta l’Inghilterra erano stati avvertiti che potevano essere bersagli di terrorismo pochi giorni prima del doppio attentato».
    Da chi?
    «Dalla polizia» britannica. (3)
    Può essere significativa la dichiarazione del sindaco di Londra, Ken Livingstone.
    Nell’isteria generale per le auto non esplose, egli ha ricordato che Londra ha visto veri, sanguinosi attentati, per esempio dell’IRA, e attacchi minori di gruppi di estrema destra.
    «Ciò che mi riguarda come sindaco è scongiurare tutti gli atti di violenza che vengono da giovani spostati, siano del British National Party (estrema destra) o di un islamista o un wahabi».

    Wahabi?
    Ken Livingstone ha infatti accusato chiaramente l’Arabia Saudita.
    «Dobbiano capire che quando parliamo della versione wahabita dell’Islam, che è molto intollerante, il nostro problema nell’affrontarlo è il fatto che esso viene dall’Arabia Saudita. Sappiamo che per decenni, un fiume di centinaia di milioni di sterline è arrivato dall’Arabia Saudita, con autorizzazione ufficiale per la forma più intollerante di Islam».
    Per il resto, «in questa città i musulmani sono statisticamente più rispettosi delle leggi dei non musulmani, e meno inclini a usare la violenza per scopi politici dei non musulmani», ha detto alla BBC.
    Stavolta, la polizia è riuscita a prendere vivi alcuni islamici incapaci di detonare, uno dei quali con cintura esplosiva (che non ha detonato) attorno alla vita.
    Possiamo pensare che i dubbi si chiariranno.
    Dopotutto, è facile creare in laboratorio degli esecutori materiali di questo genere, fanatici desiderosi di «fare qualcosa» per rispondere ai massacri di civili che l’Occidente compie in Iraq, Afghanistan e Palestina.
    Non c’è bisogno nemmeno che qualcuno impartisca loro ordini precisi.
    Basta che frequentino il sito Al Hasbah, da cui imparino a fabbricare, usando materiale in libera vendita, bombe che non esplodono.
    Intanto viene rivelato che un rapporto segreto della Homeland Security (guidata dall’israelo americano Michael Chertoff) sostiene che Al Qaeda sta per preparare un attentato «spettacolare» questa estate.
    Ci sono segnali «che ricordano quelli che ricevemmo nell’estate del 2001», ha detto una fonte alla ABC.
    La quale aggiunge che «due settimane fa» i federali avevano avuto «rapporti d’intelligence» che parlavano di possibili attentati «a Glasgow e a Praga», contro «aeroporti e infrastrutture aerportuali».

    Questi avvertimenti non erano stati comunicati allo spionaggio britannico.
    Anche i servizi segreti tedeschi hanno dato l’allarme su un attentato possibile quest’estate.
    Al contrario dell’Homeland Security, hanno reso pubbliche le loro preoccupazioni.

    Maurizio Blondet


    Note
    1) «Gordon Brown et l’inevitable sopuçon de Washington», Dedefensa, 2 luglio 2007.
    2) «Was London plot heralded on the web?», CBS, 29 giugno 2007.
    3) «Report: London nightclub warned before attempted bombing», Fox News, 1 luglio 2007.
    «The Times of London reported Saturday that the police had warned nightclub operators a few days ago of the threat attack».