Tecno-bulli

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    Sembra ormai che il bullismo nelle scuole sia il principale problema di questa società gravemente malata. E tra servizi di telegiornali e speciali di riviste patinate su questo nuovo(?) fenomeno, ecco l’ultima novità, il bullismo online.

    ROMA – Il bullismo dilaga su Internet, le forme tecno-mediate di prevaricazione e violenza che hanno per protagonisti soprattutto gli adolescenti sono infatti un fenomeno che cresce in modo inquietante e i cui danni rispetto al bullismo ‘vecchia maniera’ sono di gran lunga amplificati, perché l’atto corre veloce su internet e di telefonino in telefonino.

    E’ quanto riferisce Daniele La Barbera, direttore della Clinica psichiatrica dell’università di Palermo che avverte: se già oggi in America, stando a uno studio riportato dal magazine NewScientist del Pew Internet e American Life Project di Washington DC, un terzo dei teenager utenti di internet è stato vittima di cyber-bullismo, “in pochi anni potremmo arrivare anche noi a questo dato”.

    Oggi circa un adolescente italiano su 5 è vittima di bullismo, spiega La Barbera, sempre più spesso si tratta di atti tecno-mediati, con email, sms, videofonini, you tube, chat, messaggistica istantanea. Pesantissimi i danni per la vittima che spesso non ce la fa a sopportare la frustrazione al punto da togliersi la vita, come é successo per esempio, racconta New Scientist, a Ryan Halligan, tredicenne britannico che per mesi ha subito via instant messaging le vessazioni dei compagni che lo deridevano dicendogli che era gay.

    Nel cyber-bullismo, spiega La Barbera, il bullo sfrutta le nuove tecnologie per il proprio bisogno di protagonismo, per sentirsi onnipotente, superare i limiti. La possibilità di diffondere in rete l’atto della propria bravata, prosegue La barbera, lo rende ancora più gratificato perché diviene non solo protagonista ma anche regista della violenza. E la vittima? Le ferite lasciate da un’azione di cyber-bullismo sono più profonde: “pensiamo – precisa lo psichiatra – a una ragazzina che subisce molestie il cui molestatore mette in rete l’atto esponendola di fronte a migliaia di persone, il trauma è molto maggiore”.

    E poi il web offre un’arma in più al bullo, l’anonimato, rendendolo ancora più onnipotente e aggressivo nel tormentare, affliggere, minacciare la vittima per esempio via email o chat. Come difendersi? La vittima deve confidarsi, meglio se con un adulto, ma serve anche la prevenzione, oggi facciamo i conti con “un’emergenza educativa nella scuola proprio per la difficoltà degli insegnanti di intervenire e vi è una crisi drammatica del principio di autorita”, conclude La Barbera, che lascia al bullo le mani libere.

    ansa.it