Giappone

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    Da un rapporto dei gangsters della 5ª Flotta al loro boss:

    “La battaglia delle Filippine era al termine e mentre gli ultimi capisaldi giapponesi venivano sopraffatti, la nostra flotta si trovava alla fonda tra gli atolli dell’arcipelago occidentale. Una sera di fine Febbraio subimmo il disperato attacco degli ultimi aerei giapponesi: non avevano un aeroporto dove tornare e nessuno tornò indietro. Un velivolo colpito lo vedemmo planare con una scia di fumo verso l’interno dell’isola davanti a noi. Occupati a riparare i danni dell’attacco, decidemmo di inviare una pattuglia il giorno dopo. Ma era appena spuntato il sole sull’oceano che quel velivolo si levò improvvisamente dall’isola e si lanciò a pelo d’acqua sulla fiancata di un incrociatore. Quando poi la pattuglia raggiunse la radura dove era avvenuto l’atterraggio di fortuna la sera prima, scoprì che il pilota giapponese aveva riparato l’aereo e poi strappato con il coltello per tutta la notte erbe ed arbusti. Erano ancora macchiati di sangue fresco. Così si era costruita la rampa di volo: aveva poi atteso il levarsi del sole e ci si era lanciato addosso”.
    Fronte Giapponese, Filippine 1944