Irak

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    Quando l’Irak liberò la propria regione del Kuwait, il corrotto “sceicco” al Sabah fuggì con le sue settanta mogli a Londra dove i suoi padroni amministrano “per lui” l’oro di quella terra. In una corsa contro il tempo le truppe irakene scavarono nella sabbia le linee di difesa, ma quando gli eserciti anglo-americani attaccarono, queste furono travolte da una massa enorme di aerei e carri armati.. Dietro di loro centinaia di bulldozers spianarono tutto: centomila soldati, morti, vivi, feriti, furono sepolti nelle loro stesse trincee.

    Mentre la Divisione della Guardia si faceva annientare per proteggere la ritirata delle fanterie superstiti, chilometri di veicoli affrontarono il deserto sulla via di Baghdad. I bombardieri anglo-americani li trasformarono senza pietà in una scia di fuoco. Alcuni superstiti raccontarono di un soldato che sotto l’attacco si alzò in piedi, chiamò la potenza di Dio e iniziò a sparare calmo agli aerei che gli si avventavano contro finché il napalm lo avvolse.

    L’uomo è superiore alla macchina. I suoi colpi, lo sapeva, non potevano colpire gli assassini volanti ma sua volontà sì.
    Fronte Irakeno, Giornale di Baghdad, 1990