Vilipesi dal parlamento

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    di Enrico Galoppini
    Tratto da Effedieffe

    Commentando la storia del parlamentare dell’UDC Cosimo Mele beccato nella suite di un albergo romano con due mignotte solo perché una è collassata a causa della coca (ecco perché la maggioranza dei suoi colleghi non ha voluto fare il test anti-droga!), il segretario del suo partito ha avuto l’impudicizia di affermare: «Vita dura quella dei parlamentari, sempre soli. Bisogna prendere in esame la possibilità dei ricongiungimenti familiari».

    Capito?
    Poverini, con tutti i soldi che si prendono… tra l’altro hanno gratuiti treni e aerei sul territorio nazionale: che problemi hanno a raggiungere le loro amate mogliettine, ovunque abitino, ogni volta che lo desiderano?
    Tanto più che in Parlamento non è prevista l’obbligatorietà della presenza (e sono noti i casi di «onorevoli» fattisi vivi solo alla prima seduta o quasi)…
    Allora che cosa dovrebbero reclamare tutti quei meridionali che lavorano nei cantieri del nord e che scendono a casa il venerdì sera per ripartire già la domenica?
    Arrivano solo il sabato a pranzo, quindi gli restano solo 24 ore e spiccioli per stare con la moglie.
    Ma lo sanno i signori parlamentari che c’è gente che fa questa vita?
    Io li ho conosciuti perché viaggio in 2a classe, e possibilmente prendo l’espresso perché costa meno, ma gli alieni del Palazzo vivono fuori dal mondo e sicuramente viaggiano in 1a classe eurostar, dove di pendolari meridionali non c’è nemmeno l’odore.
    Poveri parlamentari, vita dura, lontani dalle mogli (già, chi avrà pagato il servizio in camera?), tra un po’ inseriranno tra i loro benefici gratuiti pure le mignotte d’alto bordo e il «finocchio» per chi è «diverso»… e magari il gigolò per le signore onorevoli!
    E a quando lo psichiatra gratuito per stato depressivo e l’indennità di malattia per chi si darà all’onanismo sfrenato?
    E che dire di quell’altro parlamentare di AN che si è vantato in TV di aver preso in giro il personale di un’ambulanza per farsi portare in uno studio televisivo?
    Dopo aver addirittura polemizzato per il ritardo dell’ambulanza (!) e preso atto della figura di m… alluvionale che aveva fatto, aveva detto che si sarebbe dimesso (ma i suoi colleghi avrebbero accettato le dimissioni?)… ma ora che ha fatto?
    Ha ritirato le dimissioni perché i suoi elettori «non sarebbero stati d’accordo»…
    Un caso unico: quello di un parlamentare in contatto diretto con tutti i suoi elettori e che ne conosce l’opinione in tempo reale… l’unico che non si fa vedere solamente prima del voto, «in mezzo alla gente», al mercato a fare la spesa, per poi rinchiudersi nel gran serraglio!
    Complimenti: la prossima volta lo voterò, ma pretenderò di avere il suo numero di cellulare per restare sempre in contatto con lui!
    Ma in questi giorni, il peggior spettacolo l’hanno offerto quelli che hanno fatto quadrato contro la Clementina Forleo che voleva acquisire qualche intercettazione in merito a certe pastette in cui i Nostri sono insuperabili, quelle bancarie.
    Per redarguirla, si è addirittura scomodato Napolitano.
    Una tirata d’orecchi ad personam da parte del vertice del CSM non si era mai vista.
    L’avesse fatto Berlusconi!
    Avremmo visto girotondini darsi fuoco come dei bonzi vietnamiti, «intellettuali» ospiti da Fabio Fazio per denunciare «il nuovo fascismo», Furio Colombo elevare moniti contro «l’antisemitismo» (non c’entra niente ma fa sempre brodo)!
    Ma qui si è di fronte ad un mistero, il «mistero della sinistra» (vedi il libro di Badiale e Bontempelli), onde tutto è permesso alle alte gerarchie, anche – dopo i cinque anni di lamenti sui bavagli che Berlusconi voleva mettere alla categoria – attaccare una che finalmente fa il magistrato con serietà ed impegno, senza faziosità tribale.
    E il «popolo della sinistra» che fa?
    Protesta?
    Difende il magistrato?
    Macché, si adegua, ubbidisce alla santa chiesa ulivista che ha «sempre ragione».
    I film di Peppone e don Camillo non erano solo uno svago, ma raccontavano lo spirito vero degli italiani, apparentemente divisi e fondamentalmente uniti nel conformismo e l’allineamento verso una qualsiasi «chiesa».
    Basta.
    La gente normale (riportiamo in auge questo banalissimo concetto) non ne può più di questi personaggi arroganti e capricciosi come quei parrucconi incipriati col neo che non volevano vedere che mentre in apparenza tutto sembrava filargli bene qualcuno stava affilando la lama della ghigliottina.
    Tra Partiti Democratici che non entusiasmano nessuno e i soliti giochetti volti a creare dei serbatoi a destra e a sinistra per rendere innocua la perdita d’elettorato che la nascita di nuovi carrozzoni comporterà, avanza lo spauracchio dell’«antipolitica»…
    Il che significa che verrà il giorno in cui la famosa gente normale vorrà, pretenderà, tutto quello che sin lì i parrucconi incipriati di destra e di sinistra gli hanno presentato per anni e anni – a copertura del loro abusivo ed illegittimo potere – come sbagliato, negativo e malvagio.
    Alcuni anni fa, un movimento giudicato «eversivo» e per questo sciolto d’autorità diffuse un volantino nel quale si raffigurava il Parlamento con la scritta «siedono divisi per rubare uniti»: gli «anormali» gridarono allo scandalo per il «vilipendio del Parlamento».
    Oggi, la «gente normale», vilipesa dal Parlamento, pensa la stessa identica cosa.
    Che cosa faranno stavolta per salvarsi?
    Scioglieranno d’autorità il popolo italiano?
    Enrico Galoppini

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