Buon compleanno Big Mac !

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    Quarant’anni anni e non sentirli verrebbe da dire. Era infatti l’agosto del 1967 quando un responsabile d’una filiale locale della già affermata catena di fast-food “Mc Donald’s”, inventò il panino che sarebbe poi divenuto il simbolo della “cultura” americana e più in generale del mondo, ormai inesorabilmente destinato a globalizzarsi, anche dal punto di vista alimentare.
    A 40 anni di distanza, dopo aver raggiunto una media annuale pari a 550 milioni di unità vendute (nei soli Stati Uniti!!!), il Big Mac avrà anche un museo a lui dedicato, ove celebrarne degnamente la catartica funzione di simbolo e sugello d’un mondo decisamente troppo “obeso” di modernità…

    NEW YORK – Era il 22 agosto del 1967 quando Jim “Mj” Delligatti portò in tavola un piatto che avrebbe rivoluzionato il fast food. L’idea gli era venuta un paio di anni prima ma Jim, proprietario di un McDonald’s ad Uniontown, in Pennsylvania, si era scontrato per mesi con i manager della catena di ristoranti che in una dozzina d’anni erano riusciti ad imporre il loro marchio negli “States”. Il più scettico era Ray Croc, uno dei mitici fondatori di quello che sarebbe diventato l’impero mondiale del fast food, ma la cocciutaggine di Delligatti – un cognome che denota origini italiane – alla fine venne premiata: il Big Mac era nato.

    “Quarant’anni fa non avrei mai immaginato che la mia creazione potesse diventare un pezzo della tradizione americana” ha raccontato Delligatti al Pittsburgh Tribune Review. “Diciamo che meglio di così non poteva andare. È andato tutto bene fin dal primo giorno; l’unica cosa che ci prese un po’ di tempo è stata la salsa”.

    Quel 22 agosto il Big Mac venne venduto a 45 cents, oggi costa 2,75 dollari. Jim Delligatti avrebbe voluto chiamarlo “Big Mick”, in onore del figlio Mike, ma alla fine si convinse che il nome suggeritogli dai manager poteva andare bene. Oggi la ricetta sembra semplice, ma quarant’anni fa nessuno ci aveva ancora pensato: pane con sesamo, cipolla disidratata, insalata tritata, sottiletta, salsa e doppio hamburger.

    Nel McDonald’s di Uniontown ebbe fin da subito un incredibile successo, tanto che nel giro di poche settimane il “Big Mac” venne venduto anche negli altri ristoranti della catena a Pittsburgh e nel giro di un anno divenne parte fissa del menù di tutti i McDonald’s degli Stati Uniti.

    Fu soprattutto grazie al “Big Mac” che l’ascesa della McDonald’s ai vertici mondiali del fast food divenne inarrestabile. Un vera potenza americana e multinazionale, e come tale negli ultimi dieci anni diventata il simbolo del male: prima tra chi la criticava per il cibo non proprio salutare: 540 calorie (di cui 270 da grassi) e 1040 milligrammi di sodio, poi tra i “no global” come punta di lancia dell’americanizzazione del mondo.

    Il gigante del fast food ha dovuto far fronte ad attacchi di ogni genere: film, documentari e inchieste, che in alcuni casi sono riusciti a provare la cattiva qualità del cibo, costringendo la McDonald’s a cambiare menù; ma anche attentati, vetrine infrante, cause legali. In compenso nel 1986 ottenne un onore insperato: l’Economist creò un indice (informale) per misurare l’andamento del potere di acquisto delle valute rispetto al dollaro Usa e lo chiamò “Big Mac Index”.

    Oggi il “Big Mac” viene servito in 300mila ristoranti sparsi in più di cento paesi del mondo. Solo negli Stati Uniti (in 13.700 ristoranti) ogni anno ne vengono consumati 550 milioni (uno ogni 17 secondi), una classifica che vede al secondo posto il Giappone con 150 milioni. Solo in India, dove la mucca è sacra, la McDonald’s ha autorizzato una ricetta diversa e il “Big Mac” è stato sostituito dal “Maharaja Mac”, fatto con carne di pollo.

    Quel 22 agosto del 1967 erano passati quaranta anni da quando i fratelli Dick e Mac McDonald avevano aperto ad Arcadia – cittadina della San Gabriel Valley, una trentina di chilometri a nordest di Los Angeles – un baracchino di hot dog che divenne ben presto popolare come il “California sexy hot dogs”. Tre anni dopo Dick e Mac aprirono il primo ristorante McDonald a San Bernardino, California, lungo la famosa “Route 66”, ma fu solo nel 1953 che iniziarono a dare in franchising il marchio McDonald’s. Il secondo ristorante venne aperto a Phoenix, Arizona, e fu anche il primo ad avere come disegno il famoso arco dorato oggi riconoscibile da miliardi di persone in ogni parte del mondo.

    Per celebrare il quarantesimo anniversario del “Big Mac” Jim Delligatti, che oggi ha 89 anni, ha voluto aprire un “Big Mac Museum and Restaurant” a North Huntigton, sempre in Pennsylvania. Ci sono cimeli che ricordano gli anni Sessanta, ci sono foto celebrative, c’è soprattutto una statua formato gigante del più popolare panino del mondo.

    fonte: repubblica.it