Sui miliardari di Stato

    262

    nullArticolo di Maurizio Blondet, tratto da effedieffe.com
    31/08/2007

    ROMA – «Il 3 dicembre del 2004 nello studio del notaio Claudio Togna (dell’Udeur anche lui) c’era una riunione familiare. I Mastella al gran completo facevano la fila per stipulare atti e il povero Togna sfornava atti come una pizzeria di Ceppaloni. Sandra Mastella ha comprato l’appartamento dove dorme il marito e si è impegnata a prendere la residenza lì per ottenere le agevolazioni fiscali. Per lei un ottimo affare: 500 mila euro per un appartamento che include una veranda abusiva (condonata) e la terrazza su tre lati che guarda il Tevere e Monte Mario dall’ottavo piano.
    
Subito dopo la moglie del ministro ecco arrivare i figli Elio e Pellegrino. Comprano altri quattro appartamenti, due a testa. I prezzi erano davvero allettanti.
A Pellegrino vanno il primo piano da 4,5 vani per 175 mila euro e altri 6 vani al quarto piano per 300 mila euro.
Va ancora meglio al fratello che si accaparra un terzo piano con 5,5 vani per soli 200 mila euro e un miniappartamento con ingresso, camera, bagno e terrazza a livello per 67.500 euro, nemmeno il costo di un box in periferia.
Le case sono state pagate in gran parte grazie ai mutui concessi da Intesa San Paolo (400 mila euro alla moglie) e BNL (un milione e 100 mila euro ai figli che dovranno versare una rata mensile di 6.430 euro). E che nessuno vada in giro più a dire che Initium è cattiva con gli inquilini».
Per questo passo apparso nell’inchiesta del giornalista Marco Lillo «Casa Nostra», Mastella e famiglia hanno querelato L’Espresso.
O più precisamente, hanno annunciato querela.
L’annuncio di querela non è una querela.

    In genere, il politico fa così: chiama l’agenzia Ansa e rende noto che querelerà il giornale.
L’Ansa mette in rete l’annuncio sotto dettatura, la notizia parte.
Di solito, invece, la querela non parte.
Parecchi anni fa fui colpito da un annuncio di querela da Pannella: aspetto ancora la querela vera.
In attesa di querela, facciamo notare che dall’articolo querelaturus risulta che Mastella ha comprato dall’INA 5 appartamenti per un totale di 26 vani in Lungotevere Flaminio, dove i prezzi di mercato superano i 6 mila (a volte 6.600) al metro quadro.
Pagando 1,2 milioni di euro: ad occhio e croce, cinque appartamenti al prezzo di tre.
Inoltre, una società dei figli di Mastella ha acquistato dalla ex-INAIL in pieno centro storico (largo Argentina) un appartamento di 9,5 vani dove ha sede il quotidiano dell’Udeur (ha un quotidiano, l’Udeur! Cioè riceve un 4-5 miliardi di sussidio pubblico).
Prezzo, 1,4 milioni di euro.
L’appartamento al piano di sotto è stato venduto nello stesso periodo a prezzi di mercato a 2,4 milioni, quasi il doppio.
Sono da notare due cose lapalissiane.
INA e INAIL sono enti pubblici.
Per statuto hanno l’obbligo di investire una parte dei contributi che ricevono dagli assicurati in immobili: ciò perché gli immobili sono un buon investimento, se vengono venduti periodicamente a prezzo di mercato.
I due enti hanno invece fatto a Mastella prezzi di favore: a spese degli assicurati e dei contribuenti, che pagano il cattivo affare degli enti.
Secondo: benchè i prezzi siano stracciati, Mastella, mogliettina e figlioletti hanno cacciato 2,7 milioni di euro.
Avranno chiesto il mutuo? 
Si staranno svenando a pagare i ratei a tasso variabile?
Non credo.
Certe buone occasioni (che sono cattivi affari per gli enti che gestiscono il denaro dei contribuenti) si arraffano al volo, e in contanti.


    Domanda: perché Mastella è diventato così ricco, e in così poco tempo?
Forse ha risparmiato sulle vacanze, essendo stato ospite dello yacht di Della Valle?
La risposta è ovvia: un miliardario di Stato.
Solo ai vertici del settore pubblico si può diventare così ricchi in Italia, oggi, così rapidamente e con così poco sforzo.
Lo stesso vale per
    Casini.
Ha comprato una palazzina completa in zona Trieste a Roma (prezzo massimo di mercato sui 6.900 euro al metro quadro), in tutto cinque appartamenti per un complesso di 30 vani.
Due girati all”ex moglie, uno a testa alle figlie, uno alla ex-suocera.
Li ha pagati poco, 1,8 milioni di euro. ma si tratta sempre di quasi quattro miliardi di vecchie lire. Miliardario di Stato.
Lo so, non dovrei limitarmi a copiare un’inchiesta de L’Espresso.
Ma non posso resistere alla tentazione di farlo, di assaporare con voi la vita meravigliosa di lorsignori così diversa dalla nostra, le meravigliose occasioni colte dai miliardari di Stato.

    Luciano Violante, l’alto moralizzatore dell’Italia berlusconiana, il gran sacerdote della superiorità etica dei comunisti, il guru dei procuratori giustizialisti, ha acquistato dall’INA quello che viene definito «un gioiello, incastonato tra i Fori e il Quirinale» – spero abbiate presente la zona, la più sfarzosa del mondo, dove ti possono chiedere 20 milioni di lire al metro quadro – consistente in 4 camere e soggiorno con terrazzo.
Prezzo pagato: 327 mila euro, il prezzo di un trilocale di periferia.

    Walter Veltroni, l’imminente capo del partito democratico, l’uomo il cui cuore duole per le povertà dell’Africa, quello dell’«I care»: comprati 190 metri quadri (8,5 vani) dall’INPDAI a 377 mila euro.

    Raffaele Bonanni, il segretario della CISL.
E’ quel sindacalista che appare così una brava persona, cattolico, l’occhio umido al pensiero assillante delle misere paghe degli operai: è felice proprietario di appartamento di 8 vani, diconsi 8, preso dall’INPS (gestito dai sindacati) per soli 201mila euro.
In zona dove il mercato esige 10-12 milioni al mq.
Gli operai su cui Bonanni non cessa di piangere, per quella cifra non trovano nemmeno un bilocale.

    Franco Marini, altro sindacalista famoso, ora presidente del Senato: ai Parioli (6-7 mila euro al mq.) ha un appartamento su 2 piani, di 14 vani, comprato da ex INPDAI per 1 milione di euro.
Lui però ha smentito.
Non si sa bene che cosa.
Miliardario di Stato.


    Nicola Mancino, Senatore Ulivo, sempre a sinistra, dunque dalla parte dei poveri e dei lavavetri.
Appartamento di 10 vani acquisito da INA.
Dove?
Praticamente in piazza Navona, dove se si trova ancora qualcosa da comprare ci si sente chiede sui 20-22 milioni di lire al mq.
Lui, l’ha trovata.
Nel 2001, ha pagato 1,5 miliardi di lire.
Miliardi di Stato, graziosamente elargiti da noi contribuenti.

    Maura Cossutta.
Nome famoso per le lotte proletarie (figlia del Kossutta staliniano), deputata del Partito Comunista d’Italia.
Ha avuto la fortuna di comprare da un ente pubblico un appartamentino di 6 vani, praticamente dietro il Vaticano (prezzi di mercato sui 10 milioni di lire al metro) per un prezzo proletario: 165 mila euro.
Il costo di un monolocale per chi proletario non è.

    Francesco Pionati, già direttore del TG1, oggi senatore Udeur: l’INPDAI gli ha aggiudicato un attico e superattico di 10 vani con terrazza panoramica, affacciato su Trastevere (costo di mercato, 13 milioni al metro) per soli 509 milioni di lire, 250 mila euro.
Sì, poi ci sono personaggi di «destra» fra i compratori di case di lusso a prezzo da liquidazione: da Giuliano Ferrara a Francesco Proietti, di AN, ex segretario di Fini, da Cossiga a Mario Baccini (UDC, 15 vani, attico e superattico, 875 mila euro).
Ma questi sono appunto di «destra»: ossia egoisti, edonisti, dalla parte dei ricchi, socialmente iniqui per ideologia, sbeffeggiatori della «solidarietà» verso immigrati e lavavetri, fautori della legge Biagi, insomma moralmente inferiori.
Non ci si aspetta altro da tipi del genere.
Ma da quelli di sinistra?
Potete aspettarvi da costoro che, ricchi come sono – miliardari diS – arraffino pure attici e superattici a prezzi stracciati, praticamente rubandoli agli assicurati e ai pensionati INAIL e INPS?
Ve lo aspettavate, da questi moralisti superiori, da questi predicatori della giustizia sociale?
Lo dico a voi, lettori che avete votato a sinistra.
Che cosa avete da spartire con questo gruppo sub-umano di ladri, malfattori predicanti, di sfruttatori in cattedra, di mascalzoni e farabutti con «l’annuncio di querela» in canna?
Voi dei mille euro al mese e dei figli disoccupati o precari, perché votate per gente che abita – coi vostri soldi – in Piazza Navona e ai Fori imperiali?
Non potete essere di sinistra: non ne avete i mezzi.
Non potete permettervelo.
Eppure li avete fatti ministri e tassatori.
    Mi vergogno per voi: sogni di rivoluzione, e intanto mantenete come servi e sudditi i più spudorati miliardari di Stato, che manco pensano a limitarsi e a riformarsi.
Sveglia, ragazzi.
Rivoluzione.
Mano – non ai fucili che non abbiamo – ma almeno ai pomodori.
    Marci.
Marci come loro.
    Maurizio Blondet


    Copyright © – EFFEDIEFFE – all rights reserved.