L’implosione della democrazia

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    Articolo tratto da Azione Tradizionale

    Viviamo oggi in una sedicente democrazia. Governo del popolo letteralmente. Ma chi comanda, in realtà? Già di per sé, la parola, nasconde una falsità. Vediamo meglio. Viviamo in una società che ha l’impronta indelebile (speriamo ancora per poco) della Rivoluzione francese.

    E quindi l’individualismo, il relativismo, la presunta uguaglianza degli uomini, hanno la preminenza assoluta su tutto. Ognuno ha la sua verità, la sua giusta causa e i suoi diritti. Secondo tale logica, ovviamente, è giusto che ognuno abbia i propri diritti e che ognuno abbia continue pretese da fare. Al dovere di un tempo, si è sostituito il diritto. E allora orgoglio omosessuale, orgoglio laico e orgoglio gattaro (anche questo, già!). E orgoglio pedofilo. Perché no? Non fa una piega, e perché ci si scandalizza tanto se anche loro chiedono (ed otterranno tra poco tempo) una giornata tutta per loro, per dimostrare che ci sono e che ne sono orgogliosi? Perché i finocchi sì e loro no? Passeranno pochi anni, e anche questo rientrerà nella normalità assoluta. E’ scontato. Tutto scritto.

    E così in politica. Ognuno segue i propri interessi. Ogni candidato politico è spinto a fare innanzitutto il proprio bene, a soddisfare il proprio utile, poi magari quello di chi “rappresenta” o meglio di chi lo ha votato. I partiti vogliono prendere il potere, per ottenere il quale presentano programmi che si avvicinano il più possibile alle preferenze degli elettori. In tal modo non più la politica forma la popolazione, ma sarà essa a formare
    la classe dirigente, che a questo punto, ovviamente, non può più dirsi tale. Per massimizzare il numero dei voti a proprio favore i partiti tenderanno a convergere verso politiche centriste, politiche che soddisfano l’ipotesi dell’elettore medio, con una conseguente corsa verso il centro. L’attuale sistema politico, che prevede una minima soglia di sbarramento al 4%, è la logica figlia di questo sistema. Fuori i piccoli partiti, esclusi gli “estremismi”, per inglobare tutti in grandi enormi coalizioni. Alleanze forzate, gioco al
    compromesso e quindi indebolimento della posizione iniziale, doppiezza e cosiddetto log
    rolling (scambio di voti). Queste le conseguenze delle nostre democrazie. Vi sembrano
    positive? Domanda retorica.

    Con at.com lo stiamo vedendo giornalmente, grazie al continuo contatto coi media. Molte notizie del genere dobbiamo anche scartarle. Le nefandezze, e le mani infilate nelle tasche degli elettori sono la norma. Ed è sempre peggio.
    Solo una piccola parte della popolazione rimane soddisfatta dei programmi promessi dai politicanti, ed il malcontento si estende ad ogni mandato. Ogni anno è sempre più evidente. La sfiducia è dilagante, ma le cose rimangono invariate. Mano a mano l’interesse per la “cosa pubblica” diminuisce, mentre gli affari dei pochi, anche per questo, si gonfiano. Dinanzi a tutto ciò ci potrebbe essere la soluzione del “non votare”, che determinerebbe
    una restrizione della base elettorale, al punto di farla mancare e di lasciare a bocca asciutta coloro i quali ci speculano sopra. In poche parole, potrebbe servire a mandare a casa….
    E’ quello che serve per mandare a casa la democrazia dei peracottari e dei politici mollicci
    e fastidiosi. Per farla finita con la democrazia dei mediocri.

    E contrapporre ad essa un’Aristocrazia:il governo dei migliori. Sentite già come cambia il suono, com’è armonico e completo.
    A-r-i-s-t-o-c-r-a-z-i-a. Ma per arrivarci dobbiamo esserlo. Per esserlo, dobbiamo provare noi stessi. Giornalmente. Migliorarsi, per essere i migliori. Vediamo di praticarla questa aristocrazia dell’azione.
    Oggi.
    Subito.