Grilli e grilletti

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    Da più parti adesso, amici e persone in combutta coi politici stanno cercando di denigrare il “fenomeno Beppe Grillo”, reo di aver messo in evidenza gli sprechi della politica italiana e di una casta preoccupata solo dei propri interessi. E tra chi lo accusa c’è Mauro Mazza (nella foto), direttore del Tg2, il quale preoccupatissimo si domanda se un giorno un “pazzo squilibrato” possa premere il grilletto contro i politici dalla poltrona comoda e calda. Ma sentendo parlare giornalmente di viaggi in elicotteri statali per non fare un’ora di macchina e di senatori che usano l’ambulanza per non fare tardi alla trasmissione e che non hanno nemmeno la decenza di dimettersi..sarebbe da considerarsi davvero un “Pazzo squilibrato” chi facesse una cosa del genere, o solo un esasperato della bassissima politica italiota, come ce ne sono migliaia in Italia?

    ROMA – L’editoriale che non ti aspetti. È quello di Mauro Mazza, direttore del Tg2 che nell’edizione delle 13 del telegiornale della Rai dichiara, senza troppi giri di parole: il movimento di Beppe Grillo può causare nuove tragedie.

    L’EDITORIALE – «Cosa accadrebbe – dice Mazza – se un giorno all’improvviso un pazzo, uno squilibrato sentendo quelle accuse premesse il grilletto? Un tempo c’erano i cattivi maestri, che additavano come nemico un commissario, un giornalista, un magistrato e accadeva che qualcuno, pazzo o meno, andasse e premesse il grilletto e qualche volta uccidesse. Oggi non abbiamo più i cattivi maestri né i buoni, abbiamo solo gli apprendisti stregoni. La storia, si dice, si ripete due volte, una volta in tragedia una volta in farsa. Ma cosa succederebbe se invece facesse il percorso inverso e da farsa si trasformasse in tragedia? Cosa accadrebbe se un mattino qualcuno ascoltati quegli insulti contro tizio e contro caio premesse il grilletto?».
    LA CRITICA DI FINI – E a sorpresa Mazza perde l’appoggio del presidente del suo partito di riferimento il leader di An Gianfranco Fini che critica l’editoriale del direttore del Tg2: «Ho trovato eccessivi i toni del suo editoriale – ha spiegato Fini – ora lo chiamo al telefono per diglierlo». Secondo Fini «se si alza in modo esasperato il tono, poi non c’è più un limite. Per questo ho giudicato eccessivo l’editoriale di Mazza. Francamente non credo che ci sia il rischio che qualcuno possa prendere le pistole».GRILLO: SONO AL DELIRIO – La prima immagine che appare sui megaschermi piazzati sul palco a sostituire il simbolo del V-Day rosso su sfondo nero nello spettacolo di mercoledì sera a Schio, è il volto del direttore del Tg2 Mauro Mazza . «Sono in preda al panico – urla comparendo sulla scena Beppe Grillo – stanno delirando». «Addirittura questo – ha proseguito indicando Mazza – ha fatto segno con le dita tese come una pistola, come se fossimo dei terroristi. Vorrei tranquillizzarlo, abbiamo fatto una cosa quasi per scherzo». Rivolgendosi quindi al suo pubblico, accorso in migliaia (circa 6 mila persone) nella grande spianata di Schio che ospita la tappa vicentina di ‘Reset’, lo spettacolo del comico genovese, Grillo urla «vorrei capire se siete con me: non mi lasciate in pasto a questi qui. Abbiamo fatto una festa l’8 settembre, senza pubblicità. Inaspettatamente mi sono ritrovato su prima, seconda e terza rete. Ora sono dappertutto e pensare, che non mi volevano i tv». «Ho sognato Padre Pio – ha aggiunto Grillo – che mi ha detto ‘stai esagerando’». Parlando ancora della grande manifestazione dell’8 settembre, Grillo ha spiegato che «abbiamo fatto una cosa che sta montando. Oggi il Tg1 ha aperto ricordando una mia serata andata male nel 1982, accusandomi di aver preteso 11 milioni di cachet. Che c… di calunnia è?». «E pensare che due giorni prima del Vaffa-Day – ha concluso – non ne parlava nessuno. Credetemi questo termine non è reato, è un consiglio erotico-turistico».
    LE ALTRE REAZIONI – Oltre a quelle di Fini, sono arrivate altre reazioni più articolare dal mondo politico. «Non vorrei che si stesse commettendo l’errore di enfatizzare le parole di Grillo per non parlare del tema vero, cioè la crisi della politica e della rappresentanza». Così Paolo Cento, deputato dei Verdi e sottosegretario all’Economia, interviene nel dibattito suscitato dall’editoriale del direttore del Tg2. «Siamo in un paese in cui c’è libertá d’opinione. Non bisogna fare equazioni sproporzionate e improponibili. Se mai – avverte Cento- il confronto con Grillo va fatto nel merito delle proposte».
    «Il vizio di bacchettare il dissenso e l’antagonismo al Palazzo è grande e il direttore del Tg2, Mauro Mazza, che grazie al palazzo occupa una postazione di privilegio, non si è tirato indietro» dice invece Salvatore Cannavò, deputato del Prc che aggiunge: «Ancora una volta si fa ricorso al peggiore insulto, quello di connivenza con il terrorismo e l’omicidio. È accaduto ai no global, al sindacalismo alternativo, a tutti coloro che non si rassegnano a questo mondo. A coloro che attaccano la legge ’30-Treu e vengono accomunati alle Br. Oggi accade anche a Grillo». Cannavò conclude: «Come si vede, la casta non è solo quella parlamentare ma è una casta di sistema, fatta di politici, giornalisti compiacenti, imprenditori scrocconi, banchieri fasulli che non vogliono sentire critiche o dissensi.
    Se la prende con i seguaci di Grillo che hanno criticato il direttore del Tg2 il il vicepresidente del Senato Mario Baccini, dell’Udc: «Chi chiede democrazia non può sopirla. Il direttore del tg2 Mauro Mazza ha espresso nel tg delle 13 di oggi alcune considerazioni – che possono essere condivise o meno – ma chiamarlo per questo “venduto” e “servo del potere” e additare i giornalisti come “pupazzi mafiosi” o “marchette andate a male” non è un buon servizio alla democrazia». Baccini sottolinea come «chi propone critiche anche giuste ad un sistema da riformare non possa poi scadere in queste polemiche che confermano la natura demagogica e populista di chi chiede rappresentanza e democrazia e poi si muove per sopirla, in contraddizione con se stesso e con ciò che rivendica».
    «Ho salutato con molta simpatia la discesa in campo di Grillo e del suo movimento, subendo critiche dagli altri partiti. Ciò poco importa, però buona regola della politica è quella di non attaccare i giornalisti. Dispiace che dal centrosinistra ci sia ora una levata di scudi contro il direttore Mazza a cui esprimo la mia solidarietà e quella del mio partito». gli fa eco il segretario della Democrazia Cristiana per le Autonomie, senatore Gianfranco Rotondi.
    «Esprimo la mia profonda solidarietá all’ottimo direttore Mauro Mazza» afferma anche l’ex deputato di Fi e oggi assessore alla Cultura del comune di Milano, Vittorio Sgarbi che difendendo l’editoriale del direttore del Tg2 dedicato proprio al comico genovese, fornisce «alcuni elementi per fotografare il personaggio-Grillo. Innanzitutto, se Michele Santoro non mi avesse tolto l’invito a partecipare alla sua trasmissione, avrei chiesto a Grillo di dirci quali sono state le sue dichiarazioni quando arrestarono Gigi Sabani. Non mi risulta che abbia mai dichiarato in favore di questo innocente».
    19 settembre 2007
    corriere.it