Il vero Buddha? Il partito

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    E’ notizia recente de “La Stampa” che il governo comunista di Pechino ha varato una nuova legge, che affida al governo stesso l’approvazione su tutte le reincarnazioni di Buddha, così che le reincarnazioni non approvate saranno giudicate non valide. Stupisce (ma non più di tanto) che la notizia sia passata inosservata, nonostante il fatto che il suddetto governo sia da sempre promotore di una visione distorta e fuorviante della religione, dunque inadatto a prendere decisioni riguardo qualcosa di metafisico…!

    Finora mai Pechino si era spinta fino al punto di «proibire» la reincarnazione della massima autorità spirituale, il Dalai Lama. Ma ora, con l’avanzare dell’età di Tenzin Gyatso, ormai 72 enne, Pechino ha emanato un decreto che condizionerà il riconoscimento del futuro Buddha vivente alla sua approvazione ufficiale. Una singolare iniziativa per uno stato che si definisce ateo. Il provvedimento riguarda in realtà tutti i lama reincarnati, chiamati tulku, e ha come evidente obiettivo quello di mettere sotto controllo cinese anche il clero tibetano, ultimo baluardo della resistenza all’occupazione cinese.
    “LASTAMPA.it”