Il perchè di una scelta

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    È sempre facile cadere nella trappola dei luoghi comuni e della superficialità. Lo è ancor di più alla luce degli ultimi anni: anni nei quali l´arroganza di un Sistema politico-economico-culturale si è esponenzialmente diffusa in ogni area del nostro pianeta, attraverso una fitta rete di istituti, mass-media ed espedienti ad esso asserviti, fino a diventare l´unico modello mondiale. Divorare, mangiare, inglobare tutto ciò che incontra, pare essere una sua deformazione professionale, sintetizzata nell’opulenza e nella criminalità dei suoi tentacoli capitalisti e della sua razionalità usuraia.

    Una potenza talmente smisurata e sfacciata da essere capace di oltrepassare i semplici scopi economici e politici, per giungere all’innaturale obiettivo di violentare in maniera irreversibile la nostra natura umana. Ogni valore dello spirito, ogni innato e tradizionale senso di rispetto verso la Natura, ogni antica tensione al solidarismo comunitario – caratteri, questi, da sempre patrimonio dell´umanità -, paiono scomparire dalla consapevolezza di tanti uomini e donne, per essere accantonati e progressivamente dimenticati in favore di un edonismo imperante, il quale si concretizza in un consumismo sfacciato, in una affannosa ricerca del momentaneo piacere materiale, in una continua tensione frenetica verso un futuro senza speranza, in un delirante consumo di droghe, in un´inumana commercializzazione delle risorse umane. Un gabbia artificiale e asfittica dal clima sempre più pesante, nella quale è facile cadere e dalla quale è molto difficile restare fuori. Noi – consapevoli della immutabile legge naturale, della nostra condizione di esseri finiti e pensanti, della incontrovertibilità e dell´autenticità dell´esistenza – abbiamo deciso di restarne fuori. Tale scelta che apparirebbe assurda a chiunque, è in realtà la più coerente, la più conforme al destino storico impresso nell´ordine naturale, la più onesta e la più radicale, in quanto va in profondità e raggiunge l’essenza più intima della Terra. Difendere le bandiere patrie, le loro tradizioni, le identità che simboleggiano, scagliarsi contro l´economia predatoria del capitalismo od opporsi alle guerre con cui esso si fa largo, al giorno d´oggi potrebbero sembrare prese di posizione semplici e riduttive, se non addirittura qualunquiste. Ma se l´accusa è lecita per chi finge la lotta per poi in realtà irretirsi nelle logiche e nelle etichette di questo orrendo mondo moderno, al contrario non lo è per noi. Non ci ridurremo ad incanalarci nei percorsi (sia ufficiali, sia “alternativi”) che il Sistema ha creato per noi, come specchietti per allodole. I percorsi li costruiremo da soli e a modo nostro, fuori dal Sistema e contro il Sistema, confidando nell´aiuto delle sole forze titaniche di Madre Natura. E non ci stancheremo fino a quando i Nibelunghi periranno, l’Anello sarà restituito alle acque del Reno ed Erda risplenderà forte e baldanzosa come un tempo.

    Comunità Militante Perugia