Storie di internet, attivismo e malgiornalismo

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    Raccogliamo l’invito del lettore di effedieffe e riproponiamo quanto sotto evidenziando il rischio sempre concreto di strumentalizzazioni e distorsioni ad opera dei confezionatori di verità ufficiali….potrebbe toccare anche a noi…

    08/10/2007
    17.00
    Grillo, fatto passare per antisemitaEravamo 4 antisemiti al bar – storie di internet, attivismo e malgiornalismo

    Caro Maurizio,

    ti do del tu perché sono un tuo assiduo lettore, ed anche se a volte mi trovo in disaccordo con te, ti stimo molto.
    Ti scrivo per metterti a corrente di una strana storia, che ha visto coinvolto me personalmente ma che avrebbe potuto coinvolgere chiunque.
    Il fenomeno Grillo impazza in ogni angolo della “rete mediatica” ormai da più un mese o più, e sia gli elogi quanto gli attacchi non sembrano aver intenzione di placarsi.
    Il V-Day ha indubbiamente lasciato il segno, solo che mai mi sarei aspettato avrebbe avuto le conseguenze che di seguito ti illustrerò. La storia, in breve.
    Il 28 settembre 2007, esce un articolo su Il Tempo, ad opera di Fabio Perugia, in cui si asserisce che, cito testualmente, “Sul blog di Beppe Grillo si fomenta il razzismo”.
    L’articolo cita parzialmente alcuni interventi nella sezione dei commenti del blog di Grillo da parte di pochi individui, per far passare il concetto, grossomodo, che sarebbe un covo di antisemiti.
    Notando l’indirizzo email in calce all’articolo, decido di scrivere un’email all’autore, protestando per il modo scorretto di fare informazione: non si possono prendere pochi messaggi di stampo antisemita e costruirgli intorno un articolo volto a dimostrare che il blog di Grillo è preda di un movimento nazifascista che lo usa per far propaganda.
    Ma, scoprirò poi, Fabio Perugia doveva ancora dare il meglio di sé.
    Due giorni dopo, infatti, esce un altro suo articolo, dove lamenta la “pioggia di insulti” cadutagli addosso dopo aver pubblicato il primo articolo di quella che sarà poi una trilogia.
    All’interno dell’articolo, con mio stupore, c’è il mio nome, il mio cognome, e… parte dell’email di protesta che gli ho inviato.
    Vanno dunque chiariti alcuni fatti:
    1. la mia email era intesa come privata, essendo stata spedita all’indirizzo privato del giornalista, non al direttore od alla sezione delle lettere;
    2. la mia email non conteneva alcuna autorizzazione (necessaria, secondo la legge sulla privacy) alla sua pubblicazione, nè tantomeno alla pubblicazione del mio nome e cognome;
    3. la mia email non è stata pubblicata interamente, ma tagliata dei contenuti essenziali e distorta nella forma;
    4. la mia email, pur avendo un tono pungente, non conteneva insulti di alcun genere nè tantomeno affermazioni di stampo razzista, fascista, antisemita o quant’altro, bollava anzi come “deficienti” individui capaci di tali affermazioni, eppure è stata inserita in un contesto che, per come è stata modificata, la fa apparire non diversa dai messaggi di odio razziale di cui si è lamentato Perugia.
    Stanti questi fatti, ho immediatamente scritto una nuova email a Perugia, chiedendogli di rettificare quanto scritto riguardo alla mia persona e di pubblicare l’intera email, se proprio riteneva di volerla pubblicare, ma che comunque non aveva avuto il consenso per pubblicarla affatto, inizialmente.
    Ovviamente, nessuna rettifica è mai giunta, ma siccome non c’è mai limite al peggio, il giorno 1 ottobre, recatomi a lavoro, vengo a sapere che la sera prima, involontariamente, sono diventato una star televisiva: il mio nome, cognome ed indirizzo di posta elettronica erano apparsi a tutto schermo durante un servizio del TG1, inserito tra un antisemita ed un nazifascista.
    E’ stato allora che ho deciso di cominciare una battaglia che reputo non solo mia, ma di tutti quelli che come me sono stati e saranno abusati dalla cosiddetta “informazione ufficiale” per raggiungere i propri obiettivi, in questo caso di delegittimazione di un avversario politico, governati come sono da interessi partitici ed economici.
    Poteva capitare a chiunque, è capitato a me.
    Per loro sfortuna.

    A te chiedo, come chiedo ai tuoi lettori, se senti e sentono questa causa come propria, di divulgare la notizia ovunque possibile, grazie.

    Con stima,

    Fabio Alemagna

    RISPOSTA

    Ecco fatto.
    E’ persino possibile che sia lo stesso “giornalista” ad aver mandato al blog di Grillo le mail “antisemite”, per poi strillare all’antisemitismo del movimento-Grillo.
    Non sarebbe la prima volta: spesso ebrei sono stati colti a tracciare scritte “naziste” sui muri delle loro sinagoghe e dei loro cimiteri.

    Maurizio Blondet