Quel piccolo insetto che ti spia

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    Mini elicotteri telecomandati e insetti spioni al servizio della Cia: per tenere sotto controllo i cittadini e qualunque “terrorista” pronto a commettere qualche attacco contro i nuovi “difensori della cristianità”(vedi articolo qui sotto), i servizi segreti Usa si sono affidati ad una squadra di ricercatori della Harvard University per studiare dei nuovi metodi per essere più efficienti sul campo dello spionaggio e delle operazioni anti-terrorismo. Naturalmente nessuno si pone alcun problema o dubbio sull’utilizzo della tecnologia avanzata in questo campo che compromette giorno dopo giorno il quieto vivere dei cittadini americani e non solo; ma qualche pericolo secondo un ricercatore dell’Università di Berkeley dovrebbe presentarsi a progetto ultimato: “i costosi insetti potrebbero essere divorati da un uccello o finire impigliati in una ragnatela”!

    LA CIA STUDIA INSETTI TELECOMANDATI

    di Cristiano del Riccio

    Insetti telecomandati e congegni che trasformano i nuotatori in delfini: la Cia e il Pentagono stanno rubando agli animali i segreti per rendere più efficienti le operazioni di spionaggio.

    Da anni ricercatori finanziati dalla Cia stanno cercando di creare insetti, come farfalle e tarme, in grado di volare seguendo i comandi umani.

    I robo-insetti potrebbero essere usati per seguire persone sospette, guidare i missili verso un bersaglio o aiutare a trovare superstiti tra le macerie di edifici crollati.

    Le difficoltà tecniche per creare questi insetti telecomandati sono notevoli anche perché solo in tempi recenti gli scienziati sono riusciti a comprendere in modo approfondito i meccanismi del volo di questi animali.

    La prima strada seguita dai ricercatori è quella di inserire micro-circuiti nelle larve degli animali in modo che i nervi ed i muscoli crescano intrecciati con i circuiti di controllo. Sono esperimenti già effettuati con successo nei laboratori.

    Il passo successivo, su cui stanno lavorando adesso gli scienziati pagati dalla Cia, è quello di inserire una mini-piattaforma di controllo sul dorso dell’insetto, collegata ai circuiti già impiantati e in grado di dare all’animali direzioni di volo. Si tratta di apparecchiature che non devono superare i tre grammi di peso.

    La seconda strada seguita dai ricercatori è quella invece di miniaturizzare i droni, gli aerei senza pilota, alle dimensioni di uccelli e di insetti.

    Una squadra di ricercatori della Harvard University è riuscita nel luglio scorso a mettere a punto una mosca meccanica in grado di agitare le sue ali sintetiche al ritmo di 120 battiti al secondo. Il congegno pesa solo 65 milligrammi ma presenta un problema: l’energia viene fornita attraverso un filo leggerissimo.

    Il problema dell’energia resta tra le sfide principale dei ricercatori. Il combustibile liquido continua ad essere preferito alle batterie. “E’ possibile ottenere più energia da una goccia di benzina che da una batteria delle dimensioni di una goccia di benzina”, osserva lo studioso Robert Michelson.

    La tecnologia degli insetti robot presenta, una volta sperimentata sul campo, una ampia possibilità di pericoli: “i costosi insetti possono essere divorati da un uccello o finire impigliati in una ragnatela”, osserva un ricercatore della Università di Berkeley.

    Nel frattempo nei laboratori del Pentagono è stato creato un dispositivo che consente ai commando della Navy, i famosi SEALS, di poter nuotare sotto la superficie dell’acqua imitando il movimento dei delfini.

    Il dispositivo, simile a due paia di ali (la più ampia all’ altezza del bacino e la seconda attaccata alle caviglie), converte nel modo più efficiente possibile il movimento del nuotatore utilizzando non la spinta generata dalle gambe ma le ondulazioni del bacino e della caviglie.

    Il congegno imita il meccanismo di spinta dei delfini. I ricercatori sottolineano che mentre il movimento delle gambe di un nuotatore sfrutta solo il 3 per cento della energia prodotta per avanzare nell’acqua e mentre la percentuale sale al 10 per cento con l’uso delle pinne, i delfini usano ben l’80 per cento della energia prodotta ai fini del movimento.

    Il congegno sarà usato dai commando della Navy nelle operazioni che richiedono nuotate prolungate: i soldati-delfini si muoveranno più rapidamente e con minor fatica.

    Fonte: ansa.it