Un’ondata di innovazione

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    Produrre energia elettrica a partire dal movimento delle onde: è quanto da oggi accade in Portogallo. Una nuova, interessante tecnica di produzione di energia “pulita”, che si va ad aggiungere agli altri metodi finora usati, eviterà l’immissione nell’atmosfera di seimila tonnellate di anidride carbonica. Un passo avanti per uno sviluppo eco-sostenibile, nel rispetto della natura e dell’uomo.

    LISBONA (PORTOGALLO) – Fino ad oggi erano conosciute come il regno dei surfisti europei che nelle stagioni calde arrivano da ogni angolo del Vecchio Continente alla ricerca di emozionanti e favolose onde. Ma da questa settimana le coste portoghesi saranno famose anche per un altro motivo: esse ospiteranno il primo impianto di energia elettrica prodotta dal movimento delle onde marine. L’impianto è stato realizzato a qualche miglio dalla costa di Agucadoura, nel nord del paese lusitano ed è dotato di tre macchinari, i Pelamis P-750, noti anche come “i serpentoni marini”: queste apparecchiature di forma cilindrica e lunghe circa cento metri sono ancorate al fondale in modo da permettere il rollio e il beccheggio. Il movimento delle onde mette in funzione dei motori che generano energia elettrica.
    LA PRODUZIONE DI ENERGIA – Secondo gli esperti la nuova centrale, che è stata costruita dalla società scozzese Ocean Power Delivery (Opd), soddisferà i bisogni di quasi 2000 famiglie e dovrebbe essere davvero salutare per l’ambiente: ogni anno circa 6 mila tonnellate di anidride carbonica non saranno immesse nell’atmosfera . L’inaugurazione dell’impianto doveva avvenire mercoledì scorso, ma il cattivo tempo non ha permesso che la cerimonia si svolgesse. All’inizio si prevedeva una centrale elettrica dotata di almeno 30 Pelamis, ma numerosi ostacoli hanno fermato quest’ambizioso progetto. Tuttavia la società scozzese ha garantito che se l’impianto manterrà le sue promesse, esso sarà dotato in un futuro di un centinaio di Pelamis che dovrebbero produrre 500 megawatt di elettricità portando luce ed energia in almeno 350.000 case.
    COSTI – Max Carcas, direttore della “Pelamis Wave Power”, la società che produce gli omonimi macchinari che trasformano la forza delle onde in energia elettrica, afferma che in futuro saranno chiari i benefici di questa nuova tecnologia: «I costi diminuiscono del 15% ogni qual volta in un impianto sono aggiunti due Pelamis». Teresa Pontes, membro de “l’Istituto nazionale dell’energia, della Tecnologia e Innovazione” di Lisbona afferma che è troppo presto per dire se questi sistemi siano realmente efficaci in ogni parte del mondo. La Pontes infatti sottolinea che, grazie alla sua ideale posizione geografica, il Portogallo può ottenere buoni risultati nel campo dell’energia prodotta dalle onde del mare. Tuttavia, ribadisce che lo sviluppo di questa tecnologia è ancora agli albori: «Ci vorranno molto anni prima che essa maturi. Bisogna continuare le ricerche. Forse il miglior sistema non è stato ancora sviluppato. Se si pensa ai primi aeroplani, anche essi erano molto diversi rispetto a quello che usiamo oggi».
    fonte: corriere.it